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Chi non desidererebbe imparare a leggere più velocemente e aumentare la comprensione? Ma cosa vuol dire leggere velocemente? La lettura veloce si basa su una serie di esercizi di allenamento dei muscoli oculari che ci consentono di ampliare il nostro campo visivo e di aumentare la velocità del  movimento oculare.

Ma come si può capire quale è la nostra velocità di lettura? Esistono dei parametri misurabili. I due parametri fondamentali della lettura veloce sono il P.A..M le parole al minuto e la comprensione. Ad un corso di lettura veloce vengono fatti leggere diversi testi, di differente lunghezza. Il test iniziale consiste nel leggere un brano alla propria velocità naturale di lettura, e finita la prima lettura si calcolerà la comprensione sulla base di una serie di quesiti.

Gli esercizi che ci consentiranno di aumentare la nostra velocità di lettura sono molteplici.

Imparare a leggere velocemente non è immediato. Richiede un allenamento costante perchè è un po’ come andare in palestra. Read the rest of this entry »

Nei post precedenti abbiamo visto come sia possibile riassumere e memorizzare un testo con il metodo di studio organico e con le mappe mentali.

Nel post di oggi anremo a vedere come completare il processo di studio con il supporto delle tecniche di lettura veloce.

Nelle diverse fasi del metodo di studio organico abbiamo visto che ci sono diversi punti in cui viene richesto di fare prima una scorsa e successivamente un’analisi più approfondita del testo.

Per poter sviluppare al meglio questi punti una delle strategie più efficaci è quella della lettura veloce.

Ma che cos’è la lettura veloce?

E quando si tratta di analizzare il testo come faccio a capire se leggo velocemente?

La lettura veloce è uno strumento che ci consente di leggere in maniera non solo più veloce ma anche più concentrata, questo ci consente di avere una maggiore attenzione quando leggiamo per poi memorizzare un testo.

La lettura veloce è come andare In palestra, consiste in una serie di esercizi per ampliare il campo visivo e aumentare la velocità dei movimenti oculari.

La lettura veloce comprende diverse strategie di lettura (traiettorie) che possiamo applicare a seconda del tipo di testo che stiamo leggendo e variabili a seconda dell’obbiettivo che abbiamo quando leggiamo.

Quindi se in una prima fase il nostro obiettivo sarà semplicemente fare una scorsa del libro di testo per organizzare lo studio, o se dovremo fare una lettura preventiva utilizzeremo una lettura di scrematura, dove non avrà importanza la comprensione. Ricordiamo che mentre l’occhio scorre sulla pagina le informazioni vengono comunque assorbite dalla nostra mente.

Quando in un secondo momento dovremo andare a comprendere e memorizzare un testo e a ricercare i concetti e le parole chiave faremo una lettura più concentrata dove avrà importanza la comprensione del testo.

Vuoi saperne di più sul corso di lettura veloce e di come poterla applicare nel tuo studio? Visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi informazioni sul seminario “C.I.A.O. Speed”.

Continuiamo il post di ieri Corso di memoria. L’OPQRST. Ieri abbiamo analizzato i primi tre punti dell’ OPQRST:

O = organizzazione

P = preview

Q = question

- R sta per read, leggere. Faremo due tipi di lettura. 1) Lettura globale.Si tratta, più che di una vera e propria lettura di una supervisione globale del testo. Bisogna seguire in questo caso alucene regole. Prima di tutto bisogna leggere molto velocemente, non è iportante la comprensione, a quella penseremo in un secondo momento. Non sottolineare. Se troviamo una nota che ci sembra importante possiamo tenerne conto cerchiandola. Ogni tanto facciamo le cinque classiche domande, chi, quando, come, dove, perchè, alle quali non sapremo subito rispondere ma ci aiuteranno a mantenere la concentrazione e l’interesse. In questo modo cominceremo a fraci un’idea della struttura e degli argomenti del testo. Perchè fare questo? E’ semplice, in media un testo contine il solo il 30% di informazioni importanti e concetti, il restante 70% sono altre infomazioni non utili alla vera e propria conoscenza ma servono come supporto al testo. 2) Lettura critica. Entriamo nella fase vera e propria dello studio. In questa fase andremo a leggere e comprendere il testo, ricercando le parole chiave e i concetti principali da inserire nella mappa mentale.

- S sta per studiare, l’obiettivo è capire se la mappa che abbiamo costruito ha tutte le infomazioni necessarie, priviamo a ripetere ciò che abbiamo studiato, nel caso mancassero delle informazioni possiamo fare delle aggiunte sulla nostra mappa mentale e se ci accorgiamo che alcune informazioni sono superflue possiamo eliminarle.

- T sta per test, è la “prova del nove”. L’obiettivo è verificare che ciò che abbiamo fatto sia stato fatto bene, quindi possiamo ripetere ad alta voce, e ci aiuterà anche a migliorare l’esposizione. Infine, con l’aiuto del Masterplan organizzeremo una serie di ripassi programmati che ci aiuteranno a mantenere un ricordo forte nel lungo periodo.

Al corso di memoria, oltre all’ OPQRST, potrai imparare altre tecniche che ti aiuteranno a rendere lo studio più veloce ed efficace.

