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Oggi parleremo delle microespressioni facciali e degli

8 stili di espressione che Ekman ha delineato:

1) Trasparente: tutti abbiamo un amico al quale gli si

“legge in faccia tutto”. Questo genere di persone sono

trasparenti e lasciano trapelare tutto. Sono le persone

che si stupiscono quando qualcuno gli dice “ti vedo

preoccupato” ;-) (escludendo la lettura nel pensiero).

2) Espressione Opaca: al contrario della mimica

trasparente c’è quella opaca. Persone che sono di natura

“degli ottimi giocatori di poker” perché dalla loro mimica

trapela poco. Spesso queste persone vengono prese

per alessitimiche (cioè senza emozioni)…ma in realtà

questa caratteristica è tipica della espressione “in bianco”.

(che non è la faccia che fa uno quando “va in bianco” :D ))

3) Espressione inconsapevole: questo è lo stile

di chi “non si accorge” delle proprie espressioni. E,

quello che Wiseman chiamerebbe una persona a basso

auto-monitoraggio. Se fai parte di questa categoria è

possibile che a volte “caschi dalle nuvole” quando

qualcuno “ti legge nel pensiero” ;-) )

4) Espressione in bianco: simile alla espressione opaca,

con la differenza che questa è davvero illegibile. Queste

persone non sono coscienti di questo e credono di esprimere

normalmente le loro emozioni….con grande difficoltà.

5) Espressione vicaria: ti capita mai di trovarti a fare

una espressione di tristezza quando in realtà sei

arrabbiato? Se si…e se non te ne rendi conto allora significa

che hai questo stile di espressione. Spesso questo genere di

persone per essere convinte della realtà hanno bisogno di

vedersi video registrate, tata è forte la loro convinzione di

avere quella specifica emozione dipinta sul volto.

Continua nel prossimo post sulle microespressioni facciali e gli 8 stili

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Continuiamo il post “i metaprogrammi a selezione funzionale. continua…

5. RELAZIONE: indica come l’individuo decodifica le informazioni a sua

disposizione. In particolare, ogni persona potrà essere:

ADEGUANTE

(individua principalmente le similitudini

tra le cose, gli eventi,ecc.)

Es. La scuola superiore e l’università

hanno in comune il fatto di non preparare

adeguatamente lo studente al mondo del

lavoro

DISADEGUANTE

(focalizza la sua attenzione sulle

differenze esistenti tra le cose)

Es. La scuola superiore e

l’università sono differenti in

quanto adottano due metodologie

diverse

Domande di estrazione:

“Che relazione esiste tra X ed Y?”

“Che rapporto esiste tra X ed Y?”

Ricordate che nella formulazione delle domande dovrete fare attenzione a

non condizionare la risposta del vostro interlocutore.

Infatti, se anziché chiedere il tipo di relazione esistente tra due elementi

chiedeste quale differenza o similitudine sussiste tra di essi, ovviamente la

risposta verrebbe“influenzata”.

Pertanto, siate sempre molto attenti a non influenzare il feed-back del

vostro interlocutore: in caso contrario, l’esito della vostra ricerca sarà già

viziato in partenza!

Continueremo nel prossimo past sulla PNL

Richiedi informazioni sul seminario Ciao PNL

Continuiamo il post sui metaprogrammi a selezione funzionale

POSSIBILITA’

(presta maggiore attenzione

alle alternative ed alle scelte)

Es. Ho deciso di cambiare lavoro

perché c’è la possibilità di

crescere.

NECESSITA’

(presta maggiore attenzione a ciò

al “dovere” ed al “necessario”)

Es. Ho deciso di cambiare lavoro

perché è necessario, perché

devo crescere.

Per estrarre il metaprogramma “ragione” le domande da formulare sono:

“Per quale motivo?”

“Perché fai questo?”

“Perché hai deciso di agire così?”

La risposta verrà formulata in termini di possibilità o di necessità.

3. CONTROLLO:  attraverso questo metaprogramma è possibile stabilire se

l’individuo, in un contesto particolare, agisce direttamente sulla realtà oppure se

attende che qualcosa accada dall’esterno per poi potere reagire.

In altri termini ognuno di noi può essere:

PROATTIVO

(è l’individuo stesso

a provocare gli eventi,

Es. Mi sono iscritto a questa

Facoltà universitaria perché

voglio avere più possibilità

di trovare un lavoro dopo la

laurea.

REATTIVO

(l’individuo reagisce

agli eventi)

Es. Mi sono iscritto a questa

facoltà perché nelle altre

non c’erano più posti.

Esempi di domande di estrazione:

“Com’è andata oggi?”

