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	<title>Memorizzare &#187; Mimica facciale</title>
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		<title>Riconoscere le microespressioni</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:27:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
		<category><![CDATA[Mimica facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vuoi sapere cosa prova veramente il tuo interlocutore? Vuoi capire meglio i sentimenti della persona che ti sta di fronte? Vuoi sapere se la persona che hai davanti ti sta mentendo o se ti sta dicendo la verità? Riconoscere le microespressioni, ossia le espressioni del volto involontarie che ognuno di noi mostra quando prova una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2012%2F02%2F03%2Friconoscere-le-microespressioni.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Vuoi sapere cosa prova veramente il tuo interlocutore? Vuoi capire meglio i sentimenti della persona che ti sta di fronte? Vuoi sapere se la <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/02/microespressioni.jpg"><img class="alignright  wp-image-4902" title="microespressioni" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/02/microespressioni.jpg" alt="" width="129" height="165" /></a>persona che hai davanti ti sta mentendo o se ti sta dicendo la verità? <strong>Riconoscere le microespressioni</strong>, ossia le espressioni del volto involontarie che ognuno di noi mostra quando prova una determinata emozione, significa riuscire a comprendere la mimica del nostro interlocutore, e quindi ciò che realmente la persona prova in un determinato momento, indipendentemente da ciò che sta dicendo. Le emozioni che proviamo vengono manifestate inconsciamente dal nostro corpo, quindi attraverso il livello non verbale. Ma il volto è la parte del nostro corpo più espressiva. Ognuno di noi esprime le proprie emozioni attraverso il movimento dei muscoli facciali. <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/10/19/la-mimica-facciale-delle-emozioni.html" target="_blank"><em><strong><span id="more-4901"></span>La mimica facciale delle emozioni</strong></em></a> esprime molto chiaramente l’emozione provata, in maniera praticamente inequivocabile. Le espressioni del volto coinvolgono principalmente tre aree del viso: la bocca, la fronte e le sopracciglia, il naso e gli occhi. Le differenti combinazioni dei movimenti muscolari del volto riconducono alla lettura di espressioni differenti e quindi di emozioni differenti. <em>Le microespressioni facciali</em>, sono difficilmente individuabili ad un occhio inesperto, in quanto la loro durata è pari ad un quinto di secondo. Con un <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/corso-microespressioni-facciali" target="_blank"><em><strong>Corso di Microespressioni facciali</strong></em></a> è possibile imparare a riconoscere le espressioni e le microespressioni del volto e quindi comprendere l’emozione ad essa associata. Perché le microespressioni risultano essere così affidabili? Proprio perché come tutti i segnali del corpo, anche i movimenti del volto sono assolutamente involontari, spontanei e quindi veritieri. Quale è il vantaggio di <em>conoscere le microespressioni facciali</em>? Sicuramente un vantaggio è quello di migliorare la propria comunicazione. Riuscire a comprendere meglio il nostro interlocutore, capire verso quale direzione indirizzare la nostra comunicazione.<br />
Vuoi saperne di più su questo argomento? Visita il sito www.formazionepersonale.it e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><em><strong>richiedi maggiori informazioni</strong></em></a> sul corso in Microespressioni facciali.</p>
<p>Accedi al <a href="http://www.youtube.com/user/corduaformazione?feature=watch" target="_blank"><em><strong>canale YouTube Cordua Formazione</strong></em></a> e guarda il video di presentazione del corso in Microespressioni facciali.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/02/03/riconoscere-le-microespressioni.html" target="_blank"><img src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/02/03/riconoscere-le-microespressioni.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Comunicare con il volto</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 12:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai è un dato di fatto, comunicare con il volto è importante, è una cosa che facciamo naturalmente. Volenti o nolenti le espressioni del nostro viso comunicano sempre qualcosa al nostro interlocutore. Anche se cerchiamo di trattenere, mascherare, anche quando ci sforziamo a non far trapelare le nostre vere emozioni il nostro volto ci “tradirà” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2012%2F01%2F14%2Fcomunicare-con-il-volto.