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1. Perché l’assassinio premeditato di 6 milioni di innocenti, dichiarati dall’ideologia e dallo Stato Nazista antiuomini, è l’evento capitale della storia? Perché in nessun altro – finora – si è manifestato in modo altrettanto radicale la sua disumanità.(…). L’unicità dell’Olocausto (termine improprio per il suo significato religioso, ma ormai entrato nell’uso), non è un nuovo mito, ma un fatto accertabile con la riflessione razionale, con gli strumenti e le verifiche dell’indagine storica. Garantire a priori alla Shoah, il genocidio degli ebrei d’Europa, uno status sovrastorico e quindi irrazionale, sarebbe l’attacco più subdolo e devastante della sua realtà. L’atroce realtà, non il mito, inevitabilmente consolatorio, del genocidio deve guidare la nostra visione dell’uomo e della storia. E non esiste realtà storica al di là della sua ricostruzione paziente, obiettiva, particolareggiata, per dolorosa che possa essere. Lo scrittore Elie Wiesel, premio Nobel per la letteratura, ha detto che Shoah sarà sempre “una sfida alla comprensione”. E’ vero: la massima sfida. Ma questa sfida va accettata perché da essa dipende il futuro della specie umana (…).Lo studio obiettivo della Shoah e il tentativo di comprenderla con il suo carico incommensurabile di sofferenza, sono oggi l’unica via, con tutte le inevitabili imperfezioni, per rendere giustizia alle vittime e manifestare una concreta solidarietà. Questo studio sta facendo in tutto il mondo enormi progressi. I risultati delle ricerche, che sempre più spesso mettono da parte le polemiche sulle interpretazioni generali per approfondire fatti specifici ed indagare aspetti nuovi, non solo non indeboliscono, ma rafforzano con elementi inoppugnabili la consapevolezza della sua unicità, e al tempo stesso ne rendono concreta la comprensione. Tali risultati sono riassunti in modo esemplare da Michael Marrus, professore dell’università di Toronto, in un libro “l’Olocausto nella storia” che è una lettura sconvolgente proprio perché non è una denuncia, ma un esame spassionato dei fatti, e del dibattito storico che ha cercato di interpretarli (…).Lo stesso spirito anima “The Final Solution”, 17 saggi dei maggiori storici mondiali da poco pubblicati a New York, che affrontano analiticamente lo studio, oltre che i fatti, delle ideologie e della pianificazione del progetto di “soluzione finale”(…). Queste ricerche confutano ogni pregiudizio collettivo indiscriminato : sui tedeschi, le vittime, i complici, i governi alleati. Ogni problema è indagato in concreto, caso per caso. Respingendo con scrupolo esagerazioni e deformazioni, il lavoro dello storico rafforza, non attenua, l’indignazione, l’orrore, la solidarietà sia pure postuma, con le vittime.

(“La Storia vista dalla Shoah”, di A.Casalegno, il Sole 24 Ore, 21/8/94)

UNA sola delle seguenti affermazioni NON CONTRASTA con la tesi dell’articolo :

A. la disumanità della storia della Shoah ne rende impossibile una piena comprensione

B. l’Olocausto, come il Diluvio Universale, è un evento sovrastorico, mitico, che si sottrae ad ogni indagine razionale

C. la freddezza e il distacco dell’indagine storica attenuano l’orrore e fanno tacere l’indignazione

D. le ricerche sigli eventi storici della Shoah prescindono dalle interpretazioni generali e rifuggono da ogni giudizio lettivo indiscriminato

E. considerare l’Olocausto come evento storico da indagare nei suoi vari aspetti comporta la negoziazione della sua unicità.

*Fac-simile di quiz ministeriale tratto da: “Tutti i 1770 quiz ministeriali – Vol.2” ed. 2004 a cura di M. Celasco

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2. Pur esercitando la professione di dentista a Boston, Morton non aveva mai completato gli studi intrapresi nel 1840 presso Baltimore College of Dental Surgery. [....] Nel 1844 Morton era molto impegnato a cercare il modo di alleviare il dolore durante le estrazioni dentarie. Aveva messo a punto un nuovo tipo di placca palatale per tenere a posto i denti fi nti, una placca che aderiva saldamente alle gengive. [....] Perché riuscisse abbastanza aderente, si dovevano estrarre dalla mascella le vecchie radici e gli spezzoni dei denti naturali. La procedura era talmente dolorosa che Morton perdeva i pazienti. [....] Il dott Morton aveva una chiara motivazione pecuniaria, con effetti quasi immediati, per alleviare o annullare il dolore durante i suoi interventi. Il chimico Jackson aveva detto a Morton due cose importanti sull’etere: aveva descritto l’effetto prodotto sugli studenti in festa e aveva formulato l’ipotesi che l’applicazione del liquido direttamente sulle gengive del paziente avrebbe anestetizzato la zona intorno al dente da estrarre [....] seguono tentativi di inalazione. La sera del 30 settembre 1846 l’estrazione dentaria fu eseguita su un paziente di Morton, Eben Frost, addormentato e insensibile al dolore. [....] Ma per quanto ansioso di annunciare al mondo di aver scoperto un sistema per annullare il dolore nelle operazioni chirurgiche, il pragmatico Morton prese prima la precauzione di consultare il direttore dell’ufficio brevetti.

(Sherwin B. Nuland, Storia della medicina, Oscar Mondadori 2004).

