Posts Tagged ‘sistemi rappresentazionali’

Ognuno di noi, pertanto, avrà un sistema rappresentazionale preferenziale, ossia utilizzerà preferibilmente lo stesso sistema sensoriale al momento di filtrare un messaggio proveniente dall’esterno.

Ma come riconoscere qual è il sistema preferenziale di ogni individuo?

Attraverso i predicati che egli utilizza allorché descrive linguisticamente un fatto od una sensazione. E’ proprio il linguaggio, infatti, che riflette come uno specchio il nostro sistema rappresentazionale.

Esempi di predicati verbali attraverso i quali è possibile stabilire il sistema rappresentazionale preferenziale:

VISIVO

Vedere,ammirare, osservare, fissare, veder chiaro, avere un’idea nebulosa/limpida, visione miope, visualizzare, focalizzare, guardare, scorgere, scrutare, mettere a fuoco, fotografare, proiettare, notare, immaginare.

AUDITIVO

Ascoltare, sentire, udire, suonare, stordire, stonare, captare, stridere, sintonizzarsi, tuonare, echeggiare, rumoreggiare, gridare, sussurrare, bisbigliare, rimbombare, dire, armonizzare, ripetere.

CINESTESICO

Sentire, provare, ricordare, emozionare, stregare, ipnotizzare, rincuorare, turbare, illudere/deludere, intristire, rasserenare, vivacizzare, idealizzare, palpare, toccare con mano, profumare, percepire, gustare,sorseggiare, tastare, accarezzare affascinare.

Alla luce di quanto detto sino ad ora, provate a porgere delle domande a vostri conoscenti, amici, parenti: guardate in che maniera si esprimono, ascoltate i differenti ritmi che vengono utilizzati ogni volta che descrivono esperienze positive o negative, ed infine prestate attenzione ai predicati utilizzati nonché al loro verbale, paraverbale, non verbale.

Noterete come la persona visiva utilizzerà un tono ed un volume alti (PV) ed avrà una gestualità descrittiva, come se tendesse a disegnare nell’aria l’immagine che sta riproducendo con il pensiero; la persona auditiva, invece, avrà un tono di voce, un volume ed un ritmo variabili (musicali, infatti!) mentre la gestualità tenderà a seguire il ritmo del parlato; il cinestesico, infine, utilizzerà una gestualità tendente a toccare le parti del corpo di cui sta parlando ed adotterà un ritmo lento, un tono ed un volume bassi.

Il risultato sarà impareggiabile dato che attraverso un’osservazione critica ed imparziale di tutti questi elementi, scevri da qualsiasi condizionamento o pregiudizio, avrete la possibilità di percepire, intuire, avvicinarvi sempre più alla mappa del vostro interlocutore!

Continuiamo a parlare della PNL - Programmazione Neuro Linguistica - e dei sistemi rappresentazionali…

Abbiamo osservato fino ad ora come ogni singolo individuo differisca dagli altri nella percezione della realtà esterna dato che – in funzione dei propri valori, credenze, esperienze – egli si costruisce una personalissima mappa del mondo attraverso la quale filtra ogni evento che si trova quotidianamente a fronteggiare.

In definitiva, ogni volta che interagiamo con l’esterno cogliamo tutti gli stimoli che siamo in grado di percepire, li decodifichiamo in funzione del 7+/-2 e solo allora esprimiamo i nostri pensieri e le nostre opinioni attraverso la comunicazione verbale, paraverbale e non verbale.

Ma come avviene il processo di “mappatura”, ossia come facciamo a trasformare tutti gli stimoli provenienti dall’esterno in delle rappresentazioni interne?

Uno dei primi filtri che applichiamo è di tipo sensoriale.

Attraverso i Sistemi Rappresentazionali, ossia tramite quei canali d’ingresso sensoriali che ci consentono d’introiettare la i “messaggi” del mondo in delle percezioni assolutamente personali e pertanto uniche.

I sistemi rappresentazionali sono:

  1. Visivo (V)
  2. Auditivo (A)
  3. Cinestesico (K)

Il sistema visivo è quel particolare filtro mentale che dà rilevanza, nell’atto della percezione, alle immagini. Il sistema auditivo, invece, dà rilevanza ai suoni. Il sistema cinestesico, infine, si basa principalmente sulle sensazioni e sulle emozioni.

Ogni individuo mette in atto questi tre sistemi allorché si trova a decodificare la realtà esterna.

Ad esempio, se vi chiedessero di descrivere un quadro probabilmente ricostruireste nella vostra mente la sua immagine: probabilmente parlereste di forme, di colori, di stile, di luci ed ombre. In definitiva riprodurreste linguisticamente, e sempre in funzione dei vostri filtri, la figura che in precedenza avete osservato.

Se, invece, vi chiedessero di descrivere l’ultimo concerto di musica rock al quale avete assistito probabilmente ricordereste i suoni, il sound, le vibrazioni, la musica. Infine, se doveste parlare del giorno in cui siete stati assunti probabilmente sottolineereste il modo in cui vi siete sentiti, l’emozione indefinibile che avete provato, la gioia indescrivibile di avere conseguito un obiettivo inseguito da tempo.

Vedi anche il post sulle “microespressioni facciali. E’ tutto vero?”

Continueremo a parlare di PNL e i sistemi rappresentazionali nel prossimo post…

Continuiamo il post precedente “incomprensioni. I sistemi rappresentazionali“.

