Posts Tagged ‘Comunicazione’

Continua da post precedente “Pnl e linguaggio del corpo

Continuando l’argomento trattato nel post precedente andremo a vedere quali sono in Pnl i movimenti del corpo significativi. Anche la prossemica ci aiuta a capire cosa la persona che abbiamo di fronte vuole comunicarci. Il modo in cui le persone occupano lo spazio circostante, la vicinanza o la distanza tra due individui può farci capire il livello di intimità che c’è tra i due. Anche la postura di una persona è ricca di significati. Il modo di stare in piedi, la direzione dei piedi stessi può indicarci se quella persona è interessata a ciò che diciamo o se dentro di sé non vede l’ora di scappare via. Il modo in cui stiamo seduti, se incrociamo le braccia o le gambe può indicare o meno un’apertura al dialogo, nella conversazione l’avvicinarsi con il tronco esprimerà interesse e coinvolgimento. Al contrario l’allontanarsi con il tronco dall’interlocutore esprime scarsa voglia di dialogare. Read the rest of this entry »

Sempre più persone sono interessate all’argomento delle Microespressioni facciali. Tutto nasce dalla serie televisiva Lie to Me, che per noi italiani adoratori del thriller poliziesco all’americana, è stata una piacevole novità. Al di là del lato romanzesco della serie, molti si sono sentiti attratti da questa nuova scienza, quella del riconoscimento delle emozioni sul volto attraverso la lettura delle microespressioni. Come molti sapranno ormai non c’è niente di inventato, cioè esiste qualcuno che ha veramente studiato come sia possibile leggere le emozioni sul volto della persona che abbiamo davanti. Stiamo parlando di Paul Ekman, che negli anni settanta ha introdotto nella vastissima sfera del linguaggio del corpo le microespressioni facciali. Ma come è possibile imparare a riconoscerle? Sicuramente studiandone la teoria e facendo molta pratica. A differenza di altre discipline nel campo della comunicazione avanzata e del linguaggio del corpo, le microespressioni richiedono una grande acutezza sensoriale e un certo spirito di osservazione che ognuno di noi può acquisire con l’esperienza. Read the rest of this entry »

Continua da post precedente Pnl. Il processo di percezione

Nel post precedente abbiamo introdotto l’argomento del processo di percezione delle informazioni, parlato di Rappresentazione Interna (R.I.) e visto che tutte le informazioni che vengono a far parte della nostra esperienza e quindi della nostra realtà vengono percepite dai nostri cinque sensi. Tutte le informazioni vengono filtrate da alcuni elementi che sono le generalizzazioni,  le cancellazioni, le distorsioni. Perché le informazioni vengono filtrate? Si tratta di un processo naturale della mente per evitare che si verifichi un sovraccarico di informazioni. Tuttavia tale processo avviene inconsciamente e quindi ne rimaniamo influenzati senza rendercene conto. Ad esempi se ci chiedessero di descrivere la nostra giornata, se non ci fossero delle cancellazioni, quindi se nel nostro racconto non escludessimo degli elementi che possiamo dare per scontato, impiegheremo un’intera giornata per descrivere nel minimo dettaglio ciò che abbiamo fatto. Andiamo ora a vedere in maniera più dettagliata in cosa consistono questi filtri (vedi anche Corso di Pnl). Read the rest of this entry »

La Programmazione Neurolinguistica (PNL) è nata come un modello di come comunichiamo con noi stessi e gli altri. Per comunicazione si intende l’atto di trasmettere e ricevere messaggi e informazioni. La PNL è quindi un modello che spiega in che modo processiamo le informazioni che riceviamo dall’esterno e di come queste informazioni influenzino il nostro comportamento e i nostri stati emozionali. Nel post di oggi tratteremo il processo della percezione attraverso l’utilizzo e l’influenza dei filtri linguistici. Prima di iniziare è importante fare una premessa, ossia “la mappa non è il territorio”. Tale affermazione è una delle credenze che sta alla base della Pnl. Significa cioè che quello che pensiamo non è necessariamente quello che è. La mappa sono i nostri pensieri, il nostro modo di vedere il mondo, ed il territorio è il mondo e la realtà esterna. In altre parole le rappresentazioni interne che ci facciamo riguardo ad un evento esterno non sono necessariamente l’evento stesso e soprattutto sono differenti per ciascun individuo, a seconda del proprio modo di vedere il mondo e di interpretare le esperienze vissute. Read the rest of this entry »

Una comunicazione per risultare efficace deve essere : chiara, semplice e diretta. Anche quando scriviamo! Lo sappiamo bene. Sappiamo che è impossibile non comunicare (vedi Corso di Pnl) , e consapevoli di questo perché non farlo sempre nel modo più efficace possibile? Comunicare efficacemente può permetterci di far decollare il nostro business, ci permette di migliorare i nostri rapporti interpersonali, ci aiuta ad acquisire credibilità e fiducia in noi stessi e da parte di chi ci ascolta. Comunicare in maniera efficace significa far arrivare il proprio messaggio ai nostri interlocutori esattamente come vogliamo noi, senza possibilità di altre interpretazioni o fraintendimenti. E ciò deve accadere anche quando scriviamo. Può trattarsi di un articolo su di un argomento specifico, piuttosto che di una comunicazione ufficiale o di una lettera personale. Quante volte ci sarà capitato di leggere un articolo su una rivista e sentirci quasi totalmente ignorati? Read the rest of this entry »

In una scala da uno a dieci quanto è importante la comunicazione? Ma soprattutto quanto è fondamentale calibrare la nostra comunicazione in base allo scopo che vogliamo raggiungere? Ognuno di noi quando comunica lo fa con un obiettivo ben preciso come possono essere: persuadere, convincere o intrattenere. Nel post di oggi andremo a vedere quali stili di comunicazione possiamo utilizzare a seconda dell’obiettivo che vogliamo raggiungere. In base al nostro scopo utilizziamo un modo di parlare che fa reagire il nostro interlocutore di conseguenza.

Passivo: è tipico di chi comunica senza utilizzare al meglio gli strumenti comunicativi. Il canale vocale non è valorizzato. Il volume della voce è basso, il tono emotivo definisce una persona timida e sottomessa, che preferisce subire, piuttosto che ribellarsi, evitare scontri diretti, l’unica arma di difesa in suo possesso è lamentarsi. Read the rest of this entry »

Microespressioni – L’ EVENTO –
Microespressioni – MILANO
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