Individuate LA SOLA delle seguenti considerazioni che NON E’ CONFORME a quanto B. Nuland racconta nel passo riportato:

A. in Morton l’ansia di divulgare senza indugio la propria scoperta ebbe la meglio su ogni prudenza e ogni preoccupazione

B. Morton ritenne che i denti finti non stessero a posto se fossero rimasti in sede i resti di quelli caduti

C. Morton comprese che il dolore dell’estrazione delle radici residue era per molti intollerabile

D. Morton teneva molto ad alleviare la sofferenza dei suoi pazienti, perché se ci fosse riuscito ne avrebbe tratto lauti guadagni

E. Morton era un abile e ingegnoso dentista, senza titolo accademico

3. Se un giovane ha allenato i propri muscoli con la ginnastica e con le passeggiate, egli sarà adatto più tardi a ogni lavoro fi sico. Ciò è anche vero per l’allenamento della mente… Per questo motivo non sono affatto ansioso di prendere posizione nella lotta fra i seguaci dell’educazione classica, filologica e storica, e quelli della educazione più attenta alle scienze naturali. D’altra parte intendo respingere l’idea che la scuola debba insegnare direttamente quelle conoscenze specializzate e quelle cognizioni che si dovranno usare poi direttamente nella vita. Le esigenze della vita sono troppo molteplici perché appaia possibile un tale insegnamento specializzato… Lo sviluppo dell’attitudine generale a pensare e a giudicare indipendentemente dovrebbe sempre essere al primo posto, e non l’acquisizione di conoscenze specializzate. Se una persona ha imparato a pensare e a lavorare indipendentemente, troverà sicuramente la propria strada, e inoltre sarà in grado di adattarsi al progresso e ai mutamenti più di una persona la cui istruzione consiste principalmente nell’acquisizione di una conoscenza particolareggiata.

( A. Einstein, “Pensieri degli anni difficili”.)

Secondo Einstein l’educazione e gli studi dovrebbero avere un’impostazione:

A. umanistica

B. indipendente

C. scientifi ca

D. critica

E. apolitica

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4. “Una mancanza di informazioni, tra negazioni e mistificazioni, distorce il passato [...] E’ necessario che l’indagine storica non conosca zone di divieto, non arretri di fronte a verità ritenute scomode, non abdichi al suo dovere di conoscenza. [...] è vero, i fatti sopravvivono al silenzio degli studiosi e alle rimozioni dell’immaginario, e spesso si ripresentano all’improvviso, riscoperti da un documento d’archivio, da un ritrovamento casuale, da una testimonianza tardiva o interessata, e finiscono in questo modo per caricarsi di significati impropri. Le realtà taciute chiedono ragione insieme di ciò che è accaduto e del perché si è scelto di ignorarlo o marginalizzarlo [...]. I fatti (tutti i fatti, anche i più controversi, i più imbarazzanti) hanno invece una loro logica, un loro perché: compito della ricerca storica è ricostruirli senza pregiudizi, coglierne le dinamiche, restituire l’atmosfera nella quale sono maturati. Solo così la conoscenza del passato si trasforma in coscienza del presente”.

(Gianni Oliva, La resa dei conti, Mondadori.)

Tra le considerazioni sotto riportate, una NON E’AUTORIZZATA dal testo proposto di Gianni Oliva. Individuatela:

A. pregiudiziale essenziale del lavoro dello storico è una assoluta neutralità e una ferma e intransigente coscienza morale

B. le realtà taciute sono pericolose perché, riemergendo astratte dal loro contesto, finiscono per assumere significati impropri

C. i fatti non cessano di esistere perché vengono ignorati

D. individuare le dinamiche degli avvenimenti [...] è il compito della ricerca storiografica

E. non capisce il passato chi lo affronta neutralizzandone gli aspetti scomodi

5. Non è chiaro se l’effetto serra esista veramente e riscaldi la Terra ma di certo la polemica sull’argomento è rovente, come dimostra lo scontro in corso negli Usa sul film “ L’alba del giorno dopo”, che – mentre scrivo – deve ancora uscire. Non esistono dubbi sul fatto che le attività antropiche causano l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, dubbi e polemiche sorgono tuttavia quando si intende valutare sulla base di misure e di modelli teorici l’impatto che questa emissione ha sul clima.[...] In tempi ormai remoti la Terra ha subito variazioni climatiche brutali e ben documentate, basti pensare all’era glaciale, variazioni certo non legate all’attività dell’uomo. Lungo l’arco dei secoli la radiazione solare potrebbe subire o avere subito variazioni tali da alterare il clima terrestre ben al di fuori delle competenze del protocollo di Kyoto. Siamo condannati alla navigazione a vista e rimango scettico sia davanti al catastrofismo demagogico e scontato dei profeti di sventura sia verso il futuro dei trionfalisti. […]

(Tullio Regge, Effetto Serra. Un imprevisto ci salverà, La stampa, 29/4/2004.

UNA SOLA delle seguenti affermazioni E’ AUTORIZZATA dall’articolo citato di Tullio Regge:

A. la valutazione dell’impatto sul clima dell’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera è dubbia e controversa

B. è cosa ben chiara per uno scienziato che il protocollo Kyoto è un espediente demagogico scientifi camente irrilevante

C. la convinzione che le attività antropiche causino emissione di anidride carbonica nell’atmosfera non ha alcun fondamento scientifico

D. le radiazioni solari non infl uenzano le variazioni climatiche

E. mai comunque sulla Terra si sono verifi cate variazioni climatiche evidenti e importanti come nel nostro tempo

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6. “Dal fatto che le opinioni si rivelano tutte ugualmente confutabili o sostenibili Socrate non trae, come Protagora, la convinzione che la dialettica abbia il compito di persuadere o dissuadere in merito all’uno a all’altra, indipendentemente dal vero, cioè egli non ne evince la tesi che tutte le opinioni sono vere, bensì, al contrario, che esse, in quanto possono essere tanto vere quanto false, non hanno quel carattere di sapere stabilire proprio dell’universale, cioè della scienza. Il compito della dialettica diventa un compito critico : essa non deve mettersi al servizio di questa o di quella opinione, per sostenerla o per demolirla, ma deve invece mettere alla prova tutte le opinioni cercando di confutarle nella loro pretesa di valere come vero sapere, pur non essendolo”.

