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Possiamo definire la Programmazione Neuro Linguistica (PNL) come una delle frontiere più avanzate nell’ambito delle terapie cognitive e comportamentali come disciplina immediata ed efficace. Il concetto di empatia, di rapport, la creazione di modelli comportamentali, l’analisi dei processi comunicativi consci e inconsci fanno in modo che la PNL  sia uno degli strumenti più adatti per studiare i sistemi e  i metodi di apprendimento e di definizione dell’esperienza individuale (vedi PNL le rappresentazioni).

Richard Bandler e John Grinder hanno codificato questa disciplina che è fondamentalmente pratica, una sintesi completa ed efficace tra cibernetica, psicologia, teoria di sistemi e struttura della comunicazione.

La PNL si occupa di descrivere il modo di operare del comportamento umano e il metodo soggettivo sviluppato e utilizzato per conoscere il mondo circostante. Si pone come un insieme di tecniche cognitive e comportamentali, con alla base un concetto teorico ben definito, cioè la ricalcabilità dei processi naturali e la loro riproducibilità.

Spesso la PNL, così come la psicologia e tutte le discipline cognitive, vengono definite come “non—scienza”, secondo il modello galileiano basato su osservazione, descrizione, riproducibilità, ma ha assunto nel tempo un proprio metodo operativo.

La verifica di tipo psicologico è basata su diverse prove dalle quali è difficile trarre delle generalizzazioni, infatti sull’uomo non possiamo fare esperimenti secondo il modello galileiano, e proprio per questo motivo lo studio basato sull’analisi dell’esperienza soggettiva, come teorizzato dalla PNL, diventa fondamentale (vedi PNL il metamodello).

La PNL comunque si muove basandosi su un metodo che richiama un atteggiamento di tipo scientifico ossia il suo metodo è si basa su una serie di tecniche e criteri che scaturiscono da una serie di osservazioni e di raccolta di dati.

La PNL ha creato un modo di osservare le cose incentrato sul concetto di funzionalità, ha rinnovato le basi dell’apprendere rimettendo in gioco l’osservazione dei fenomeni comportamentali.

Possiamo dire che la grande innovazione della Programmazione Neuro Linguistica sia la capacità di creare nuovi schemi mentali e metodi nuovi, del resto questo è ciò che sta alla base dell’evoluzione stessa.

Continueremo a trattare questo argomento nei prossimi post.

In un mondo sempre più competitivo, dove un curriculum ricco fa la differenza, dove ”più ne sai e meglio è”, dove la formazione extrascolastica fa la differenza.

Ci rendiamo conto che partecipare ad un corso di formazione sta diventando un “must”. Ecco perché in tutta Italia le scuole di formazione aumentano, e ognuno si specializza su di un argomento piuttosto che su un altro.

La Cordua Formazione, eroga corsi di formazione personale da oltre un decennio e, grazie allo studio assiduo e alla voglia di imparare e di contribuire alla crescita delle persone che entrano in contatto con noi, sta allargando i propri orizzonti ideando nuovi corsi, aumentando competenze e rendendo il mondo della formazione accessibile a tutti.

Ma perché fare un corso di formazione?

Certo non è una passeggiata, richiede impegno mentale e ovviamente di tempo. Prima di fare un corso di formazione è utile stabilire quali sono i nostri obiettivi.

Cosa voglio imparare di nuovo?

Quali sono i miei bisogni in questo momento?

Che tipo di formazione voglio ottenere?

Ecco i corsi che potrai frequentare in base a quali sono le tue necessità:

1) C.I.A.O. memo: seminario sulle tecniche di memoria e apprendimento efficace per chi ha la necessità di studiare e aggiornarsi in tempi brevi.

2) C.I.A.O. speed: il corso di lettura veloce e concentrata, per chiunque voglia essere più concentrato in fase di lettura e ricordare con sicurezza le informazioni

3) C.I.A.O. pnl: il seminario sulla programmazione neuro linguistica, per imparare a comunicare efficacemente con se stessi e con gli altri.

4) C.I.A.O microespressioni: il nuovissimo corso sulle F.A.C.S. (microespressioni facciali), dove imparerai a leggere e comprendere le espressioni del viso.

5) MASTER IN FORMAZIONE PERSONALE: il laboratorio settimanale dove verranno affrontati diversi argomenti riguardanti la formazione.

Richiedi informazioni sui nostri corsi.

Studiare per ore e non ricordare niente..

Arrivare a fine pagina e chiedersi: ma cosa ho letto?

Quante volte ci succede?