Oltre a scene del genere, i cui litigi possono suscitare ilarità, ci sono casi in cui il non capirsi può generare conseguenze più forti, ad esempio giudicare il nostro interlocutore in modo poco carini.. Facciamo degli esempi. Una persona prevalentemente visiva sta per comunicare  o confidare qualcosa di molto importante ad un interlocutore prevalentemente auditivo. Nella comunicazione a tu per tu, il visivo guarderà il suo interlocutore negli occhi, come se l’informazione da trasmettere dovesse raggiungere gli occhi stessi della persona davanti.

L’auditivo, invece, nella comunicazione prediligerà le orecchie, come parte del corpo più importante in quel momento, poiché finalizzata all’ascolto. Il nostro interlocutore auditivo, ruoterà il viso, in modo da porgere il suo orecchio stesso a colui che s’accinge a parlare. Porgerà l’orecchio con la buona intenzione di facilitare l’ascolto, e mostrare al suo amico quella parte del corpo che in quel momento è, secondo lui fondamentale.

Il visivo, invece vedrà una scena nella quale il suo interlocutore gli distoglie lo sguardo dagli occhi, e che addirittura ruota la faccia.  Molto probabilmente l’uno giudicherà l’altro come un menefreghista che non vuole ascoltare, mentre il secondo giudicherà il primo come una persona che non capisce la sua buona disposizione all’ascolto. Scena molto simile nella conversazione tra una persona estremamente visiva ed una estremamente cinestesica. Il visivo guarderà negli occhi, e si vedrà abbandonato dall’interlocutore cinestesico, che per ascoltare e dialogare ha bisogno di connettersi con le proprie emozioni, quindi abbasserà lo sguardo, rivolgendolo al cuore.

Possiamo facilmente rilevare, come incomprensioni del genere non siano affatto irrisolvibili. Il solo conoscere queste dinamiche, sostituisce il primo passo per mettersi nei panni dell’altro, per facilitare la nostra comunicazione, e migliorare così, la qualità della vita.

Presto torneremo a parlare delle “incomprensioni e sistemi rappresentazionali”…

Parliamo oggi dei sistemi rappresentazionali e delle incomprensioni.

Vi è capitato almeno una volta, nel conoscere una persona, di ritenerla “simpatica a pelle”? oppure, di pensare “Non mi ha fatto niente, ma mi sta proprio antipatico”? vi sarete sicuramente chiesti come mai una persona appena conosciuta può suscitare in noi simpatie o antipatie a primo acchito (vedi come comunicare con empatia). Contrariamente al principio della fisica secondo il quale gli opposti si attraggono, nella comunicazione, ad attrarsi sono i simili. Entriamo infatti in sintonia con chi è più simile a noi nel modo di percepire la realtà. Ogni persona percepisce, filtra la realtà esterna in modo diverso. Uno dei primi filtri che applichiamo nella percezione dei dati esterni è di tipo sensoriale. I nostri sistemi rappresentazionali sono dei canali d’ingresso sensoriali attraverso i quali intrioiettiamo i messaggi provenienti dall’esterno, decodificandoli in percezioni assolutamente personali e uniche. I sistemi rappresentazionali sono tre: visivo, auditivo, cinestesico. Il sistema visivo è il filtro mentale che nell’atto della percezione dà maggiore rilevanza alle immagini; l’auditivo dà maggiore rilevanza ai suoni, il cinestesico, infine, alle sensazioni ed alle emozioni. ogni persona dispone ovviamente di tutti e tre i sistemi rappresentazionali, di cui uno più sviluppato rispetto agli altri.

Se incontriamo una persona col nostro stesso sistema rappresentazionale preferenziale, molto probabilmente, penseremo che finalmente abbiamo incontrato qualcuno che ci capisce,qualcuno di simile a noi. Egli infatti utilizzerà delle espressioni verbali, un tono di voce, una gestualità e un tipo di postura simili al nostro, in sintonia, in contatto col nostro stesso modo di vedere. Al contrario, due persone con diverso canale preferenziale, possono anche arrivare a litigare sostenendo la stessa opinione, ma esprimendosi in modi diversi.

Il corso di Programmazione Neuro Linguistica – PNL - serve proprio ad acquisire strategie necessarie e fondamentali per affrontare queste incomprensioni. (Vedi seminario CIAO PNL)

Molti litigi, molte incomprensioni si basano proprio sul non accordarsi, sul percepire la stessa realtà in maniera diametralmente opposta, senza cercare di capire qual è il sistema preferenziale del nostro interlocutore. Facciamo alcuni esempi. Immaginiamo di trovarci in un negozio d’abbigliamento ed assistere ad una discussione tra una cliente visiva ed una commessa cinestesica. La cliente appena uscita dal camerino, si dirigerà immediatamente verso lo specchio, e nel guardarsi pronuncerà espressioni come “mi calza a pennello. che bel colore, è proprio il colore che fa per me, la forma dell’abito esalta le mie forme” La commessa cinestesica le dirà “E tra l’altro la invito a sentire la morbidezza della stoffa, la freschezza del tessuto, adatto ad ogni tipo di temperatura, la comodità nell’indossarlo, le sembra cucito addosso, senta, senta che stoffa!” e la cliente “beh, veramente guardavo le forme e i colori” “ma io invece le ripeto che questa è proprio la stoffa che fa per lei, senta come è comoda, come fa a non sentirne la morbidezza” E molto probabilmente vedremo la cliente uscire dal negozio a mani vuote, non perché non le piacesse l’abito, ma semplicemente perché non si è sentita compresa, perché guardava la realtà con occhi diversi.

Continueremo il post “incomprensioni e sistemi rappresentazionali” nel prossimo post…