(Franco Volpi,”Schopenhauer e la dialettica”.)

UNA sola delle seguenti affermazioni è RIGOROSAMENTE DEDOTTA dal testo di F.Volpi :

A. Socrate afferma, in polemica con Protagora, che l’uomo può e deve cercare la verità

B. la dialettica secondo Socrate ha il compito di definire i limiti della validità delle opinioni

C. Protagora ritiene che esiste una verità “universale” da difendere nelle discussioni

D. la dialettica, cioè l’arte del persuadere, secondo Socrate è utile solo a chi voglia sostenere o demolire un’opinione

E. Socrate afferma che l’uomo può distinguere con sicurezza il vero dal falso

7. “ [....]Il tradimento alto o basso, abietto o nobile, è sempre stato fonte di ispirazione per la letteratura in virtù del suo duplice, ambiguo aspetto [....].Ci sono episodi di tradimento totalmente vile, senza una motivazione ideale (vera o portentuosa) come quelli di Giuda, di Gano di Maganza, e quasi sempre dietro c’è il denaro. Tutti gli altri, innumerevoli, si prestano a variazioni senza fi ne, con tempi contigui e terribilissimi, come l’orrore, l’amicizia, la parola data, la fi ducia, la patria, la religione, il partito. [....] Shakespeare salva Bruto, mentre condanna gli altri (cosa che non avrebbe fatto Dante)… Gli storici dovrebbero essere i più obiettivi degli scrittori. Ma come si fa a rispondere se Wallentestein sia stato veramente un traditore o chi o cosa abbia veramente tradito? [....] Il fatto è che l’arco di oscillazione del giudizio è molto ampio: il pendolo si muove tra due estremi, il primo costituito dal precetto di Machiavelli, illustrato nel Principe nel capitolo XVIII, il più discusso e criticato dall’opera : la necessità per il Principe di non osservare la parola data “quando tale osservanza li torni contro e che sono spente le cagioni che la fecion promettere”. Mentre all’altro estremo ci sono le regole delle società mafiose, in cui si entra con il sangue e si esce con il sangue, come dicono gli stessi mafiosi. E dove il tradimento è peggiore dei delitti e i traditori vengono considerati degli “infami”, senza nessuna giustifi cazione. Tra questi due poli la casistica può essere infinita”.

Tra i seguenti giudizi UNO solo E’ RIGOROSAMENTE FONDATO sul testo proposto, comparso su un quotidiano del mese di agosto ‘93.

A. Gli storici sono veramente obiettivi quando non pronunciano giudizi morali, ma si attengono ai fatti

B. L’esempio di Wallenstein dimostra che il traditore è sempre un vile

C. Il Principe per Machiavelli non è mai tenuto ad osservare la parola data

D. Dietro i tradimenti più vili c’è sempre il denaro

E. Gli scrittori sono stati spesso affascinati dalla natura moralmente ambigua dei traditori

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8. MAL DI TEST

Il suo colore preferito?”, chiede una delle domande del test. (…) I questionari, d’ogni genere, si moltiplicano e arrivano da ogni parte. (…) Non è il caso di deplorare il fenomeno con la patetica predica sulla parcellizzazione della vita e dell’individuo nella società contemporanea; rispondere a test era un gioco non disdegnato da scrittori come Proust e Thomas Mann, che è difficile accusare di superficialità. (…) Anche se le domande sono numerose, si pensa di sbrigarle rapidamente, sia perché le risposte devono essere telegrafi che sia perché si è persuasi di avere idee, opinioni, gusti, convinzioni, amori, odi, pensieri. (…) Ma invece, sin dai primi passi, si annaspa. Come si fa a indicare il poeta preferito?

Leopardi o Boudelaire? Già in questa alternativa c’è una violenza invadente, o forse questa è una nobile scusa per la propria irresolutezza. Anche considerando – ma è un modo per trarsi un pò d’impaccio – fuori categoria Dante o Shakespeare, come autori per i quali la definizione di poeta è troppo restrittiva, altri si affollano subito, legittimi e imperiosi; lasciar fuori Petrarca è un disagio troppo grande. (…) E gli scrittori? Due – indiscutibili – sono due non scrittori, due entità sovrapersonali e plurime, lo Spirito Santo e Omero, se è vero che hanno scritto la Bibbia e l’Illiade e l’Odissea. Ma gli altri? E subito una gran confusione, come in certi pasticci sentimentali in cui si finisce per non sapere chi si ama di più e non si sa che pesci pigliare.(…) Sino a questo punto si tratta, tutt’al più, di una patologica indecisione critica o di una incoercibile ma felice vocazione poligamica; forse è bene non sapere scegliere fra chi si ama, è certo giusto non scegliere tra i propri fi gli, anche se hanno cento come Priamo. (…) Man mano che si prosegue nel questionario, si è risucchiati in un vortice di incertezza; non sono tanto le idee, i gusti, le predilezioni a traballare, quanto lo stesso io chiamato a declinarli, che si sente improvvisamente astratto, irreale (…) Come si può dunque osare indicare, nella risposta alla domanda numero 16, il tratto principale del proprio carattere, se quelle botte e risposte fanno anzitutto dubitare di avere un carattere? L’io si frantuma e le sue qualità svaporano. Non si può farne una colpa alla computerizzazione che governa il mondo. Quella logica non snatura la vita, come protestano i nostalgici del buon tempo antico, ma ne dice forse la verità, mette a nudo il meccano di cui siamo fatti (…) Il gesto di narrare crea, finge e costruisce un’identità, mentre chi risponde ai test sente di perderla, come un accusato dinanzi al poliziotto o al giudice che lo interroga.

