Posts Tagged ‘istinto geniale’

Chi di noi non vorrebbe essere più creativo? Nel mondo dove il fare, la praticità, le competenze assumono sempre maggiore importanza, spesso ci capita di sentirci totalmente incapaci di esprimere la nostra creatività. Un classico esempio è quello dei biglietti di auguri o delle cartoline. Non sappiamo mai cosa scrivere e ci scervelliamo per trovare la frase più adatta alla situazione.  Il tema della creatività è qualcosa di sempre attuale. Tutti vorremmo avere quel tocco creativo che ci contraddistingue. Esistono diverse strategie che ci possono aiutare a sviluppare la creatività, ad intensificare il nostro flusso di idee. Nei post precedenti abbiamo visto strategie come il brainstorming, le mappe mentali o utilizzo del pensiero laterale siano veramente utili per sviluppare il nostro emisfero creativo. Read the rest of this entry »

Continuiamo il post di ieri “genio e follia“…

Stavamo dicendo che attraverso le analisi della schizofrenia gli studi di Jaspers vogliono capire perché, nelle loro espressioni più alte, arte e follia coincidono, perché accadono insieme. Nelle personalità artistiche di questo tipo il talento preesiste alla malattia, sebbene non abbia la stessa potenza, e la schizofrenia non è creativa in sé, ma ne è la causa possibile perché si aprano queste profondità. La schizofrenia ,infatti, non può essere creativa senza una completa padronanza artistica che l’artista ha acquisito in numerosi anni di lavoro; e la follia non porterà ad esso niente di “assolutamente” nuovo, ma sosterrà le forze già esistenti. La coincidenza tra l’avanzamento di stadio della malattia, il cambiamento del tipo di vita e delle forme di produzione artistica e mutamento dello stile , rende molto verosimile l’ipotesi che la schizofrenia rappresenti per alcuni grandi artisti ,che potremmo definire geniali, una condizione per la produzione delle loro opere. La schizofrenia è un mondo a sé in cui “ogni comprensione –afferma Jaspers –si deve basare sulla cronologia”. La cronologia della vita e delle opere degli artisti che Jaspers analizza, risulta quindi fondamentale per la conoscenza della malattia, e ci permette di identificare negli artisti stessi,alcune analogie. In particolare analogie nello sviluppo che vedono gli artisti caratterizzati ,in uno stadio preliminare, dall’eccitazione per una certa visione del mondo e successivamente dalla nascita di crisi acute che si ripeteranno a distanze ravvicinate.. (vedi genio e follia).

Analizzando l’evoluzione della creatività e della produzione dell’artista in relazione alla malattia, Jasper rileva che nei primi anni non si verifica mai una decadenza vera e propria, e la creatività intellettuale rimane intatta. In questo periodo vengono liberate forze che prima erano inibite. La malattia abolisce quest’inibizione: l’inconscio si fa strada e la restrizione culturale non regge più. Negli ultimi anni, invece, le opere crescono in una tempesta psichica che porta alla disgregazione. La produttività di questi anni non è stimolata esclusivamente dall’eccitazione nervosa ma anche da forze nuove né sane né malate, quasi spirituali, che prosperano nel terreno della malattia. Nell’ ultimo stadio, infine, le capacità creative, solitamente, si esauriscono.

I cambiamenti di stile dei geni “malati” sono duraturi e non di creazioni uniche. Secondo Jasper, possiamo comparare la schizofrenia ad alcuni processi psicotici e cerebrali: processi attraverso i quali il genio “malato” forgia nuovi mondi nei quali, a differenza dei geni “sani”, vi si distrugge.

Ritorneremo presto a parlare di “genio e follia”!!