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Ormai è un dato di fatto,<strong> comunicare con il volto</strong> è importante, è una cosa che facciamo naturalmente. Volenti o nolenti le espressioni del <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/01/microespressioni1.jpg"><img class="alignright  wp-image-4842" title="microespressioni" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/01/microespressioni1.jpg" alt="microespressioni" width="204" height="162" /></a>nostro viso comunicano sempre qualcosa al nostro interlocutore. Anche se cerchiamo di trattenere, mascherare, anche quando ci sforziamo a non far trapelare le nostre vere emozioni il nostro volto ci “tradirà” sempre soprattutto davanti ad un occhio esperto. Le <em>microespressioni facciali</em> fanno parte di quello che in Pnl viene chiamato linguaggio non verbale. Le espressioni del nostro volto sono strettamente legate alle nostre sensazioni. Il volto è la parte più espressiva del nostro corpo, e anche se non siamo degli esperti, ci accorgiamo quando la persona che abbiamo davanti non ci sta dicendo la verità su ciò che prova o pensa. <span id="more-4841"></span>Volgarmente lo chiamiamo sesto senso, in realtà il nostro cervello percepisce quei messaggi che agli occhi di chi non è esperto possono sembrare nascosti, ma agli occhi di chi ha una certa esperienza risultano essere più che chiari. Imparare a capire come <em>comunicare con il volto</em> e come leggere le <em>emozioni sul volto</em> di chi ci sta davanti richiede una capacità di osservazione notevole che si sviluppa con il tempo e con un costante e perseverante allenamento. Il riconoscimento delle microespressioni facciali richiede una velocità di osservazione notevole. Per poterle comprendere fino a fondo bisogna studiarle, capire come nascono, quali sono i muscoli coinvolti in ogni singola espressione. Il <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/corso-microespressioni-facciali" target="_blank"><em><strong>corso di Microespressioni facciali</strong></em></a> insegna, oltre alle semplici nozioni teoriche, ad utilizzare tutti gli strumenti utili per imparare a riconoscere quali sono le emozioni facciali che si verificano sul volto attraverso il riconoscimento delle espressioni e la codifica delle microespressioni. Imparando a <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/11/leggere-le-espressioni-del-volto.html" target="_blank"><em><strong>leggere le espressioni del volto</strong></em></a> possiamo riuscire a capire se la persona che abbiamo di fronte sta provando una delle sei emozioni primarie: sorpresa, paura, disgusto, rabbia, felicità, tristezza oppure una mescolanza di queste emozioni, o ancora quale è l’intensità dell’emozione provata o se sul volto compare una variazione di queste emozioni. Le Microespressioni facciali rappresentano uno strumento importantissimo per migliorare la qualità della propria comunicazione e dare un valore aggiunto alle proprie relazioni interpersonali, sia nella vita lavorativa che privata.<br />
Vuoi saperne di più su questo argomento? Visita il sito www.formazionepersonale.it e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><em><strong>richiedi maggiori informazioni</strong></em></a> sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/14/comunicare-con-il-volto.html" target="_blank"><img src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/14/comunicare-con-il-volto.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Leggere le espressioni del volto</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 17:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SIMONA PICARDI</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggere le espressioni del volto è possibile? Dalle espressioni del volto di una persona spesso si può capire molto. Spesso possiamo comprendere quali emozioni stia provando il nostro interlocutore semplicemente osservando il suo volto e la sua postura fisica o i movimenti del corpo. Ci sono alcune persone che addirittura sono come un libro aperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2012%2F01%2F11%2Fleggere-le-espressioni-del-volto.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p><strong>Leggere le espressioni del volto</strong> è possibile? Dalle <em>espressioni del volto</em> di una persona spesso si può capire molto. Spesso possiamo <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/01/volto.jpg"><img class="alignleft  wp-image-4833" title="volto" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/01/volto.jpg" alt="" width="191" height="191" /></a>comprendere quali emozioni stia provando il nostro interlocutore semplicemente osservando il suo volto e la sua postura fisica o i movimenti del corpo. Ci sono alcune persone che addirittura sono come un libro aperto e lasciano trapelare sul loro volto tutte le emozioni che provano in un determinato momento. Ci sono invece persone che cercano di mascherare le proprie sensazioni, e alcuni ci riescono proprio bene lasciandoci interdetti. Quante volte ti sarà capitato, parlando con un amico ad esempio, di avere una strana sensazione, come se non ci stesse dicendo la verità sulle sensazioni