(Claudio Magris, Utopia e disincanto, Garzanti,2001, p.301 e sgg.).

UNA SOLA delle osservazioni sullo scritto di Magris è correttamente DEDOTTA dal testo. Quale ?

A. E’ evidente che tra i poeti e gli scrittori si Magris ama Leopardi e Baudelair, Omero, Virgilio e Dante

B. Se è difficile scegliere tra le letture predilette, non sempre lo è meno scegliere tra le persone, gli oggetti e gli eventi in mezzo a cui viviamo

C. Il compilare un questionario agli scrittori di qualche valore è sempre ripugnato come un gioco poco serio, da intellettuali superfi ciali e disoccupati

D. La logica del nostro mondo computerizzato non rispetta l’originalità dell’individuo del quale disgrega l’unità naturale

E. Rispondere ai test, come il narrate storie, mette a rischio di disperdersi e di trasferire la propria identità nella propria opera

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LETTURA VELOCE

9. Amartya Sen, l’economista-fi losofo indiano premio Nobel ‘98 per l’economia, ha recentemente riepilogato gli sviluppi ultimi del suo pensiero, centrati sul concetto di “capability”. In sintesi: non c’è persona che non si porti dentro del “valore”, una particolare capacità che va fatta emergere per innescare spirali virtuose di crescita individuale (libertà) e collettiva (economia, società, politica). “Non sarà proprio Internet la chiave concreta per chiudere il prediletto circuito sviluppo-libertà?” E’ stato chiesto a Sen in una recente intervista. “L’espansione di Internet non è per defi nizione un fenomeno positivo, semmai ci sono alcune evidenze interessanti”, risponde Sen. (…) “Un buon utilizzatore di Internet può essere una persona che detiene più capability, che comunica più velocemente ed efficacemente con altri” (…). C’è però subito un “ma” in forma di amabile apologo personale: “Non ho una gran confidenza con la Rete. Da quando mi sono dotato di una casella di posta elettronica, ho accumulato subito 6.000 messaggi in arrivo, e quando ho risposto al settantesimo ho pensato che avevo altro da fare”.

Una delle seguenti deduzioni NON È AUTORIZZATA dal testo riportato:

A. la ricerca e la crescita delle capacità individuali possono giovarsi delle nuove tecnologie di comunicazione

B. le straordinarie capacità di comunicare di Internet portano necessariamente ad un blocco della comunicazione

C. Internet non è di per sè nè buono nè cattivo, ma potrebbe essere la chiave per chiudere il circuito sviluppo-libertà

D. non c’è persona, per modesta che sia, in cui non si possa rivelare una capability significativa

E. Internet non è un vantaggio a priori, ma ha grandi potenzialità, al di là degli eccessi che possono vanificarne i benefici

10. Nonostante le èlites del Paese non lo considerino un argomento nobile di conversazione, c’è un piccolo Iraq che si combatte ogni giorno nelle nostre città ed è attraversato da scippi, borseggi e rapine ai negozi che si lasciano dietro una scia urticante di morti: un rapinatore montenegrino l’altro giorno a Milano, un poveraccio tabaccaio ieri mattina a Roma.

(Massimo Gramellini, Meno rapine per tutti, La Stampa, 17/4/2004.

Per limitare il numero delle rapine e delle vittime vengono suggeriti vari accorgimenti; tra quelli qui riportati, uno NON HA DIRETTA RELAZIONE con gli eventi a cui si riferisce Gramellini. Individuatelo:

A. blocco effettivo dell’immigrazione dai Paesi extraeuropei

B. potenziamento degli organici delle forze dell’ordine

C. poliziotto di quartiere

D. telecamere piazzate nelle zone e nei quartieri più a rischio

E. educazione dei cittadini all’autocontrollo in caso di aggressione

Tempo di lettura: ………. Parole testo: 3000

PAM =

C =

Le prospettive dell’economia mondiale, insieme al declino della domanda dell’ex Unione Sovietica, portano a delineare per i prossimi due o tre anni uno scenario caratterizzato da modesti incrementi della domanda mondiale di energia. Solo successivamente i consumi dovrebbero subire un’accelerazione trainata dalla forte crescita dei fabbisogni dei paesi in via di sviluppo e dal recupero atteso nell’ex URSS.

Il baricentro dei consumi mondiali tenderà così a spostarsi dall’OCSE e dai Paesi dell’Est europeo, per avvicinarsi ai Paesi in via di sviluppo, quelli asiatici, in particolare, dove notevoli sono le prospettive di crescita demografica ed economica.

L’indice dell’intensità energetica è previsto in riduzione, dopo l’attuale fase di stazionarietà, per effetto del progresso tecnologico, di un uso sempre più efficiente dell’energia nonché del maggior peso assunto,nelle economie occidentali, dai servizi a minore intensità energetica, rispetto alle attività industriali.

Non vanno neppure trascurati gli impegni assunti a livello internazionale per una maggiore efficienza nell’uso dell’energia specie da parte dei Paesi avanzati.

Le fonti che presentano le migliori prospettive nel soddisfacimento della domanda mondiale sono il gas naturale e il petrolio, almeno sino all’orizzonte 2005, quando potrà aversi una maggiore disponibilità di fonti e di alternative tecnologiche a costi competitivi.

Le previsioni dei consumi energetici europei al ‘98 ed al 2005 – sostanzialmente in linea con quanto si prevede per l’intera area OCSE – indicano, con un ciclo economico di nuovo favorevole, crescite contenute della domanda complessiva di energia (lo 0,8% m.a. tra il ‘98 e il 2005).