Quando studiamo, soprattutto se l’argomento che stiamo trattando  non è molto interessante, distrarsi è facilissimo. La nostra mente comincia a fantasticare, a pensare alla festa del giorno prima o alle vacanze appena terminate. Insomma a qualsiasi cosa che non sia ciò su cui dobbiamo porre l’attenzione in quel momento.

Ma sappiamo benissimo che mantenere essere concentrati (vedi esercizi concentrazione) in fase di apprendimento è importantissimo.

Per ottenere il massimo da noi stessi e dal nostro studio possiamo seguire queste indicazioni:

  • Prima di iniziare a studiare poniamoci delle domande sull’argomento che stiamo per trattare. Sarà utile ad aumentare l’interesse per la materia, saremo concentrati sulle cose importanti e maggiormente preparati al momento dell’esame o dell’interrogazione.
  • Sfruttiamo tutti gli aiuti del libro o del manuale: questionari,  riassunti,  ecc. Indicano le informazioni importanti da ricordare. Concentriamoci su quelle.
  • Utilizziamo le tecniche di rilassamento, ci aiuteranno ad ottenere una maggiore concentrazione. Saremo così più tranquilli non solo durante lo studio ma anche in fase di esame o interrogazione. Ci sentiremo maggiormente preparati e sicuro di noi.
  • Impariamo a gestire al meglio il tempo dedicato allo studio. Studiare per ore e ore  consecutive non serve a nulla, avremo sprecato tempo e la sensazione sarà quella di avere una gran confusione in testa. Il nostro cervello ha bisogno di tempo per assimilare le informazioni che riceve. Per far fruttare al meglio il nostro impegno sarà utile seguire un ciclo di studio così strutturato::

1. 40/50 minuti di studio

2. 10/15 minuti di riposo

3. 10 minuti di ripasso

Il risultato? Innanzitutto una maggiore tranquillità, saremo più preparati e il nostro ricordo sarà più forte, il tempo e le energie impiegate saranno nettamente inferiori.

Informati sulle tecniche di rilassamento e concentrazione del corso C.I.A.O.

Quante volte ci è capitato di avere scontri con i nostri interlocutori, colleghi di lavoro amici, famigliari?

Quante volte ci è successo parlando con qualcuno di dire le stesse cose ma andare in due direzioni diverse continuando a non capirci?

Ecco che, in un mondo dove la comunicazione efficace è diventata estremamente importante, dove tutti comunicano con tutti, dove gli argomenti taboo sono ridotti ai minimi termini interviene la PNL – programmazione neuro linguistica a darci una mano.

Uno dei principi fondamentali della (comunicazione efficace) è che tendiamo, in maniera assolutamente naturale ed inconscia, a legarci maggiormente alle persone che più ci assomigliano, che hanno magari in nostri stessi interessi, che condividono i nostri stessi valori e pensieri. Ci sentiamo maggiormente attratti da persone che usano il nostro stesso tono di voce, che si muovono come noi. Insomma, che sonno sulla nostra stessa “linea d’onda”.

La PNL, viene utilizzata  nella comunicazione di massa ad esempio dai politici o dalle pubblicità. Questo perché per rendere comprensibile un concetto o un pensiero ad una vasta gamma di persone è necessario uniformare il concetto che viene espresso usando le parole giuste e facilmente comprensibili.

La PNL, utilizza questa nostra predisposizione naturale a legare con chi ha caratteristiche simili alle nostre, come una tecnica per migliorare la comunicazione tra persone che non sono così simili tra loro, permettendo di eliminare gli attriti e le incomprensioni.

Quando comunichiamo, è importante prima di tutto creare un rapport, un legame, un rapporto con il nostro interlocutore, andando a ricercare tutte quelle cose che abbiamo in comune.

Il rapport, non si crea sempre in maniera immediata, soprattutto se non riusciamo a trovare nessun punto di incontro con la persona che abbiamo di fronte. Quindi invece di lasciare al caso la creazione del rapport, è utile imparare a ricalcare l’interlocutore utilizzando alcune delle sue espressioni verbali , la sua tonalità vocale, il ritmo, la posizione del suo corpo e la sua respirazione e si può verificare la creazione del rapport modificando questi elementi per vedere se sarà poi l’interlocutore a ricalcare inconsciamente noi.

Attenzione, però. La fase del rapport e l’utilizzo del ricalco vanno trattati con cautela per due motivi. Prima di tutto non deve diventare un’imitazione, uno scimmiottamento della persona che abbiamo davanti e la nostra intenzione non deve essere quella di manipolare bensì di arrivare ad un punto comune, comprendere e farsi comprendere.