provate, ma nel dubbio se la nostra intuizione fosse vera o frutto della nostra immaginazione di lasciar perdere e fidarci delle parole, piuttosto che delle nostre sensazioni? <span id="more-4832"></span>E quale è il risultato di non provare a cercare di capire a fondo e affidarci solamente alla nostra ragione? Magari il nostro amico non si sentirà abbastanza compreso ad esempio. Ma come possiamo riuscire a leggere le espressioni sul volto del nostro interlocutore quando ci accorgiamo che non ci sta realmente dicendo cosa prova? Il <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/corso-microespressioni-facciali" target="_blank"><em><strong>corso di Microespressioni facciali</strong></em> </a>ci permette di imparare a leggere e interpretare quali siano le reali emozioni provate dal nostro interlocutore in base ai movimenti e alle espressioni del volto. Paul Ekman, introduce a partire dagli anni 70 lo studio delle microespressioni facciali. Ad ognuna delle sei emozioni primarie ( rabbia, felicità, tristezza, disgusto/disprezzo, paura, sorpresa) viene associata una ben determinata espressione del volto, cioè quando proviamo una di queste sei emozioni si muovono alcuni muscoli del nostro volto che sono quelli e non altri e che portano appunto ad una espressione. Il <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2010/11/18/f-a-c-s-facial-action-coding-system-3.html" target="_blank"><em><strong>F.A.C.S Facial Action Coding System</strong></em></a>, ci permette di imparare quali muscoli facciali sono coinvolti nell’espressione corrispondente all’emozione provata. Ma quali sono i vantaggi nel comprendere le emozioni? Prima di tutto per quanto riguarda le relazioni personali, ci può sicuramente aiutare a migliorarle. E poi potrà esserci utile per capire cosa veramente sta provando la persona che abbiamo di fronte.<br />
Vuoi saperne di più? Visita il sito www.formazionepersonale.it e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><em><strong>richiedi maggiori informazioni</strong></em> </a>sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/11/leggere-le-espressioni-del-volto.html" target="_blank"><img src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/11/leggere-le-espressioni-del-volto.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Microespressioni. Il sorriso</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 06:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SIMONA PICARDI</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel post di oggi analizzeremo un segnale del corpo, che rappresenta l’emozione della felicità nella Microespressioni. Il sorriso. Il sorriso è una forma espressiva che non necessita di parole aggiuntive, poiché il messaggio implicito è codificato. In quanto espressioni facciale è dunque universalmente compreso. Il sorriso è probabilmente il primo tra i gesti del corpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2012%2F01%2F03%2Fmicroespressioni-il-sorriso.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Nel post di oggi analizzeremo un segnale del corpo, che rappresenta l’emozione della felicità nella <strong>Microespressioni. Il sorriso</strong>. Il sorriso è <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/01/microespressioni.jpg"><img class="alignright  wp-image-4812" title="microespressioni" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/01/microespressioni.jpg" alt="microespressioni" width="210" height="168" /></a>una forma espressiva che non necessita di parole aggiuntive, poiché il messaggio implicito è codificato. In quanto espressioni facciale è dunque universalmente compreso. Il sorriso è probabilmente il primo tra i gesti del corpo con il quale incontriamo l’essere umano che ci sta di fronte. Come abbiamo visto parlando di microespressioni facciali, il sorriso è reso possibile dai muscoli facciali. Il sorriso appartiene alla categoria dei gesti primari innati ed ha, a tutti gli effetti pratici, un unico scopo quello di comunicare. I gesti, per definizione, trasmettono segnali che devono giungerci con chiarezza, al fine di poterne comprendere i messaggi impliciti. È fondamentale che i segnali del corpo e del viso siano netti e penetranti, così da non essere confusi con altri simili. <span id="more-4811"></span>Proprio per questo motivo, devono sviluppare una forma che abbia un grado di variabilità relativamente basso. Inoltre, devono essere trasmessi con un certo tipo di intensità, devono essere rapidi e avere una forza e un’ampiezza abbastanza costanti in tutte le occasioni in cui vengono utilizzati. Sebbene sia importante che l’ambiguità venga ridotta al minimo, è ovvio che i gesti umani non avranno mai un’intensità fissa. Infatti, analizzando l’espressione del <em>sorriso </em>nelle <em>microespressioni </em>facciali, abbiamo potuto notare che esistono diversi tipi di sorriso che dipendono  dai muscoli coinvolti, dall’intensità e dalla durata dell’espressione. Esiste poi una serie di probabilità