Questo scenario è sostenuto da un’ipotesi di ulteriore crescita dell’indice dell’intensità energetica, dopo la stasi degli ultimi anni, che potrebbe raggiungere 0,37 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) per 1000$ di GDP (Gross Domestic Product = Prodotto Interno Lordo) al 2000 ed addirittura quota 0,34 al 2005 facendo ricorso a tecnologie energy saving, sia nelle fasi di trasformazione sia in quelle di utilizzo.

A livello di singola fonte si prevede:

- possibilità di recuperi limitati per il carbone (0,1 % tra il ‘98 e il 2005);

- crescita contenuta del petrolio (0,4% tra il ‘98 e il 2005);

- crescita consistente della domanda di gas (2,5% tra il ‘98 e il 2005).

dati ENEA 1998

Tempo di lettura: ………. Parole testo: 360

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LETTURA VELOCE

1. La domanda mondiale di energia nell’anno 2001, rispetto al 1998 sarà caratterizzata da:

A. un modesto aumento

B. una stagnazione

C. un’accelerazione

2. Che cosa ci si attende dalla Russia, negli anni dopo il 2001?

A. uno sviluppo della produzione industriale

B. una maggiore richiesta di fi nanziamenti

C. un ulteriore declino della produzione

3. Che cos’è l’OCSE?

A. un’organizzazione per la consulenza sociale ed educativa

B. un’organizzazione per il commercio sud – Est

C. un’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico

4. Che cosa signifi ca l’espressione “baricentro dei consumi mondiali”?

A. il punto più basso nell’indice di sviluppo dei consumi mondiali di energia

B. punto di equilibrio nel quale si può immaginare di concentrare i consumi energetici mondiali

C. il punto di maggiore crescita nell’indice di sviluppo dei consumi mondiali di energia

5. Come viene defi nito l’indice dell’intensità energetica riferito al momento attuale?

A. in riduzione

B. stazionario

C. in incremento

6. Per i prossimi anni, nelle economie occidentali, come si può valutare il peso delle attività industriali rispetto ai servizi a minore intensità energetica?

A. maggiore

B. minore

C. uguale

7. Per quale data è ragionevole prevedere una maggiore disponibilità di fonti di energia e di alternative tecnologiche a costi competitivi?

A. dopo il 2005

B. entro il 2005

C. nei prossimi tre anni

LETTURA VELOCE

8. Che cosa signifi ca la sigla m.a?

A. media annuale

B. misurazione americana

C. massimo applicabile

9. Che cosa sono le tecnologie energy saving?

A. tecnologie compatibili con la tutela dell’ambiente

B. tecnologie che utilizzano fonti energetiche naturali

C. tecnologie rivolte al risparmio energetico

10. Considera il dato riguardante la crescita della domanda di gas nel periodo tra il ‘98 e il 2005 e mettilo a confronto col tasso di crescita della domanda totale di energia nello stesso periodo. Quale rapporto rilevi?

A. è praticamente identico

B. è inferiore di tre volte

C. è superiore di oltre tre volte

PAM =

C =

Risale a circa 6000 anni fa. A quell’epoca gli studiosi datano la nascita dello yoga, insieme di tecniche fisiche, mentali e spirituali assiduamente praticate in India e in Cina. Oggi tuttavia si sa che anche Romani, Greci ed Egiziani oltre che gli Indù avevano sistemi di disciplina mentale grazie ai quali potevano sviluppare perfettamente la loro memoria. Gli Indù, in particolare, attraverso un apposito tirocinio, preparavano giovani bramini in grado di memorizzare la lettura vedica (Rig Veda, Upanishad, Ramayana, Mahabharata, Bhagavat Gita) in modo che, in caso di incendio o di perdita dei libri, potessero conservarne i testi.

Nelle scritture vediche, buddiste e in quelle che si riferiscono allo yoga, l’ipermnesia (o sati) è vista come uno stato di coscienza (dharma) in cui infinita sarebbe la capacità di ritenere e ripresentare le informazioni. Lo yoga con i suoi esercizi psicofisici mirerebbe a perfezionare questo stato naturale e universale della coscienza. Una delle condizioni è il raggiungimento della concentrazione e della calma profonda. Savàsana è fra le posizioni di risanamento consigliate dallo yoga quella più idonea per eliminare la stanchezza fisica e mentale, recuperare energie e sviluppare la capacità di osservazione e di attenzione collegate alla memoria. Va eseguito alla mattina appena svegli o alla sera.

Coricati sulla schiena senza alcun cuscino sotto alla testa, mani con il palmo rivolto in basso, gambe distese, punte dei piedi allargate, calcagni uniti: rivolgete l’attenzione a tutti i tessuti dalla punta dei piedi alla cima della testa, avvertite la leggera tensione e rilassatela. Sentite il movimento dell’inspirazione

e dell’espirazione, poi cominciate a controllarla dolcemente facendo in modo che il tempo impiegato nell’inspirazione sia approssimativamente uguale a quello dell’espirazione.

Ora rilassate anche la mente: lasciate liberi i pensieri osservandoli come fossero oggetti che volano via, come nuvole nel cielo, o come rifl essi su uno specchio. Infine cercate sempre più di allontanarli da voi, fino a farli scomparire. Restate per qualche minuto in questo rilassamento fisico, sentendo il vostro respiro regolare e la vostra mente vuota di pensieri: vi sentirete riposati come dopo un’intera notte di profondo riposo. Quest’esercizio lo potete fare parzialmente anche nei momenti liberi (a scuola o nel lavoro), rilassando soltanto un gruppo di muscoli: il volto, le braccia, il torace, ecc..

