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Nel video che ti riportiamo potrai apprezzare in maniera molto evidente cosa accade nel volto di una persona davanti a domande del genere più svariato:

Una volta osservati tutti i particolari, descrivi in maniera dettagliata cosa accade nelle 3 parti del volto.

SOPRACCIGLIA / FRONTE
OCCHI / PALPEBRE
BOCCA

Ricordati di segnalare il secondo preciso in cui avviene una determinata espressione.

Riporta nello spazio riservato ai commenti, qui sulla destra, le tue considerazioni in merito al video appena visionato.

Ricorda di non decodificare o codificare quando gli intervistati stanno parlando!

Buon lavoro

Questo argomento si ricollega all’ambito delle F.A.C.S., mimica facciale e  microespessioni (vedi microespressioni facciali. E’ tutto vero?).

Il mondo delle microespressioni facciali si può dividere in due parti:

- Ricerca

- Applicazione

Potremmo parlare per pagine e pagine di come il Dr. Paul Ekman sia arrivato a scoprire le microespressioni facciali e creare il sistema F.A.C.S (Facial Action Coding System), probabilmente però la maggior parte di voi vorrebbe sapere come riconosce le microespressioni facciali e perchè a volte vengono definite emozioni facciali…

Molto semplicemente le microespressioni rappresentano delle emozioni che viviamo in quel momento.

Paul Ekman, indica 6 emozioni principali che formano le microepressioni facciali e le F.A.C.S.:

Collera

Disprezzo

Tristezza

Sorpesa

Paura

Felicità

Consideriamo un aspetto prioritario: le emozioni vengono rappresentate da un insieme di microespressioni facciali (vedi come si sviluppano le microespressioni facciali?)

Per impararle infatti bisogna prima conoscere le 44 A.U. (action unit) indicate da Ekman come le microespressioni singole che può esprimere il nostro volto.

Queste A.U., combinate tra loro, formano 7000 variabili che il nostro volto può rappresentare!

Ecco perchè è fondamentale conoscere una base di anatomia facciale, così da poter distinguere quali muscoli vengono interessati in quella microespressione.

A breve a Genova il corso sulle microespressioni facciali, pacchetti all incllusive per chi viene da fuori Liguria. Richiedi info e inizia anche tu a studiare le microespressioni facciali e le F.A.C.S. (Facial Action Coding System).

Con questo articolo sulle microespressioni facciali (il quinto per l’esattezza) vedremo in vari campi professionali e personali che tipo di applicazioni possa avere questa scienza.

Innanzitutto teniamo a precisarti che  la maggior parte del tempo dedicato alle microespressioni facciali risiede nella ricerca, iniziata con Paul Ekman. Ad oggi sono diversi i centri che si occupano di trovare ulteriori dati, conferme e  statistiche per spiegare ancora meglio cosa sono le microepressioni facciali,  spaziando in campi riguardanti anche: bambini, autismo e così via.

Ecco, se dobbiamo ringraziare qualcuno, sicuramente dovremmo partire dai ricercatori, che ci danno la possibilità ogni giorno di applicare questa meravigliosa disciplina.

Partiamo con degli esempi pratici degli applicativi delle microespressioni facciali:

-Polizia: questo è uno dei campi più interessanti ma anche più difficili in cui applicare le microespressioni facciali, vista l’affluenza di persone abituate a mentire. Le microespressioni facciali, infatti, sono espressioni che si manifestano per 1/5 di     secondo, correlate a determinate emozioni come: sensi di colpa, paura ecc… Ecco perchè se un indagato non prova particolari emozioni in relazione al crimine commesso diventa complesso riconoscere i vari segnali di menzogna.

-Politica: le microespressioni vengono comunque trasmesse subliminalmente a chi ci ascolta. Ecco perchè alcuni politici si avvalgono di esperienza nel trasmettere determinate emozioni tramite le microespressioni. Non essendo tuttavia ancora così conosciute in Italia, sarebbe conveniente impararle e divertirsi tantissimo nel riconoscere i segnali di menzogna dei politici.