Continuiamo il post di ieri “genio e follia“Anche in questo caso il nostro punto di partenza sarà il considerare la follia come distorsione della realtà sensoriale, come espressione di una mente divisa, come espressione di un pensiero che trascende il dato. .   Alcuni artisti, attraverso la malattia, il sacrificio, la sofferenza, segnalano la condizione della vita umana come assenza di protezione, da cui noi ci difendiamo non oltrepassando il recinto chiuso della nostra ragione, che abbiamo inventato come rimedio all’angoscia. Sia la malattia mentale che la sofferenza sono in grado di alimentare la creatività dell’artista. Il mondo che nasce da queste particolari forme di energia è un mondo caotico, “irrazionale” dove regna sovrana la creatività artistica

Karl Jaspers, filosofo e psichiatra tedesco, analizzò in un saggio del 1922 “Genio e follia” il rapporto esistente tra la schizofrenia e la genialità. “Le ricerche scientifiche –scrive Jaspers- diventano filosofiche quando si sospingono coscientemente fino ai limiti e alle origini della nostra esistenza”. La psichiatria consentiva un’analisi medica della malattia e una comparazione dettagliata tra i vari soggetti esaminati, La filosofia, scrutando e abitando la profondità dell’animo umano, ne conosce l’insondabilità  Psichiatria e filosofia trovano, in Jaspers, il loro accordo attorno ad una sola parola: “schizofrenia[1]” , la mente (phren) scissa (schizo) in due mondi, la dimensione frantumata dell’essere che, inaccessibile nella sua originaria unità, si concede all’uomo solo come lacerazione, come divisione. Attraverso l’analisi della schizofrenia gli studi di Jaspers vogliono capire perché, nelle loro espressioni più alte, arte e follia coincidono, perché accadono insieme.

Continueremo con l’argomento “genio e follia” nel prossimo post…

Parliamo oggi del “genio” e della follia…

“Gli uomini mi hanno definito pazzo, ma non è ancora ben chiaro se la pazzia sia o non sia la più alta forma di intelligenza e se le manifestazioni più meravigliose e più profonde dell’ingegno umano non nascano da una deformazione morbosa del pensiero, da aspetti mentali esaltati a spese dell’intelletto normale.”

Edgar Allan Poe

Bisogna cercare di capire, lavorando di fantasia, e dimenticare quel che si sa, in modo che l’immaginazione possa vagabondare libera, correndo lontana dentro le cose”.

Alessandro Baricco

Qual è il nesso tra genio e follia, e fino a che punto essi coesistono nella mente di alcuni grandi artisti?

È innanzitutto necessario volgere lo sguardo su cosa s’intende per follia. Essa è

comunemente conosciuta in due accezioni: come il contrario della ragione e come ciò che precede la stessa distinzione tra ragione e follia.

Prima ancora che malattia mentale, possiamo dunque intendere la follia come un trascendere le rigide regole dell’intelletto e della ragione umana, come un ascolto della voce irrazionale e caotica dell’inconscio, come un atteggiamento che esorbita dalla realtà filtrata dai cinque sensi. Lo spirito creativo di un artista è in grado di conoscere e sperimentare questa follia. Essa non chiude le porte all’abisso del caos e dell’irrazionalità, ma lo accoglie, perché sa che è da quel mondo che provengono le intuizioni, che successivamente la ragione codifica e riordina in maniera non enigmatica. Questa “sana follia” è dunque un trascendere la rigidità del mondo visibile per lasciar spazio all’irrazionalità dell’inconscio, fonte d’intuizioni geniali.

Molti artisti si sono fatti testimoni di questa “follia”, conducendola, attraverso le loro opere, alle sue espressioni più alte.

Fino a che punto, la follia intesa invece come malattia mentale, può essere considerata fonte di intuizioni geniali, d’ ispirazione per la creazione artistica?

Continueremo il post “genio e follia” nel prossimo numero… (vedi sviluppo della creatività)

Sviluppo della creatività.

Il corso “Ciao Evolution” ha l’obiettivo di essere il livello avanzato, la naturale “evoluzione” di quanto trattato durante il seminario Ciao MEMO (1’ Livello). L’obiettivo dal quale nasce questo genere di formazione è molto ambizioso, nel senso che lo studio svolto sulle più recenti ricerche attuate sul tema dell’apprendimento veloce portano a conseguire questo genere di risultati:

  • Aumentare il proprio Q.I.

