Posts Tagged ‘cervello’

Ebbene si, di cervello ne abbiamo uno, ma abbiamo diversi tipi di memoria a seconda dell’utilizzo che ne facciamo (vedi anche Cervello e memoria). Nel post di oggi vedremo quali sono i principali tipi di memoria e quale funzione viene svolta da ognuno.

- Memoria procedurale o implicita: è la memoria contenuta nei comportamenti. Riguarda tutti i comportamenti appresi nell’arco della nostra vita in base alle esperienze vissute, come il guidare, sciare , andare in bicicletta, parlare ecc. Ma anche tutti quegli schemi emozionali e relazionali che influiscono sulla struttura del carattere e che tendono a ripetersi nel tempo. Read the rest of this entry »

Nei post precedenti abbiamo spesso parlato di come funziona la nostra memoria, dei tipi diversi di memoria che abbiamo, come la memoria a breve e a lungo termine. Abbiamo analizzato le differenze e capito come poter mantenere li informazioni nella nostra mente nel lungo periodo. Abbiamo visto il legame tra cervello e memoria. Nel post di oggi affronteremo il tema dell’oblio della memoria. In psicologia l’oblio viene identificato come una delle capacità che la mente umana utilizza come difesa per rimuovere ricordi spiacevoli, ma viene anche identificata come una delle dinamiche di memorizzazione relazionate al tempo di ritenzione delle informazioni. In ogni caso il concetto di oblio è strettamente legato alle funzioni della nostra memoria. Il recupero immediato di un’informazione può venire a mancare se l’informazione non è stata trasmessa alla memoria a lungo termine, non è quindi avvenuto il passaggio dalla memoria a breve termine e il ricordo non è stato fortificato. Read the rest of this entry »

Parliamo oggi di cervello e memoria. Per cervello possiamo comunemente intendere l’insieme delle parti del sistema nervoso centrale che sono contenute nella nostra scatola cranica. La memoria, secondo la neuroscienza e la psicologia è la capacità del cervello di conservare le informazioni. L’elaborazione della memoria consiste di diverse fasi quali: la codifica, ossia l’elaborazione delle informazioni che vengono ricevute dai nostri cinque sensi; l’immagazzinamento, cioè la registrazione delle informazioni che vengono codificate nella prima fase; il richiamo ossia il recupero delle informazioni in risposta ad una sollecitazione.  Sappiamo che abbiamo diversi tipi di memoria e possiamo classificarli secondo due criteri: la durata del ricordo e il tipo di informazione che viene memorizzata. Il criterio basato sulla ritenzione del ricordo distingue tre tipi di memoria: la memoria sensoriale, la memoria a breve termine e la memoria a lungo termine. Read the rest of this entry »

Chi di noi non vorrebbe essere più creativo? Nel mondo dove il fare, la praticità, le competenze assumono sempre maggiore importanza, spesso ci capita di sentirci totalmente incapaci di esprimere la nostra creatività. Un classico esempio è quello dei biglietti di auguri o delle cartoline. Non sappiamo mai cosa scrivere e ci scervelliamo per trovare la frase più adatta alla situazione.  Il tema della creatività è qualcosa di sempre attuale. Tutti vorremmo avere quel tocco creativo che ci contraddistingue. Esistono diverse strategie che ci possono aiutare a sviluppare la creatività, ad intensificare il nostro flusso di idee. Nei post precedenti abbiamo visto strategie come il brainstorming, le mappe mentali o utilizzo del pensiero laterale siano veramente utili per sviluppare il nostro emisfero creativo. Read the rest of this entry »

Nella vita di tutti i giorni parliamo di memoria. Se dimentichiamo le chiavi di casa, la prima cosa che ci viene da pensare è: che smemorato. Se ci viene in mente all’improvviso cosa dovevamo fare ci complimentiamo con noi stessi. Eppure resta latente in ognuno di noi la convinzione che chi nasce smemorato resta smemorato e viceversa. Il ruolo della memoria è decisamente sottovalutato al giorno d’oggi. Nessuno ci insegna ad utilizzarla al meglio. Ci insegnano, soprattutto a scuola, forma di pensiero che si rafforza nella maggior parte di noi col passare del tempo, a pensare con razionalità, che lo studio sia difficile o impegnativo, che certe cose sono impossibili da ricordare. Chiunque la pensasse così, dopo aver partecipato ad  un corso di tecniche di memoria si è ricreduto. Non che i corsi di memoria facciano miracoli, niente microchip in testa, niente tecnologie all’avanguardia. L’unica cosa all’avanguardia, il computer più potente che esista è il nostro cervello, che se allenato bene ci aiuta ad ottenere grandi risultati. Si allenare il cervello è la parola chiave. Read the rest of this entry »

Nei post precedenti abbiamo parlato di come si possono memorizzare facilmente informazione di ogni tipo, numeri, formule, vocaboli, nomi e visi delle persone. Ma ci siamo mai chiesti come funziona la nostra memoria? Quali zono le zone del nostro cervello che immagazzinano le informazioni e attraverso quali passaggi tali informazioni rimangono impresse o meno nella nostra memoria?

Quando con i nostri cinque sensi percepiamo delle informazioni, queste vengono immagazzinate in tre diversi contenitori. Il primo passaggio delle informazioni avviene nella memoria sensitiva, è un passaggio molto breve, di soli pochi secondi, dopo di che le informazioni vengono trasferite nella memoria a breve termine. La memoria a breve termine trattiene le informazioni per il tempo necessario a fissarle nella nostra mente (ad esempio quando ci dettano un numero di telefono, riusciamo a tenerlo a mente il tempo necessario a trascrivere su un foglio). E’ situata nell’encefalo, il quale opera in modo tale da creare associazioni di immagini o verbali in modo da creare un ricordo forte dell’informazione acquisita trasferendola quindi nella memoria a lungo termine (vedi anche Esercizi per allenare la memoria a breve e lungo termine). E’ l’ippocampo che decide quali informazioni trattenere nel lungo periodo, fa parte del sistema limbico cioè la zona che gestisce le informazioni. Nel sistema limbico vengono anche gestite tutte le funzioni primarie e i sentimenti e le emozioni. Da questo ne consegue che l’apprendimento e l’oblio, cioè la capacità della nostra mente di non ricordare le informazioni, sono influenzate dal nostro stato emotivo. L’oblio viene descritto come la difficoltà nel recuperare in maniera immediata le informazioni, tale difficoltà è dovuta al fatto che l’informazione non è stata trasmessa alla memoria a lungo termine o non sono state create associazioni abbastanza forti. Spesso questo accade quando il soggetto non voglia ricordare episodi traumatici o comunque spiacevoli. L’oblio è strettamente legato all’emotività.

Quindi riassumendo quanto detto fino ad ora su come funziona la nostra memoria. Le informazioni percepite, prima di essere fissate nella nostra mente passano dalla memoria sensitiva, poi dalla memoria a breve termine, fino ad arrivare, grazie ad una serie di associazioni alla memoria a lungo termine. La ritenzione delle informazioni nel lungo periodo è influenzata anche dal nostro stato emotivo. Quindi un buon modo per riuscire a memorizzare le informazioni nel lungo periodo ad esempio quando studiamo (vedi anche Corso di memoria “C.I.A.O. come rendere lo studio un piacere) è cambiare il nostro approccio alla materia da affrontare, lavorare sulla motivazione e sull’interesse per per ciò che stiamo studiando.

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