-Vendita: un altro campo particolarmente interessante dove applicare tanto il F.A.C.S. (facial action coding system). Riconoscere in un cliente un sorriso trattenuto (ma     sincero) o un segnale di disgusto può fare ampiamente la differenza sulla riuscita di una vendita. Ovviamente mettiamo in guardia futuri venditori da strapazzo: le microespressioni richiedono studio e frequenza attiva. Non basta leggere     due libri, guardarsi Lie to me o scaricarsi due software per conoscerle, quindi      scordatevi il fast food vista la difficoltà nel riconoscere determinate microespressioni (1/5 di secondo!) e la complessità con cui una microespressione si trasmette, spesso e volentieri in combinazioni di  4,5 o 6 muscoli in contemporanea.

-Università / Colloqui: come sarebbe riuscire a sapere immediatamente se siamo o no sulla strada giusta?

-Rapporti interpersonali: nonostante molte persone siano attratte dal conoscere la verità, siate molto cauti, alcune volte queste discipline possono diventare malattie, a volte alcune cose è meglio non saperle :)

Il corso sulle Microespressioni facciali è da oggi disponibile.

Richiedi informazioni.

Spesso e volentieri sentendo parlare di microespressioni facciali, le cosiddette FACS, aleggia nell’aria una domanda:

Come capire le differenze tra microespressioni facciali e linguaggio del corpo? E cosa hanno in comune?

Per capire come si sviluppano le microespressioni facciali, facciamo un piccolo passo indietro partendo da una delle basi della programmazione neuro linguistica (PNL). La comunicazione si distingue in (vedi come comunicare. I 3 livelli della comunicazione):

1)   VERBALE: le parole che usiamo

2)   PARAVERBALE: il suono della voce.

3)   NON VERBALE: tutto il resto (prossemica, gestualità, espressività…)

PUNTI IN COMUNE tra linguaggio del corpo e microespressioni facciali:

  • entrambe appartengono alla categoria del non verbale.
  • non c’entrano nulla con la PNL anche se ai fini della comunicazione efficace è veramente utile conoscerle, ecco perchè spesso e volentieri vengono insegnate ai corsi di PNL.
  • richiedono una capacità di osservazione notevole (ovviamente si sviluppa col tempo).
  • hanno bisogno di costante e perseverante allenamento.
  • sono molto ma molto affascinanti.

Come capire le differenze tra microespressioni facciali e linguaggio del corpo? Eccole qua:

DIFFERENZE

  • delle microespressioni non si sa molto a parte gli studi di Paul Ekman, per quanto riguarda il linguaggio del corpo invece ci sono libri su libri.
  • le microespressioni studiano la faccia. Il linguaggio del corpo studia tutto il corpo umano.
  • le microespressioni facciali richiedono una velocità di osservazione notevole, il linguaggio del corpo aggiunge una piccola difficoltà.

Bisogna sapere come nascono le microespressioni facciali, e successivamente, “come capire le differenze tra microespressioni facciali e linguaggio del corpo” sarà ancora più facile.

Sull’onda del telefilm “Lie to me” ecco un nuovo argomento destinato ad illuminare gran parte del “linguaggio del corpo”, spesso e volentieri insegnato in maniera superficiale ma che contiene al suo interno tante consapevolezze da approfondire, come ad esempio le microespressioni facciali.

Ma quanto c’è di vero? E soprattutto la mimica facciale cos’è?

Tanto, per iniziare a studiarle adesso e finire tra 40 anni (come il Prof. Ekman insegna), ma troppo poco per un uso comune.

Da non confondere infatti con la PNL (programmazione Neuro Linguistica). Una neuro scienza moderna che ha tra i vantaggi primari il miglioramento personale e un utilizzo 24 ore su 24.

Alcuni seminari di PNL approfondiscono anche questo genere di tematiche.

