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Come funziona la mappa mentale nello studio?

<< Quante giornate e notti intere avete passato immersi nel vostro studio “matto e disperatissimo”, senza riuscire a concentrarvi, memorizzare concetti, o riuscire a studiare così tanti capitoli per un esame ormai troppo vicino?? Quante e quante volte avete dovuto rinunciare ad un hobby, ad un pomeriggio passato assieme ai vostri amici, ad un fine settimana libero a causa del vostro inesorabile impegno allo studio?

… e se vi dicessi che esiste una pozione o una formula magica che vi rendesse più semplice, più divertente e addirittura piacevole il vostro studio, e, perché no, anche la vostra materia più detestata? Non ci credete?

Ebbene si, esiste! non sto scherzando!

Da secoli ormai si sanno notizie sulle tecniche di memoria: basti pensare alla “tecnica dei loci” che Cicerone utilizzava per ricordare le sue grandi orazioni (vedi come usava le tecniche di memoria Cicerone), o si pensi per esempio alla “conversione fonetica” divulgata da Leibniz, la quale permette di memorizzare un insieme di numeri, o lo “schedario alfanumerico” creato per ricordare elenchi di informazioni (vedi una tecnica di memoria: lo schedario alfanumerico).

Queste sono solo una gamma ristretta di numerose tecniche di memoria, tuttavia vorrei che concentraste la vostra attenzione su un particolare metodo a dir poco innovativo e geniale!

E  mentre sto per svelarvi questa ingegnosa via di salvezza che credo cambierà completamente le vostre attitudini di studio, provate ad immaginare come vi sentirete liberi e soprattutto senza vincoli di tempo quando la applicherete. Pensate a come sarebbe bella la percezione di sicurezza che vi sfiora la pelle, il profumo del successo che suona di soddisfazione quando vi sentirete appagati del vostro lavoro.

Se per caso non lo sapeste già, la nostra mente è uno strumento singolare e unico nel suo genere: associa concetti ed informazioni in maniera non lineare  ed inoltre i due lobi celebrali, stranamente, svolgono funzioni molto differenti. Il lobo sinistro è il lobo della “ragione”, elabora informazioni in maniera lineare, logica, analitica e verbale. Il lobo destro, invece, è il lobo della “creatività” ed elabora informazioni in maniera non lineare, immaginifica e non verbale. Ecco perché è importante la mappa mentale nello studio!

Il lobo che di solito sfruttiamo mentre studiamo è solo quello sinistro. Non facciamo altro che leggere, capire e memorizzare e sottovalutiamo l’importanza e l’aiuto che invece ci può venire dalla parte destra del nostro cervello, ovvero l’immaginazione e la creatività.

Ed ecco che Tony Buzan cerca di coinvolgere sia le funzionalità logico-razionali sia quelle immaginifico-creative. Come? Attraverso le Mappe Mentali (vedi memorizzare velocemente con le mappe mentali).

Una “mappa mentale” è una sorta di schema nei quali i concetti vengono rappresentati in forma grafica: l’idea principale viene posta al centro mentre gli altri concetti vengono man mano posti secondo una geometria radiante via via verso l’esterno. Fin qua tutti d’accordo. Manca solo un piccolo particolare!

Con un pizzico di fantasia aggiungiamo qualche goccia di colore e una manciata di piccole immagini (visual) ed il gioco è fatto! Il nostro capolavoro è finito!

Con le nostre mappe potremo sintetizzare grossi quantitativi di testo, imparare come prendere appunti e memorizzarli, preparare discorsi, relazioni e molto altro ancora.

E adesso che sapete come funziona la mappa mentale nello studio e come ci si può divertire facendolo…

A lavoro!!! >>

Come descrivere valori, criteri e credenze in Pnl ?

Analizziamo insieme un testo appropriato.

Anche se può sembrare banale la nostra vita è costellata dai nostri pensieri, dalle nostre riflessioni ma soprattutto dalle nostre credenze e dai nostri valori che ci influenzano nei nostri rapporti interpersonali.

Questo è il motivo per cui le nostre relazioni risultano essere dolci e piacevoli come una musica armoniosa o un rumore che stride alle nostre orecchie! Il motivo per cui ci alziamo ogni mattina per godere della nostra giornata nel migliore dei modi e per essere soddisfatti di ciò che siamo e di ciò che desideriamo! Quello che ci spinge ad agire, ad esprimere un giudizio ma anche a gettare la spugna!

Per ognuno di noi esiste infatti una sorta di piramide gigantesca dove sono incastonati come gioielli i nostri valori più intimi e profondi, diversi per ciascuno di noi: l’amore, il successo, la felicità , l’amicizia, il rispetto, la comprensione, l’armonia, la fiducia, la realizzazione, la  crescita, la  condivisione, la responsabilità, l’ ambizione, l’ unione, la  stima, la  fedeltà, questi sono il genere di valori a cui l’uomo tiene più di ogni altra cosa.

Di conseguenza ogni valore genera delle credenze che non sono altro che delle generalizzazioni riguardo alle nostre azioni e affermazioni relative alle nostre rappresentazioni interiori.

Nell’ambito della PNL, comunicare per capirsi e capire è l’obiettivo che si tenta di focalizzare ,  il principio Win-Win (vinco io, vince anche l’altro), valorizza ancora di più il significato di “convincere”, letteralmente vuol dire “vincere insieme”: comprendere l’altro e “mettersi nei suoi panni”, cercare di entrare nella sua Mappa e adeguarsi ad essa.

Come argomentato nel post “Come comunicare. i 3 livelli della comunicazione”, questo è un modo per arricchirsi e per arricchire l’altro, riuscire a comprendere le fondamenta su cui si fonda la visione personale della realtà del nostro interlocutore. Tutto questo, come avrete compreso, fa riferimento ai nostri valori e alle nostre credenze.

Immaginate un dialogo fra una persona che da importanza solamente ai soldi senza preoccuparsi del modo in cui procurarseli e un’altra il cui valore più importante è l’onestà: pensate che si potesse creare sintonia o distonia?

Come funziona la Pnl?

Bisogna pensare che la nostra mappa viene rivelata solo a chi sa creare empatia e chi sa creare ciò possiede veramente una grande virtù.

Ma questo non è difficile da ottenere se solo applichiamo i fondamenti base della PNL:

il ricalco (verbale, paraverbale e non verbale) e porre tre domande fatidiche:

a) Cosa è importante per te?

b) In cosa credi?

c) Cosa ti spinge ogni mattina ad alzarti dal letto?

Così molto spesso accade che durante la conversazione riusciamo ad estrapolare dalle parole del nostro interlocutore importanti frammenti della sua complessa mappa. Basterebbe quindi un semplice “ascolto attivo” e un’apertura mentale verso l’altro.

L’unica cosa che mi permetto di sottolineare è di avere rispetto della visione della realtà del nostro interlocutore, ciò è alla base della costruzione del rapporto e del suo stesso mantenimento.

Per approfondire, clicca su corsi di Pnl

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