Tra i risultati si nota un aumento dell’eliminazione delle tossine, una riduzione della stanchezza fisica e mentale, un recupero dell’efficienza di tutti i sensi e delle capacità mentali” assicura Carlo Patriani, uno dei pionieri nella diffusione dello Yoga in Italia e autore di un libro su questa disciplina. Altri aiuti per la

concentrazione mentale vengono da alcuni esercizi yoga che interessano gli occhi. Il Nàsàgra-Drishti (Nàsàgra, cioè “punta del naso” e Drishti, cioè “fissare”) consiste nel guardare la punta del proprio naso dopo aver alzato il viso verso l’alto. Lo sguardo va tenuto fisso, senza batter ciglio per 10 secondi, aumentando progressivamente questo tempo fi no a due, tre minuti.

Una variante di questo esercizio è il Bhrumadhya-Drishti (Bhrumadhya cioè “spazio fra le sopracciglia”). Consiste nel guardare più in alto possibile fissando il punto mediano fra le sopracciglia per un tempo uguale a quello consigliato per l’esercizio precedente, respirando normalmente. Oltre a favorire la concentrazione della mente, questa tecnica elimina il torpore del nervo ottico rinforzando così gli occhi e migliorando la vista.

… e della medicina cinese è forse l’Oriente la “memoria” dell’umanità?

Sono ormai in molti a pensare che sia proprio la Cina a conservare la cultura più antica del genere umano, un tesoro inesauribile di saggezza che non finisce di stupirci e di farci riflettere.

Ad esempio, per la cultura cinese, la memoria non dipende dal cervello, ma dal rene” precisa, lasciandoci sorpresi, Anita Cignolini, medico, esperto di medicina cinese.

Il cervello infatti non è altro che una sorta di propaggine del rene: è quest’ultimo l’organo in cui risiede l’energia essenziale dell’individuo”.

Il rene dunque non serve solo alla filtrazione del sangue ed alla produzione di urine: è un insieme di funzioni tra cui alcune di quelle ipofi sarie, le riproduttive, sessuali, di conservazione dell’energia ereditaria, ecc.. Per cui se il rene è forte e funziona bene, anche la memoria è forte e funziona bene.

Per la medicina cinese due infatti sono i tipi di memoria:

- Memoria profonda (istintiva, inconscia), che dipende esclusivamente dal rene: è la capacità di lasciarsi colpire dalle percezioni e di conservarle.

- Memoria verbalizzante (capacità di esprimere verbalmente il ricordo) che dipende, oltre che dal rene, anche dal cuore. Per i Cinesi la mente, intesa come capacità di esprimere concetti logici, alloggia nel cuore e non nel cervello. Per cui se il cuore non funziona bene anche la verbalizzazione del ricordo ne risente negativamente.

Una delle cause di diminuzione della memoria è perciò legata alla debolezza del rene o ad un suo superlavoro. Ad esempio nell’età pubere il rene è sottoposto ad un aumento della sua attività in quanto impegnato prevalentemente nella crescita dell’individuo (costruzione delle ossa, sviluppo delle ghiandole sessuali); ecco allora che altre funzioni differenti, come quelle della memoria, ne risentono. Capita ad esempio che il ragazzino delle elementari diventi svogliato nelle medie, o che la donna cominci ad avere qualche problema di memoria durante la gravidanza.

Sviluppare la memoria corrisponde quindi a rinforzare l’energia del rene. I metodi per farlo sono gli stessi usati dai maestri taoisti per ottenere la longevità:

- Il cibo. Un’alimentazione varia e ricca di verdure.

- Regolarità della vita. Evitare eccessi di lavoro, dormire bene per un buon numero di ore, evitare il freddo cui il rene è particolarmente sensibile, evitare le forti emozioni, le paure e l’ansia.

- Tecniche di rilassamento, di meditazione e di respirazione. Sono quelle utilizzate anche nel Qi Gong (insieme di pratiche per ottenere la longevità) per prolungare la vita attraverso l’equilibrio psicofisico, il mantenimento e lo sviluppo della propria energia vitale che risiede nel rene. Il patrimonio energetico segna infatti la lunghezza della nostra vita: sprecando energia accorciamo la vita. Riacquisire il nostro equilibrio personale e imparare a respirare in modo ritmico e armonioso assicurano un prolungamento della vita.

- L’automassaggio. In Cina è antica tradizione e si impara a scuola. Ai bambini viene insegnato come massaggiare gli occhi per aiutare la vista, ma anche la zona dell’orecchio, delle mani e dei piedi per migliorare la funzionalità in generale del rene, che favorisce la memoria. Ci sono anche altri punti dell’agopuntura

che tutti imparano a massaggiare (ad esempio all’altezza della vita). La pressione con le dita, o con un oggetto sottile (ad esempio con una matita senza punta al posto dell’infissione di aghi) su specifi ci punti del corpo stimola o calma l’infl usso di energia vitale lungo precisi “meridiani” indicati dall’agopuntura.

- Un’educazione specifica della memoria. Per i cinesi studiare a memoria è un fatto naturale. I bambini imparano a leggere cantando poesie e filastrocche tratte dai loro classici (il cinese è una lingua tonale e quindi molto vicina al canto).

- Fare moto. Camminare, mantenere la schiena eretta, sia stando in piedi che seduti.

- Ricorrere ai tonici. Naturalmente quelli che vanno a nutrire il rene: ginseng, eleuterococco o insiemi di più tonici dosati da grandi esperti in questo campo.