Le microespressioni facciali in linea teorica hanno dei fondamenti saldi. Nel pratico visto che interagiscono 2 o + persone, iniziano a vacillare per via di determinate problematiche:

1)ciò a cui poca gente da veramente importanza è l’ambiente in cui si crea una microespressione. In mezzo ad una strada e/o con altre persone e/o tra mille distrazioni, le microespressioni hanno un valore pressochè pari allo zero. Provare per credere.

Bisogna prima chiedersi come favorire la naturalezza e la sintonia in chi ci sta davanti. E tu sai creare sintonia?

2)facciamo circa 60.000 pensieri al giorno, quasi 1 al secondo. Come facciamo a sapere con sicurezza matematica che quella microespressione sia dovuta a ciò che crediamo noi e non ad un pensiero conscio o inconscio generato da chi ti sta davanti???

Non sappiamo quindi come capire il linguaggio del corpo.

3)la veridicità delle microespressioni dipende in larga misura dalle abilità di chi le analizza (il lightman group nel telefilm lie to me) , quindi prima di partire in quarta spendendo soldi in corsi e libri sulle microespressioni fatti queste domande:

    • come posso comunicare efficacemente?
    • come si costruisce una domanda?
    • come posso raggiungere un atteggiamento neutrale?
    • chi me le insegna, quanti anni di formazione e quanta esperienza ha alle spalle?

e soprattutto……. A COSA SERVE CONOSCERE LE MICROESPRESSIONI FACCIALI?

Se la risposta è: capire chi mi prende in giro e se il mio/ la mia partner mi hanno fatto le corna non riuscirai mai ad ottenere un atteggiamento neutrale!

Continua…

Impara le tecniche di riconoscimento delle 6 emozioni primarie decodificate da Paul Ekman frequentando

il SEMINARIO IN MICROESPRESSIONI FACCIALI

oppure guarda i post scritti “microespressioni facciali. Il corso” e “microespressioni facciali?

oppure richiedi informazioni di approfondimento

Imparare l’inglese oggi è di fondamentale importanza, non è più la lingua del futuro ma quella del presente.

Nel lavoro, nella vita personale, su internet più in generale è di vitale importanza conoscerla. Ecco quindi uno strumento “magico” potremmo definirlo così, per poter ricordare e memorizzare i vocaboli di inglese con una abbagliante facilità.

Nella lingua inglese solitamente sono 3 i passaggi importanti:

-imparare la grammatica

-imparare i vocaboli

-acquisire fluidità.

Ora, quanti anni si studia l’inglese?

  • 5 di Elementari?
  • 3 di Medie?
  • 5 di Superiori?
  • 1-5 di Università?.

A volte un ragazzo dedica anche quindici anni (quindici! Ma stiamo scherzando?) allo studio di questa lingua e ciononostante ancora non ci sentiamo a nostro agio!

Da cosa dipende tutto ciò? Dalla nostra capacità di ricordo! L’inglese se non si usa si dimentica e comunque va ricordato. Non ricordarsi un vocabolo o un verbo porta una insicurezza incredibile nella nostra comunicazione e, al contrario, ricordarcelo ci porta ad un livello di sicurezza confortante.

Ma cosa fa veramente la differenza nella comunicazione?

I VERBI IRREGOLARI

Ecco perché scriviamo quest’articolo. Perché l’audio corso d’inglese ti nasce con lo scopo di imparare tutti i verbi irregolari in sole tre ore di ascolto!

Impossibile?

Bhè per fortuna c’è la possibilità di provare con i primi verbi irregolari gratuitamente

Buon divertimento!

P.S.: lo strumento che state per apprendere utilizza si basa sull’utilizzo dell’emisfero destro. Verranno sfruttate caratteristiche del nostro cervello che generalmente attiviamo solo quanto ci piace qualcosa. Quindi se ti diverti, ti sembra facile, ti viene da ridere……va tutto bene. In fondo le cose che ci ricordiamo meglio sono quelle che ci piacciono di più no? (vedi corso di memoria CIAO ON LINE)