che essi siano uguali a quelli di un’altra persona che voglia inviare lo stesso tipo di messaggio, dimostrando quindi che il sorriso si è evoluto secondo una comune norma culturale. Ma cosa comunichiamo quando sorridiamo? Oltre ad essere l’espressione più chiara ed eloquente di possibilità, l’atto del sorridere indica generalmente una disposizione al contatto relazionale ed in alcune situazioni può essere un preciso segnale sociale con significato “pacificatore”, di accoglienza, a differenza della risata, che può avere una motivazione aggressiva (ridere di se stessi o deridere). Inoltre il sorriso assume un’altra caratteristica nel sistema delle relazioni interpersonali dove il comportamento di ogni persona influenza ed è influenzato dal comportamento di ogni altra. Ecco perché il sorriso arriva ad essere contagioso, generando in chi lo riceve la stessa risposta comportamentale, fino a smorzare un conflitto dove presente e moderare.</p>
<p>Vuoi saperne di più? <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><strong><em>Richiedi maggiori informazioni</em></strong> </a>sul seminario in Microespressioni facciali e visita il sito <a href="http://www.formazionepersonale.it/">www.formazionepersonale.it</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/03/microespressioni-il-sorriso.html" target="_blank"><img src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2012/01/03/microespressioni-il-sorriso.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fare un corso di Microespressioni facciali</title>
		<link>http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/12/21/fare-un-corso-di-microespressioni-facciali.html</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 15:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIARA FORLENZA</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
		<category><![CDATA[Mimica facciale]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Ekman]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicare con consapevolezza, comunicare con efficacia, saper leggere tra le righe i messaggi che riceviamo, diventano elementi sempre più importanti nel nostro ambito lavorativo, personale e nella vita quotidiana in genere. La comunicazione è un elemento fondamentale per la nostra vita, come mangiare o dormire, e dal quale non si può prescindere. Non si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2011%2F12%2F21%2Ffare-un-corso-di-microespressioni-facciali.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Comunicare con consapevolezza, comunicare con efficacia, saper leggere tra le righe i messaggi che riceviamo, diventano elementi sempre più <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/microespressioni_facciali.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4767" title="microespressioni_facciali" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/microespressioni_facciali.jpg" alt="microespressioni_facciali" width="211" height="158" /></a>importanti nel nostro ambito lavorativo, personale e nella vita quotidiana in genere. La comunicazione è un elemento fondamentale per la nostra vita, come mangiare o dormire, e dal quale non si può prescindere. Non si può non comunicare è uno dei fondamentali della Pnl. Noi comunichiamo sempre e con strumenti differenti. Inoltre viviamo nell’era della comunicazione intesa come tale a 360°. E così dopo la Pnl, il linguaggio del corpo, la comunicazione non verbale dei gesti ecco che prendono campo, almeno in Italia solo da pochissimo tempo, le microespressioni facciali. Quello delle microespressioni facciali è un ambito tanto vasto quanto complesso. <span id="more-4766"></span>A noi giungono gli studi di Paul Ekman, che ha sviluppato le concezioni darwiniane sul legame delle espressioni facciali legate alle emozioni e all’universalità delle <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2010/05/24/microespressioni-facciali-paul-ekman.html" target="_blank"><strong><em>Microespressioni facciali. Paul Ekman</em></strong></a> così ci fornisce un nuovo strumento per la comunicazione efficace. Ma perché fare <strong>un corso di Microespressioni facciali</strong>? Quali sono i vantaggi? E come si possono imparare? Il perché come accennato all’inizio è piuttosto semplice. La comunicazione è ovunque, e diventa sempre più importante imparare a comprendere il linguaggio non verbale. Qualcuno potrà pensare: non basta conoscere il linguaggio del corpo? Si potrebbe bastare, ma il vantaggio di conoscere, riconoscere, saper leggere e interpretare le microespressioni facciali è dato dal semplice fatto che essendo così strettamente legate al fattore emotivo ci permettono una migliore lettura del messaggio che il nostro interlocutore ci vuole trasmettere, volontariamente o involontariamente. Al <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/corso-microespressioni-facciali" target="_blank"><strong><em>corso di Microespressioni facciali</em></strong></a>, possiamo imparare a capire quali siano le emozioni che influenzano le espressioni del nostro volto. Un <em>corso di Microespressioni facciali</em> ci può aiutare a comprendere meglio quali muscoli del volto entrano in gioco, quali sono le espressioni vere, che esprimono realmente una determinata sensazione o quali siano quelle simulate. Perché fare un corso di microespressioni facciali e non affidarsi allo studio fai da te? Perché per quanto a parole possa sembrare semplice, le microespressioni sono movimenti così rapidi e impercettibili che ci portano ad avere la necessità di qualcuno che ci guidi nel comprenderle, nel saperle leggere e interpretare. Inoltre richiedono un certo allenamento per diventare veramente bravi.</p>
