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Ritorniamo sull’argomento comunicazione efficace e “parlare in pubblico”.

Sei un politico?

Cantante?

Venditore?

Formatore?

Ti senti a disagio quando devi parlare davanti a molte persone?

Vorresti comunicare 100 e invece comunichi 10?

Il corso di parlare in pubblico CIAO PNL è rivolto proprio a voi che avete voglia di mettervi in gioco e migliorare le vostre capacità di comunicazione.

Con il seminario di public speaking non imparerai soltanto le strategie per parlare e gestire le emozioni davanti ad un pubblico, ma imparerai anche a:

  • Saper gestire la comunicazione verbale, paraverbale e non verbale
  • Essere sensibili ai messaggi che arrivano dal nostro interlocutore
  • Calibrare la propria comunicazione in base alla diversa modalità dell’altro/a
  • Utilizzare modelli linguistici che rendono “morbida” la propria comunicazione personale e professionale
  • Saper gestire la comunicazione (negoziazione, trattativa o altro) in situazioni ad alto carico emotivo.

Se anche tu vuoi migliorare le tue capacità di comunicazione per dare più valore al tuo lavoro, oppure più semplicemente comunicare meglio con le persone che ami e che ti stanno vicino, coinvolgerle di più ed instaurare un rapporto sereno e pacifico…

Allora richiedi informazioni per assistere ad un workshop gratuito sulle strategie di parlare in pubblico, vendita e Programmazione Neuro Linguistica – PNL -

Ecco a voi dei consigli utili per parlare in pubblico

1. Tenere presente il tipo di persone alle quali ci si rivolge per poter decidere in anticipo:
- il tono dell’intervento: formale, sciolto, serioso, enfatico, scanzonato;
- la lunghezza dell’intervento stesso;
- l’incipit, cioè l’avvio: adattare la prima frase al pubblico che ascolta è un vecchio trucco di imbonitori e cabarettisti, un po’ sfruttato ma efficace;
- l’abbigliamento.

2. Preparare un progetto di esposizione di quello che volete comunicare: l’improvvisazione può essere pericolosa.
- Individuare i punti di forza in modo che il pubblico li capisca completamente e ne sia coinvolto;
- Controllare i fatti e i riferimenti che supportano il discorso;
- Pensare alle domande, alle controdeduzioni che possono essere rivolte.

3. Tenere nella massima considerazione le aspettative, le motivazioni, le opinioni e il perché sono presenti gli ascoltatori.
- Quale utilità riceverà il pubblico dal nostro discorso?

4. E’ consigliabile fare una piccola prova generale del discorso che si intende pronunciare.
- Concentrare tutti i concetti base nei primi minuti: la soglia di attenzione dei pubblico ha andamento ondulatorio, cala vertiginosamente dopo i primi 10 minuti ed è pressoché inesistente dopo i 45 minuti. Quindi variare l’intensità del discorso.

5. Conoscere bene lo strumento che utilizzerete per comunicare, facendo attenzione ai problemi organizzativi.
- Quali sussidi audiovisivi utilizzeremo per rendere più efficace il nostro discorso?

6. Controllare la propria emotività. Prima di iniziare un discorso respirare profondamente e dire la prima fase con un tono deciso: se va bene la prima frase, il discorso ha più probabilità di essere efficace.

7. Controllare la gestualità senza esserne intimoriti, nel parlare in pubblico, un discorso privo di gestualità rischia di apparire troppo gelido, distaccato, trasmette ansia.
- Non tenere mai le braccia conserte: è un segnale di chiusura, di scarsa disponibilità;
- Assumere una posizione aperta, eretta: le posizioni curve comunicano insicurezza e instabilità.

8. Variare con una certa frequenza il tono della voce, è meglio parlare lentamente, cercando di utilizzare la voce nelle diverse tonalità ed evitando i toni striduli, acuti o troppo gravi. Inserire nel discorso pause brevi per evidenziare i concetti più importanti e per prendere tempo in caso di difficoltà.

9. E’ fondamentale guardare l’interlocutore e il pubblico a cui ci si rivolge. Fissare alcune persone per volta e cercare di stabilire un dialogo con il pubblico percependo le reazioni e adeguandosi a queste.

10. Il pubblico deve partecipare come se si stesse dialogando con lui. E’ importante utilizzare domande retoriche e arricchire il discorso con aneddoti e storie; non utilizzare mai barzellette: se il pubblico non ride o una buona parte resta indifferente si crea un colpo mortale per la credibilità di chi parla.

11. Parlare sempre a voce alta, respirare lentamente in modo che non si sentano ansiti o sospiri.

12. Mantenere sempre il controllo della discussione anche nel caso in cui vengano poste delle domande difficili o siate attaccati direttamente.

13. Ogni affermazione può essere valida e tanto più lo è quanto è più credibile l’immagine di chi la fa: il viso, gli occhi, i gesti, il tono sono la garanzia della credibilità dell’esposizione verbale.

Torneremo sull’argomento “parlare in pubblico” molto presto!

Parlare in pubblico e la scelta degli argomenti.

Individuare quali cose devono essere dette per sostenere una dimostrazione o una spiegazione, in quale ordine dirle, è la qualità più specifica di un buon oratore.

Sono molti infatti gli argomenti che sul momento si presentano alla mente e che sembrano poter dare un valido contributo al discorso, ma alcuni di essi si rivelano presto così inconsistenti da dover essere scartati;

altri, pur contenendo qualche elemento di valore, spesso mantengono comunque tratti negativi e ciò che vi è di buono non sembra efficace al punto da compensare i difetti.

Ma anche quando gli argomenti che ci appaiono validi e convincenti sono molti, come spesso accade è comunque opportuno riconoscere tra di essi quelli più deboli ed eliminarli dal discorso.

Nella rassegna degli argomenti quando si tratta di parlare in pubblico, cioè, non importa la quantità ma la qualità (vedi Comunicazione efficace. Per parlare bisogna conoscere). Così, dei tre modi in cui possiamo convincere chi ci ascolta, cioè fornire informazioni, accattivarci il favore ed emozionare, dobbiamo preferirne uno solo, ossia dare l’impressione di voler esclusivamente informare; gli altri due, come avviene con il sangue nel corpo, dovranno essere distribuiti occultamente lungo l’intero discorso.