Ma che fare in caso di disturbi della memoria? Quello della perdita o della diminuzione della memoria è un sintomo: occorre allora interrogare il paziente per diagnosticare se il sintomo dipende soprattutto dal rene o dal cuore. Se ad esempio c’è un’incapacità a ricordare il nome, allora è implicato il cuore e

non il rene: è il cuore che non va a pescare le parole, ma il rene ha memorizzato.

Non si tratta quindi di una vera perdita della memoria. Più spesso è collegata al sonno, ai sogni, all’inquietudine, a sintomi cioè che occorre analizzare attentamente per stabilirne la causa esatta. La perdita della memoria è solo sintomo di carenza, di una mancata funzione che l’agopuntura è in grado di interpretare. “Ad esempio” – spiega Anita Cignolini – “il bambino che oggi non ha memoria ha una debolezza, un deficit, per cui oggi non ha memoria, ma domani potrebbe soffrire di nefrite, perciò occorre impedire che si ammali”.

Per la medicina cinese infatti, tutto ciò che avviene all’interno dell’individuo ha una proiezione all’esterno. Ed è possibile agire dall’esterno sull’interno, seguendo le linee di scorrimento dell’energia rappresentate dai “canali collaterali” e dai punti dell’agopuntura.

Ma quali consigli specifi ci si possono avere per l’allenamento della memoria?

- Incrementarla fi n a bambini. Poesie, fi lastrocche, canzoncine servono moltissimo a questo scopo.

- Imparare ad osservare. Uno dei modi per allenarla è quello di guardare attentamente qualcosa, poi chiudere gli occhi e rivedere mentalmente nei minimi particolari quanto si è osservato. E’ un esercizio utile per tutti e non solo per i bambini.

- Esercitarsi nella manualità fine. Disegnare, cesellare, ricamare, modellare, incidere, lavorare il legno: ogni lavoro di precisione fatto con le mani aiuta il rene e quindi favorisce lo sviluppo della memoria.

- Verbalizzare quanto si è imparato. In questo modo si sviluppa la memoria in tutta la sua globalità: non solo quella legata al rene (quella che recepisce i dati) ma anche quella legata al cuore (che richiama ed esprime le informazioni).

- Mantenersi in buona salute. La medicina cinese è anzitutto una tecnica per raggiungere il benessere psicofisico, cioè l’equilibrio perfetto di tutte le energie fisiche, mentali, spirituali, emotive, che consente

virtualmente” l’immortalità.

Tempo di lettura: ………. Parole testo: 1630

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LETTURA VELOCE

1) Perchè gli indù preparavano i giovani a memorizzare la letteratura vedica?

A. Per passare il tempo

B. Perché la cultura diventasse parte integrante della loro vita

C. Perchè in caso di incendi o di perdita dei libri potevano conservare i testi.

D. Per fare una biblioteca personale

E. Per aumentare la memoria dei giovani

2) Cosa consiglia di fare lo yoga per rilassare la mente?

A. Esercizi coi sette colori

B. Meditazioni guidate

C. Una nuotata

D. Esercizi del Savàsana, del Nàsàgra-Drishti e del Bhrumadhya-Drishti

E. Esercizi del Drishtie e del Bhrumadhya

3) In cosa consiste l’esercizio yoga della punta del naso?

A. Consiste nel tenere il viso rivolto in alto fino a sentire tensione sul naso

B. Consiste nel guardare la punta del proprio naso dopo aver alzato il viso verso l’alto.

C. Consiste nel toccarsi il naso e respirare profondamente

D. Consiste nel massaggiare la punta del proprio naso per rilassarsi

E. Consiste nell’immaginare il naso che si allunga

4) A cosa mirano gli esercizi psicofisici dello yoga?

A. A rilassare corpo e mente

B. A sentirsi ricaricati e in perfetta salute

C. Ad aumentare la coscienza delle proprie capacità

D. A migliorare la propria vita

E. A perfezionare lo stato naturale e universale della coscienza

5) Secondo i cinesi, a cosa è legata la diminuzione di memoria e perchè nell’età pubere si possono verificare alcuni problemi di memoria?

A. Debolezza del rene o suo superlavoro; superlavoro del rene in quanto impegnato nella

crescita dell’individuo

B. Alla poca concentrazione

C. Alla poca cura del rene e dei suoi collegati

D. Alla debolezza dell’essere umano in quanto fi ltro della vita e dei suoi avvenimenti

E. Al superlavoro dell’uomo

6) Cos’è il “Dharma” ?

A. Uno stato di coscienza

B. Uno stato di incoscienza

C. Uno stato di malessere

D. Uno stato di benessere

E. Uno stato di salute

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LETTURA VELOCE

7) Perchè la lingua cinese è molto vicina al canto?

A. Perchè e una lingua nasale

B. Perchè e una lingua afona

C. Perchè e una lingua tonale

D. Perchè e una lingua gutturale

E. Perchè e una lingua dentale

8) Come imparano a leggere i bambini cinesi?

A. Leggendo per ore e ore gli abecedari

B. Cantando poesie e fi lastrocche

C. Ballando

D. Giocando

E. Dormendo

9) Secondo la medicina cinese quali sono i due diversi tipi di memoria?

A. Profonda e verbalizzante

B. Visiva e cinestesica

C. Soprattutto auditiva

D. Da elefante e da topo

E. Auditiva e visiva

10) Chi è Carlo Patriani?

A. Uno storico

B. Un martire

C. Uno dei pionieri della diffusione dello yoga in Italia

D. Il primo uomo europeo a fare Yoga

E. Un astronauta

PAM =

C =