<p>Vuoi saperne di più? Visita il sito <a href="http://www.formazionepersonale.it/">www.formazionepersonale.it</a> e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><strong><em>richiedi maggiori informazioni</em></strong> </a>sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/12/21/fare-un-corso-di-microespressioni-facciali.html" target="_blank"><img src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/12/21/fare-un-corso-di-microespressioni-facciali.html" target="_blank" title="Share on Facebook">Share on Facebook</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Menzogna e dissimulazione</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 17:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SIMONA PICARDI</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
		<category><![CDATA[Mimica facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti, almeno una volta nella vita abbiamo detto una bugia o cercato di dissimulare la verità. Anche se a fin di bene ( ma in pochi ci credono) una bugia è sempre una bugia. Possono essere innocue, crudeli o altruistiche. Le bugie risultano utili per ingannare, per tradire, per non essere scoperti, per difendersi, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2011%2F12%2F19%2Fmenzogna-e-dissimulazione.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Tutti, almeno una volta nella vita abbiamo detto una bugia o cercato di dissimulare la verità. Anche se a fin di bene ( ma in pochi ci credono) una <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/menzogna.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-4761" title="menzogna" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/menzogna.jpg" alt="menzogna" width="197" height="149" /></a>bugia è sempre una bugia. Possono essere innocue, crudeli o altruistiche. Le bugie risultano utili per ingannare, per tradire, per non essere scoperti, per difendersi, per vantarsi, per acquistare libertà, per una sfida o per un gioco. Nell’ambito delle <strong><em>microespressioni facciali</em></strong> si suole indicare la bugia con il termine menzogna. Come già detto esistono due modi di mentire: <strong>la menzogna e la dissimulazione</strong>. Ma perché le persone mentono? E soprattutto in che modo? Per esempio i politico o quei personaggi che detengono un ruolo importante e decisionale nella società considerano la menzogna una “pratica necessaria”, per un giovane adolescente la menzogna può diventare “paura di non essere compresi o accettati” e così via. <span id="more-4760"></span>Le scuse possono essere tante, sta di fatto che, anche per chi mente, nella maggior parte dei casi la menzogna è vista come un’azione negativa e socialmente non accettata. Insomma il termine menzogna non piace a chi ne fa uso, esclusi probabilmente coloro che traggono piacere dal mentire, forse perché difficilmente viene accettata l’etichetta del “bugiardo”, davanti agli altri ma soprattutto davanti a se stessi. Possiamo distinguere due modi diversi di mentire<em>: la menzogna e la dissimulazione</em>. Chi dissimula in realtà non dice nulla di falso, ma si limita solo ad omettere determinate informazioni. Chi mente invece, non solo nasconde la verità, ma la modifica, trasmettendo così alla sua vittima un’informazione non vera. L’argomento riguardante la menzogna e la dissimulazione viene ampiamente trattato al <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/corso-microespressioni-facciali" target="_blank"><em><strong>corso di Microespressioni facciali</strong></em></a>. Infatti gli atti di mentire e di dissimulare, sono strettamente legati ad emozioni. Tra le emozioni principalmente riconducibili in particolare alla menzogna troviamo: il senso di colpa, la paura di essere scoperti e <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/12/03/il-piacere-della-beffa.html" target="_blank"><em><strong>il piacere della beffa</strong></em></a>. Come già discusso in precedenza, queste tre emozioni dipendono da differenti fattori come dal tipo di menzogna che viene raccontata, da chi sono i protagonisti della vicenda, ossia il mentitore e la vittima della menzogna e dai sentimenti che si innestano nel mentitore una volta raccontata la bugia.</p>
<p>Continueremo a parlare di questo argomento nei prossimi post.</p>
