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Parliamo oggi dell’ambidestrismo e di come svilupparlo!

Quando Michelangelo lavorava alla Cappella sistina, gli osservatori si stupirono di vederlo passare il pennello da una mano all’altra. Leonardo, mancino di natura, esercitò ugualmente l’ambidestrismo dipingendo l’Ultima cena e altri capolavori.

Ad una richiesta di fornire qualche suggerimento per lo sviluppo del potenziale umano, il prof. Dart ha risposto: “Equilibrate il corpo, equilibrate il cervello. Il futuro è dell’ambidestro!”. Dart ha osservato che l’emisfero celebrale destro controlla il lato sinistro dell’corpo e l’emisfero sinistro presiede alle attività del lato destro: la coordinazione delle due porzioni promuoverebbe quindi il collegamento e l’equilibrio tra i due emisferi.

Cominciate la ricerca sull’ambidestrismo esplorando la facoltà della vostra mano non dominante con i prossimi esercizi.

L’incrocio contrario. Allacciatevi le dita, incrociate le braccia e accavallate le gambe in senso contrario rispetto al solito. Provate a strizzare l’occhio non dominante e a rovesciare la lingua a destra e a sinistra.

Usate la mano non dominante. Per cominciare cercate di usare la mano non dominante per una giornata intera o alcune ore. Accendete la luce, lavatevi i denti e fate colazione con l’altra mano. Sul quaderno, prendete nota di impressioni e osservazioni.

Provate a scrivere. Cercate di scrivere il vostro nome con l’altra mano. Scrivete le lettere dell’alfabeto e il vostro “flusso di coscienza” su un tema di vostra scelta (potreste scoprire che scrivere con la mano non dominante vi induce a vedere le cose in maniera diversa, cosa che vi aiuta a mettervi in contatto con l’intuito). (Vedi l’intuizione).

Continueremo nel prossimo post con altri esercizi per sviluppare l’ambidestrismo…

Continuiamo oggi a parlare dell’intuizione.

Si potrebbero valutare diversamente sensazioni di connessione o di scambio di informazioni tra persone distanti; motivare fenomeni come “prevedere”, prima di saperlo, chi è che ci sta telefonando. Potremmo cioè ipotizzare che avvenga un reale scambio di informazioni, anche se diverso rispetto i normali canali sensoriali dei cinque sensi.

L’idea che l’universo sia interconnesso e sia una unica entità non è del resto nuova: è un presupposto fondamentale di alcune antiche filosofie e religioni, ed è stata pertanto per molto tempo nel passato anche la dottrina “scientifica” predominante.

Ritornare, o passare, a concezioni diverse da quella scientificamente dominante oggi non è semplice. In assenza di certezze e prove scientifiche, del resto, è comprensibile un atteggiamento “conservatore” ed è più semplice attenersi a teorie già assodate.

La scienza è oggi ancora ai primi passi nell’indagare l’universo come un unico campo collegato e interconnesso. Secondo questa nuova prospettiva, i talenti delle persone intuitive non sarebbero dunque da considerare fenomeni che superano i confini della fisica, ma invece proprio una normale conseguenza della realtà fisica interconnessa, sebbene non apparente a occhio nudo. Dunque non fenomeni oltre il normale, ma invece normali e naturali fenomeni fisici.

Va ricordato, parlando sempre di intuizione, che l’avanzamento delle conoscenze scientifiche procede quasi sempre in un modo di questo tipo:

in un primo tempo la scienza ufficiale afferma che la nuova idea è impossibile perchè viola le leggi scientifiche. Questo in genere accade tanto più quanto essa è distante dal buonsenso comune.

Successivamente si passerà a pensare che dal punto di vista scientifico l’idea potrebbe forse essere possibile, ma comunque la cosa non sarebbe molto rilevante nella pratica.

In seguito però molti scienziati e poi la maggior parte dell’opinione pubblica si accorgeranno che la nuova idea non solo è invece importante, ma anche molto più rilevante in concreto di quanto prima si immaginava.

Infine, come Einstein ha predetto, la nuova idea viene accettata anche dagli stessi che inizialmente l’avevano scartata. E nessuno in seguito si ricorderà più che l’idea un tempo era considerata inammissibile scientificamente, oltre che contraria all’opinione pubblica.

L’esempio forse più lampante di  questo è il cambio di paradigma scientifico sulla rotazione della terra intorno al sole, invece che del sole intorno alla terra.

In attesa dei verdetti della scienza la mia certezza è sull’utilità del sistema che insegnamo, l’UltraMind ESP System di Jose Silva.

E’ un insieme di tecniche pratiche che concretamente servono a sviluppare l’intuito, a prescindere da come ciascuno di noi voglia o possa spiegare questa capacità umana.

L’intuizione sta alla base della genialità!

Cos’è l’intuizione?

La maggior parte delle persone ha fatto esperienza dell’intuizione. Essere intuitivi non è più solo una questione di “fede” o di auto-convincimento.

La natura dell’intuizione non è ancora basata e confermata su studi tratti da esperimenti scientifici. In breve, la percezione di informazioni o di eventi ottenuta in modo diverso dalla normale portata dei cinque sensi, al momento non è spiegabile in base alle teorie scientifiche predominanti.

Eppure molti hanno avuto esperienza di voler sapere come si sente una persona cara e poi di poterlo “indovinare” correttamente, anche se si trova molto distante; oppure pensiamo più volte una specifica persona, poi accade che, per coincidenza, in effetti poco dopo proprio questa persona ci telefona.

Come Einstein diceva, comprendere come funzionino questi fenomeni richiede una visione elastica e più ampia sulla coscienza degli esseri umani. Se, come per molti scienziati attuali, la mente umana è simile a un computer, non potremo mai spiegare alcune intuizioni di questo tipo. A meno che non pensiamo possibile che il nostro computer possa “connettersi a internet”.

Una delle più sorprendenti scoperte della fisica moderna (la fisica quantistica) è che la separazione fisica degli oggetti e degli esseri viventi è solo apparente. Osservando approfonditamente la materia, il modo nel quale i materiali anche solidi sono connessi è quello di una relazione o collegamento che si estende attraverso lo spazio e il tempo. Relazioni di collegamento uniscono parti della stessa materia e anche parti dello stesso sistema, anche se apparentemente sono separate. Secondo alcuni scienziati l’intero universo è un unico sistema collegato.

Se queste teorie fossero corrette, si potrebbero allora spiegare alcune esperienze umane come quelle relative all’intuizione, spiegabili come relazioni tra le parti di un universo interconnesso.

Continueremo l’argomento “intuizione” nei prossimi post.