  • Incrementare il proprio istinto “creativo”

  • Utilizzare in maniera funzionale ai propri fini, le intuizioni fornite dalla nostra mente inconscia

  • Un livello di concentrazione gestibile attraverso l’utilizzo di alcuni file musicali appositamente studiati

  • Sciogliere i feed back negativi legati al proprio livello di apprendimento creati nel corso del tempo

La metodologia utilizzata per conseguire questo genere di obiettivi viene suddivisa in 3 fasi:

1.Test iniziale di misura del proprio “Quoziente di intelligenza” (Q.I)
Al fine di valutare al meglio il risultato del percorso formativo, ad ogni allievo viene sottoposto un test auto-valutativo che ha l’obiettivo di misurare il livello numerico del proprio coefficiente intellettivo (inteso come logico-matematico).

2.Formazione in aula
La formazione svolta consiste nell’allenare le proprie capacità di visualizzazione ed ampliare tutti e 5 i sensi . La tecnica applicata in aula consente di aumentare il cosiddetto “contatto neurologico” responsabile della comunicazione tra i vari reparti cerebrali e quindi dell’incremento del quoziente intellettivo.

3.Assistenza e Valutazione post-aula
Il fatto di poter garantire un’assistenza costante e continua nel tempo è dovuta allo sviluppo di una piattaforma e-learning che consente di ricevere i 2 seguenti servizi:

  • 12 esercitazioni con approfondimenti riguardanti la didattica svolta in aula
  • Un Test finale, a distanza di 30 giorni dalla fine del seminario, di misura del nuovo Quoziente Intellettivo raggiunto

Richiedi informazioni sul seminario per lo sviluppo della creatività e dell’istinto geniale!

Continuiamo oggi a parlare dell’intuizione.

Si potrebbero valutare diversamente sensazioni di connessione o di scambio di informazioni tra persone distanti; motivare fenomeni come “prevedere”, prima di saperlo, chi è che ci sta telefonando. Potremmo cioè ipotizzare che avvenga un reale scambio di informazioni, anche se diverso rispetto i normali canali sensoriali dei cinque sensi.

L’idea che l’universo sia interconnesso e sia una unica entità non è del resto nuova: è un presupposto fondamentale di alcune antiche filosofie e religioni, ed è stata pertanto per molto tempo nel passato anche la dottrina “scientifica” predominante.

Ritornare, o passare, a concezioni diverse da quella scientificamente dominante oggi non è semplice. In assenza di certezze e prove scientifiche, del resto, è comprensibile un atteggiamento “conservatore” ed è più semplice attenersi a teorie già assodate.

La scienza è oggi ancora ai primi passi nell’indagare l’universo come un unico campo collegato e interconnesso. Secondo questa nuova prospettiva, i talenti delle persone intuitive non sarebbero dunque da considerare fenomeni che superano i confini della fisica, ma invece proprio una normale conseguenza della realtà fisica interconnessa, sebbene non apparente a occhio nudo. Dunque non fenomeni oltre il normale, ma invece normali e naturali fenomeni fisici.

Va ricordato, parlando sempre di intuizione, che l’avanzamento delle conoscenze scientifiche procede quasi sempre in un modo di questo tipo:

in un primo tempo la scienza ufficiale afferma che la nuova idea è impossibile perchè viola le leggi scientifiche. Questo in genere accade tanto più quanto essa è distante dal buonsenso comune.

Successivamente si passerà a pensare che dal punto di vista scientifico l’idea potrebbe forse essere possibile, ma comunque la cosa non sarebbe molto rilevante nella pratica.

In seguito però molti scienziati e poi la maggior parte dell’opinione pubblica si accorgeranno che la nuova idea non solo è invece importante, ma anche molto più rilevante in concreto di quanto prima si immaginava.

Infine, come Einstein ha predetto, la nuova idea viene accettata anche dagli stessi che inizialmente l’avevano scartata. E nessuno in seguito si ricorderà più che l’idea un tempo era considerata inammissibile scientificamente, oltre che contraria all’opinione pubblica.

L’esempio forse più lampante di  questo è il cambio di paradigma scientifico sulla rotazione della terra intorno al sole, invece che del sole intorno alla terra.

In attesa dei verdetti della scienza la mia certezza è sull’utilità del sistema che insegnamo, l’UltraMind ESP System di Jose Silva.

E’ un insieme di tecniche pratiche che concretamente servono a sviluppare l’intuito, a prescindere da come ciascuno di noi voglia o possa spiegare questa capacità umana.

L’intuizione sta alla base della genialità!