<p>Per saperne di più visita il sito <a href="http://www.formazionepersonale.it/">www.formazionepersonale.it</a> e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><strong><em>richiedi informazioni</em></strong></a> sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
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		<title>Quando fallisce una bugia</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 13:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIARA FORLENZA</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
		<category><![CDATA[microespressioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mimica facciale]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuiamo a parlare di uno degli argomenti che suscitano maggiore curiosità nello studio delle microespressioni facciali. La menzogna. Con lo studio delle microespressioni facciali possiamo comprendere se una persona ci sta dicendo una bugia o meno. Ma se la persona che abbiamo di fronte sa mentire molto bene come facciamo a smascherarla? Dobbiamo attendere che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2011%2F12%2F09%2Fquando-fallisce-una-bugia.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Continuiamo a parlare di uno degli argomenti che suscitano maggiore curiosità nello studio delle <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/09/28/microespressioni-facciali-la-menzogna.html" target="_blank"><strong><em>microespressioni facciali</em>. <em>La menzogna</em></strong></a>. <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/microespressioni-bugia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4715" title="microespressioni-bugia" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/microespressioni-bugia.jpg" alt="microespressioni-bugia" width="171" height="171" /></a>Con lo studio delle microespressioni facciali possiamo comprendere se una persona ci sta dicendo una bugia o meno. Ma se la persona che abbiamo di fronte sa mentire molto bene come facciamo a smascherarla? Dobbiamo attendere che faccia un passo falso e continuare a osservarne la mimica. Ma <strong>quando fallisce una bugia</strong>? E quali sono i fattori che possono distrarre il mentitore e portarlo a svelare l’inganno? Esistono alcuni segnali che possono rivelare l’inganno, un cambiamento nel tono della voce, un’espressione del viso, il battito che accelera, o il respiro affannoso. Tutti questi segnali sono originati da differenti emozioni che possono affiorare mentre si racconta una <em>bugia</em>. E più tali emozioni sono forti più i segnali di cambiamento del mentitore sono visibili e incontrollabili. Tre sono i tipi di emozioni che tipicamente possono essere provate da chi sta raccontando una menzogna e far fallire <em>la bugia</em>.<span id="more-4714"></span></p>
<p>La paura di essere scoperti, il senso di colpa ed il piacere della beffa.</p>
<p>La paura di essere scoperti se lieve rende più attento il bugiardo. Se intensa può dare origine a comportamenti visibili ad un occhio esperto. Se diventa eccessiva invece può ottenere l’effetto contrario fino a costringere il mentitore e rivelare la bugia.</p>
<p>Il senso di colpa è quell’emozione spiacevole che si prova nel mentire. Come emozioni più avere diversi livelli di intensità.  Può essere o lievissimo o tanto forte da produrre indizi che inducono a  rivelare <em>l’inganno</em>. Talvolta l’emozione può essere così intensa da indurre alla confessione superando la paura della punizione. I segni rivelatori del senso di colpa sono: sguardo sfuggente e tono di voce spento o agitato.</p>
<p>Il piacere della beffa. Questo sentimento può essere così forte da spingere chi mente alla confessione al fine di ottenere l’ammirazione altrui. Chi mente prova piacere, soddisfazione nel farlo e prova altrettanto piacere e orgoglio nel sentirsi superiore consapevole di essere riuscito ad ingannare qualcun altro.</p>
<p>Senso di colpa, paura e piacere possono rivelarsi attraverso l’espressione del viso, il tono della voce, i movimenti del corpo. Anche se si cerca di nascondere tali emozioni, lo sforzo stesso per non farlo trasparire può dar luogo ad indizi rivelatori della <em>menzogna</em>.</p>
<p>Vuoi saperne di più? Visita il sito <a href="http://www.formazionepersonale.it/">www.formazionepersonale.it</a> e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><strong><em>richiedi maggiori informazioni</em></strong> </a>sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
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		<title>Il Piacere della Beffa</title>
