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QUIZ DELLA PATENTE: E’ SOLO QUESTIONE DI MEMORIA?

Creatività, organizzazione, memoria visiva e un pizzico di attenzione: ecco come poter superare al primo colpo l’esame che nessuno vorrebbe mai rifare!

C’è stato un momento o arriva un momento, nella vita di tutti noi, intorno ai 18 anni, dove siamo stati chiamati ad affrontare una delle prove più importanti della nostra entrata nel mondo adulto, la prova che decreterà se siamo pronti o no ad affrontare la strada.

Infatti questa prova è il QUIZ della patente!

Centinaia di persone ogni anno tentano il superamento di questo fatidico test, e quasi tutte arrivano ad una sola conclusione: è tutta questione di fortuna!

Possiamo dire in parte di sì, anche se qualcuno sa che la fortuna la si può creare.

Possiamo anche aggiungere che studiando in modo adeguato i 4 segnali stradali giusti e imparando chi è che ha la precedenza agli incroci, ce la si può cavare egregiamente!

Come farlo nel minor tempo possibile con il minor sforzo possibile?

Con un metodo che utilizzi le tecniche di memoria, ovviamente!

Tutto sta nello scoprire come poterle applicare.

Innanzitutto c’è da dire che bisogna organizzarsi: capire di cosa stiamo parlando già facilità di un 50% la nostra comprensione e il nostro apprendimento.

Cominciando a sfogliare il libro di teoria, noterete una suddivisione per argomenti. Chi ha già fatto un corso di tecniche di memoria, saprà sicuramente che è molto utile costruire una mappa mentale per avere una visione globale di ciò che si andrà a memorizzare.

Una mappa mentale altro non è che un metodo molto innovativo ed efficace per organizzare e memorizzare parole chiave e concetti del nostro studio, una sorta di schema grafico radiante come il nostro pensiero, con aggiunta di immagini (visual) e colori!

Altro step: per quanto riguarda la segnaletica, non è un segreto il fatto che i cartelli sono figure con tanto di colore, perciò sarà estremamente semplice studiarli, basta farlo con la mentalità di quando eravamo bambini.

Sarà comunque  importante fare un lavoro di associazione tra lo scopo del segnale e il disegno stesso.

Memorizzare velocemente con l’uso della creatività, renderà questo tipo di lavoro fattibile : è importante comunque ricordarsi di associare al cartello eventuali postille importanti che potrebbero farci la differenza durante il quiz!

Oltre a questi (che comprendono quindi anche segnaletica orizzontale, pannelli vari, ecc.) vi sono anche cose da ricordare riguardanti la composizione del motore.

Su questo tema ci torneremo in uno dei prossimi articoli.

E’ oramai assodato che avere una memoria brillante durante i test a risposta multipla sottoposti nei vari quiz ministeriali piuttosto che memorizzare nei quiz per la patente guida o altri tipi di test di questo tipo aiuti a fare la differenza.

Dall’anno scorso che il ministero ha apportato delle modifiche alla distribuzione delle materie sulle quali studiare per superare le suddette prove. In particolare sono i test a numero chiuso nella facoltà a indirizzo sanitario che presentano, già dallo scorso Settembre 2009, un notevole aumento nel peso che hanno le risposte esatte nella vasta area della cultura generale. Il 50% delle chance di superare quel test dipende dalla memorizzazione dettagliata e iper-nozionistica di tutti quegli aspetti che caratterizzano l’oceano di informazioni appartenenti a questa vasta area.

Memorizzare elenchi contenenti i fiumi più grandi di Italia o nel mondo, i laghi dei 5 continenti, i presidenti della repubblica italiani piuttosto che degli Stati Uniti, sapere chi sono stati i vincitori dei premi Nobel italiani e non solo, ricordare chi era o chi erano i presidenti del consiglio durante gli anni di piombo, sono solo alcuni delle informazioni di cultura generale che possono essere richieste ad ogni canditato.

Il fatto di giocarsi l’ingresso nella facoltà desiderata si gioca nel giro di 2 semplici ore, se il punteggio è maggiore o uguale a una certa soglia si passa altrimenti si torna a casa, rappresenta una aspettativa tradita e quindi molto dolorosa. Tra chi non riesce a entrare il primo anno, riprova dopo 12 lunghissimi mesi, c’è chi preferisce addirittura di trasferirsi all’estero, all’interno della comunità europea, dove il titolo di laurea possa essere riconosciuto all’interno nella nostra nazione.

La selezione è molto dura, per dare alcune cifre basta pensare che nelle facoltà come Medicina e Chirurgia, al test di ingresso, fissato ogni anno nei primi giorni di settembre, il numero dei posti disponibili per ogni ateneo è pari a 200-230 posti, i canditati che si presentano ai cancelli di ingresso superano il migliaio! Solo 1 canditato su 5 passa!  Questa percentuale diventa addirittura da elite, sotto il 3%, li dove il test di ingresso riguarda la facoltà di Odontoiatria, in questo caso i posti sono tra le 20 e le 25 unità, i “competitors” sono più di 800! Solo 3 persone su 100 entrano, gli altri tutti a casa…

Da questi numeri risulta molto chiaro che l’essere competitivi, attraverso una preparazione che solo la costanza e il tempo possono donare, è un obbligo. Il saper gestire non solo la propria logica ma anche e soprattutto il proprio stato d’animo, la propria concentrazione, fanno di un canditato un eccellente manifesto di cosa vuol dire essere formati personalmente.

Erroneamente si crede che alcune capacità come la concentrazione, il memorizzare, gestire il proprio stato d’animo siano doni che arrivino attraverso la nostra struttura cromosomica, della serie “o le hai o non le hai…” in altri casi invece si pensa che abbiano a che fare con aspetti spirituali, come se il nostro Dio da lassù si fosse divertito ad attuare delle discriminazioni.

Niente nasce per caso, una sana formazione eseguita con personale specializzato può portare al conseguimento dei risultati più ambiti, come ad esempio il superamento di un quiz ministerale particolarmente selettivo.

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