Con il seminario C.I.A.O. PNL avrai l’opportunità di approfondire questi argomenti non solo acquisendo nozioni ma anche facendo pratica, in modo da rendere la tua comunicazione sempre più efficace.

Richiedi informazioni sul seminario C.I.A.O. PNL.

Continuiamo il post di ieri sul parlare in pubblico.

Oggi andremo a vedere quali sono le diverse categorie di parlatori.

TIMIDO E IMPAURITO: cerca calore nella comunicazione con gli altri ma riesce a stabilire solo relazioni formali. La paura di sbagliare lo rende rigido e un po’ smarrito. Nonostante la maschera della forza non riesce a nascondere la propria insicurezza. E’ facilmente influenzabile dall’ambiente che lo circonda. La soluzione: convincersi che si ha la possibilità di costruire rapporti seri e duraturi con gli altri.

PRODUTTIVO MA FREDDO: la sua comunicazione è concentrata sui contenuti. Un elemento sicuramente da valorizzare perché rende affidabili nei confronti degli altri. L’unico limite è quelli di essere troppo presi a raggiungere i propri obiettivi da lasciare in secondo piano gli elementi positivi che nascono dai rapporti interpersonali.

ELASTICO E AUTOIRONICO: uno stile di comunicazione corretto e controllato. Nulla è mai lasciato all’improvvisazione senza però apparire rigidi. Questo permette di stabilire un buon rapporto con gli interlocutori. L’unica paura è quello di non essere compreso e che la disponibilità venga scambiata per debolezza. Ciò può causare un po’ di rigidità che però viene facilmente superata dall’autoironia.

ESUBERANTE MA IMPROVVISATORE: l’eccessiva spontaneità non permette un grande controllo della comunicazione. Vengono suscitate tante amicizie ma anche tanti dissensi. Gli interlocutori possono a volte sentirsi in imbarazzo di fronte a tanta esuberanza da sentirsi un po’ smarriti. La troppa esuberanza può essere scambiata per aggressività. Tutto ciò porta all’improvvisazione del discorso che può portare a cattive sorprese.

SCATTANTE E VINCENTE: capacità di controllo della comunicazione sia negli aspetti formali che informali. Crea armonia con l’ambiente e con gli interlocutori, non c’è pericolo di inciampare i cattive sorprese e anche se dovessero verificarsi degli imprevisti la rapidità di risposta permette di uscire vincenti dalle situazioni difficili.

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Torniamo a parlare oggi di linguaggio del corpo, ponendo particolare attenzione alle mani.

Con lo studio della pnl, gli esperti ci dicono che possiamo capire che messaggio il nostro interlocutore vuole trasmetterci con il movimento delle proprie mani.

Le mani esprimo “si” e “no” e dicono sempre la verità. Possiamo leggere i pensieri di una persona studiandone i giochi nervosi.

Le mani dicono molte cose. Con le mani salutiamo, accarezziamo in segno di affetto, le racchiudiamo in un pugno quando siamo arrabbiati, possono essere simbolo di armonia e accordo tra due persone.

La mano aperta è segno di onestà, sincerità ma anche di forza e di potere. Utilizzare nelle nostre manifestazioni i gesti a mano aperta migliora il clima interpersonale perché comunica disponibilità al dialogo e all’ascolto.

Se il vostro interlocutore sta dicendo una piccola o grande bugia (vedi anche Paul Ekman. Le emozioni dei bugiardi) avrà la tendenza a portare la mano verso il viso, coprendosi la bocca. Oppure può significare che chi vi ascolta non vi crede del tutto. A quel punto è possibile intervenire con una domanda per capire cosa non è chiaro o su quali punti sia in disaccordo il vostro interlocutore. Se il nostro interlocutore sta dicendo una bugia può succedere che si tocchi il naso, o sfreghi gli occhi.

Il dito sulla bocca indica un gesto di soddisfazione. Il tamburellare delle dita è indicativo di una sensazione di impazienza.  Le dita appoggiate alla testa rivelano una valutazione critica, mentre chi ascolta appoggiando la mano alla guancia è una persona molto interessata a ciò che state dicendo. Chi invece si accarezza il mento sta valutando la situazione. Se il vostro interlocutore si sfrega la nuca significa che sta pensando, riflettendo. Se invece incrocia le braccia davanti al petto si sta “chiudendo” lasciandovi intendere un totale disaccordo.

Quelli sopra citati sono solo alcuni esempi dei messaggi che possiamo trasmettere con le nostre mani.

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