		<link>http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/12/03/il-piacere-della-beffa.html</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Dec 2011 06:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[microespressioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei post precedenti abbiamo parlato di menzogna e di quali siano le emozioni legate all’atto di mentire. Possiamo definire il senso di colpa e la paura di essere scoperti nella menzogna come emozioni negative, in quanto creano sensazioni come ansia, apprensione, agitazione nel caso della paura di essere scoperti, nel caso del senso di colpa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2011%2F12%2F03%2Fil-piacere-della-beffa.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Nei post precedenti abbiamo parlato di menzogna e di quali siano le emozioni legate all’atto di mentire. Possiamo definire il senso di colpa e <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/11/29/la-paura-di-essere-scoperti-nella-menzogna.html" target="_blank"><strong><em>la </em></strong></a><strong><em><a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/piacere-beffa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4692" title="piacere-beffa" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/12/piacere-beffa.jpg" alt="piacere-beffa" width="131" height="181" /></a>paura di essere scoperti nella menzogna</em></strong> come emozioni negative, in quanto creano sensazioni come ansia, apprensione, agitazione nel caso della paura di essere scoperti, nel caso del senso di colpa è possibile provare anche tristezza. Ma i bugiardi, e in particolare chi è proprio abituato a mentire, può provare anche sensazioni positive quando mente. Il bugiardo può provare eccitazione nel mentire, provare orgoglio se l’inganno va a buon fine, può provare un senso di sollievo e talvolta superiorità nei confronti della vittima che subisce il suo inganno. In questo caso, quindi quando l’atto del mentire provoca sensazioni piacevoli, stiamo parlando del <strong>piacere della beffa</strong>. Anche il piacere della beffa può variare a seconda delle circostanze.<span id="more-4691"></span> Se il piacere è molto intenso può ostacolare l’inganno, facendo eventualmente trapelare qualche indizio, a volte potrebbe addirittura portare a confessare il fatto, a causa della soddisfazione troppo forte da trattenere. In alcuni casi il <em>piacere della beffa</em> è connesso alla paura di essere scoperto che se molto limitata, la menzogna sarebbe più facile da portare avanti. E’ anche vero che  molta più paura potrebbe portare ad una soddisfazione maggior ad inganno riuscito, quindi è vista come un stimolo da alcune persone. Il piacere della beffa può essere alimentato anche da un altro fattore, ossia dalla persona che si sta ingannando. Oppure se la truffa avviene in presenza di un pubblico. La paura di essere scoperto, il senso di colpa e <em>il piacere della beffa</em> possono intrecciarsi durante la messa in atto di una truffa. Ricordiamoci che senso di colpa, paura di essere scoperti e il piacere della beffa, in quanto emozioni, possono manifestarsi sul volto di chi mente ed essere lette attraverso l’osservazione delle espressioni e delle microespressioni facciali.<br />
Vuoi saperne di più? Visita il sito <a href="http://www.formazionepersonale.it/">www.formazionepersonale.it</a> e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><strong><em>richiedi maggiori informazioni</em></strong></a> sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
<p>Accedi al canale <a href="http://www.youtube.com/user/corduaformazione" target="_blank"><strong><em>YouTube Cordua Formazione</em></strong> </a>e guarda i video dedicati!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La paura di essere scoperti nella menzogna</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 17:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Corso microespressioni facciali]]></category>
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		<description><![CDATA[In precedenza abbiamo parlato di microespressioni facciali e il senso di colpa. Il senso di colpa è una delle emozioni che si può verificare quando raccontiamo una bugia, soprattutto se mentiamo ad una persona cara o se crediamo che quella persona non meriti di subirla, o ancora se da tale bugia ne traiamo un vantaggio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2011%2F11%2F29%2Fla-paura-di-essere-scoperti-nella-menzogna.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>In precedenza abbiamo parlato di <a href="http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/11/27/microespressioni-facciali-e-il-senso-di-colpa.html" target="_blank"><strong><em>microespressioni facciali e il senso di colpa</em></strong></a>. Il senso di colpa è una delle emozioni che si può verificare <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/11/paura-menzogna.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4677" title="" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/11/paura-menzogna.jpg" alt="paura-menzogna" width="158" height="158" /></a>quando raccontiamo una bugia, soprattutto se mentiamo ad una persona cara o se crediamo che quella persona non meriti di subirla, o ancora se da tale bugia ne traiamo un vantaggio. Oggi analizzeremo il sentimento della paura nella <strong>menzogna</strong><em>.</em> In questo caso non si tratta dell’emozione della paura analizzata nei post precedenti ma della vera e propria <strong>paura di essere scoperti</strong> quando raccontiamo una bugia. La paura di essere scoperti provoca nella persona che sta mentendo non vera paura o terrore ma piuttosto ansia e apprensione. L’intensità di questa emozione può variare e dipende da diversi fattori. Prima di tutto dipende dal carattere delle persona che mente. Chi non è un mentitore per abitudine, avrà molta più paura di essere scoperto, soffrirà di una forte ansia e tensione proprio perché sa di non essere un bugiardo di mestiere. <span id="more-4676"></span>Chi invece è abituato a mentire, è molto bravo e la sua paura di essere scoperto sarà molto meno intensa, anzi per questo tipo di persone mentire diventa quasi un piacere. C’è però un rovescio della medaglia. Infatti la totale mancanza di apprensione rende incauti, chi non prova per niente paura di essere scoperto rischia di essere disattento e che la sua bugia no vada a buon fine. Un altro fattore che rende più o meno intensa la <em>paura di essere scoperti</em> è quello della posta in gioco. Più alta è la posta più intensa sarà la paura che la nostra menzogna venga svelata. Infine, fattore sempre legato all’identità e al carattere del mentitore, è il destinatario della menzogna, cioè chi subisce la bugia. Se la persona alla quale stiamo mentendo è il classico credulone la nostra paura di essere scoperti sarà decisamente poco intensa. Se invece la persona che subisce la nostra <em>menzogna</em> non è per niente un credulone la nostra paura di essere scoperti sarà molto più intensa, così come l’ansia e l’apprensione.</p>
<p>Vuoi saperne di più? Visita il sito <a href="http://www.formazionepersonale.it/">www.formazionepersonale.it</a> e <a href="http://www.formazionepersonale.it/form2.asp" target="_blank"><strong><em>richiedi maggiori informazioni</em></strong> </a>sul seminario in Microespressioni facciali.</p>
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		<title>Microespressioni facciali e il senso di colpa</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 06:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SIMONA PICARDI</dc:creator>
				<category><![CDATA[MICROESPRESSIONI FACCIALI]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Mimica facciale]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="fblike_button" style="margin: 10px 0;"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.memorizzare.eu%2Findex.php%2F2011%2F11%2F27%2Fmicroespressioni-facciali-e-il-senso-di-colpa.html&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height:25px"></iframe></div>
<p>Parliamo ancora di <em>Microespressioni facciali</em>. Oggi parleremo delle <strong>microespressioni facciali e senso di colpa</strong>. Come già sappiamo le <a href="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/11/senso-colpa-microespressioni.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4670" title="" src="http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2011/11/senso-colpa-microespressioni.jpg" alt="senso-colpa-microespressioni" width="205" height="146" /></a>microespressioni facciali sono il mezzo attraverso il quale il nostro volto esprime le vere emozioni provate. Con uno studio attento della mimica facciale e dei movimenti muscolari del volto possiamo capire se la persona che abbiamo di fronte ci sta mentendo o se ci sta dicendo la verità. Il senso di colpa è un’emozione strettamente legata all’atto della menzogna. Chi mente può provare o meno senso di colpa. Il senso di colpa viene provato da chi mente per due motivi principali. <em>Il senso di colpa</em> può essere provocato dal semplice atto di dire una bugia o può essere provato a causa dell’oggetto della bugia stessa.<span id="more-4669"></span> Il senso di colpa essendo un’emozione può variare di intensità come le sei emozioni primarie (felicità, rabbia, paura, tristezza, disgusto/disprezzo, sorpresa). Il senso di colpa può essere molto lieve o talmente intenso da portare a svelare la menzogna raccontata. Se lieve non rappresenta alcun ostacolo per chi sta mentendo e la bugia rimane tale. In certe situazioni invece il senso di colpa è talmente forte che porta a svelare la bugia nonostante si sia a conoscenza delle conseguenze che possono essere anche gravi. Il senso di colpa può verificarsi in presenza della persona alla quale stiamo mentendo o anche se si è da soli nel proprio intimo. Il <em>senso di colpa</em> può avere origine quando andiamo in contraddizione con i nostri valori. Può accadere che sia minimo se raccontiamo una bugia a qualcuno che si è comportato allo stesso modo con noi. Il senso di colpa può essere molto forte se invece stiamo mentendo ad una persona che, a nostro parere non lo merita, e ancor di più se ne traiamo grande vantaggio. Il senso di colpa è legato ad emozioni come la vergogna che vedremo in seguito.</p>
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