“Come va il lavoro?”

Il vostro interlocutore non potrà che rispondervi svelandovi, così, in seguito a

domande specifiche, la sua proattività/reattività.

Continua nel prossimo post sulla pnl e i metaprogrammi a selezione funzionale

Continuiamo il post i metaprogrammi a selezione funzionale

Ma com’è possibile estrarre il metaprogramma “direzione”?

Semplicemente formulando domande quali:

“Cosa ti spinge a…?”

“Perché fai…?”

“Per quale ragione hai deciso di…?”6

Attraverso queste domande il vostro interlocutore vi fornirà delle informazioni

precise in merito al suo approccio (verso/lontano da) relativo al contesto in questione.

Ricordate, inoltre, che ognuno di noi – in un contesto ben specifico – tendenzialmente

tende ad esprimersi sempre nella stessa “direzione”, anche se difficilmente

incontreremo un “verso” od un “lontano da” puri.

Ad esempio, immaginiamo di chiedere ad un nostro amico la ragione per la quale ha

deciso di presentare le dimissioni all’azienda presso la quale ha lavorato per anni.

Egli vi risponde: “Ho deciso di andarmene perché volevo evitare che la situazione

degenerasse.  Inoltre volevo allontanarmi da quell’ambiente statico e lassista che

ormai non mi stimolava più.  Ma soprattutto sai perché ho deciso di non continuare a

collaborare con questo team? Perché  voglio trovare qualcosa di meglio,  voglio

crescere professionalmente ed umanamente e con loro, di sicuro, non ci riuscirò

mai!”.

Cosa avete notato di particolare in questa risposta?

Il nostro amico si è pronunciato con una percentuale maggiore di “lontano da” anche

se ad un certo punto ha utilizzato dei predicati verbali esprimendosi in termini di

“verso” (“…voglio trovare qualcosa di meglio, voglio crescere professionalmente ed

umanamente…”).

Questo ci dimostra, quindi, che raramente troveremo un individuo assolutamente

verso o  lontano da qualcosa, anche se poi nel relazionarci con lui potremo

funzionalmente individuare quale metaprogramma “direzione” utilizza

preferibilmente in quel contesto, al fine di ricalibrare la nostra comunicazione con lui.

2. RAGIONE:  indica ciò da cui è motivato ogni individuo. In particolare indica se

quest’ultimo è motivato da…

Continua nel prossimo post sulla pnl e i metaprogrammi a selezione funzionale

Ritorniamo a parlare di pnl e metaprogrammi. Parliamo dei metaprogrammi a SELEZIONE FUNZIONALE.

A differenza dei metaprogrammi a selezione primaria che sono sempre gli stessi e che si ripetono per tutto l’arco della nostra esistenza, quelli a selezione funzionale sono situazionali, ossia variano in funzione del contesto in cui ognuno di noi si trova.

Cambiando il contesto variano infatti anche i comportamenti che sono proprio condizionati da un determinato numero e tipo di filtri,  raccolti all’interno della categoria dei metaprogrammi a selezione funzionale.

Essi sono individuabili in base alla prevalenza di una delle alternative possibili sulle altre, dato che per ogni metaprogramma a selezione funzionale – a differenza del precedente – le alternative a disposizione variano da due a cinque.

I filtri che appartengono a questa categoria sono quindi piuttosto numerosi.

Pertanto, ne prenderemo in considerazione soltanto 9.5

1. DIREZIONE  (indica quale approccio ognuno di noi ha nei confronti di qualsiasi

evento, decisione, azione).

In ogni contesto, infatti, chiunque può essere:

LONTANO DA…

(si presta maggiore attenzione alle

conseguenze che si vogliono evitare

od ai rischi che si possono correre)

Es. Voglio studiare per non correre il rischio di essere bocciato.

VERSO

(si presta maggiore attenzione agli obiettivi

che si intendono raggiungere)

Es. Voglio studiare perché voglio essere promosso.

Normalmente la ragione per la quale ogni individuo è spinto ad agire in una direzione

piuttosto che in un’altra è dovuta al fatto che ognuno di noi,  nella propria vita, agisce

in funzione di due motivazione fondamentali:

- per avvicinarsi al PIACERE

- per allontanarsi dal DOLORE

Chi, in un determinato contesto, è più propenso ad avvicinarsi al piacere si esprimerà

in termini di “verso” (“Voglio lavorare bene per avere una crescita professionale, per

potere migliorare la mia posizione in azienda,  per favorire un mio inserimento

all’interno del team”);

viceversa chi – sempre nello stesso contesto – vuole principalmente allontanare

rischi, evitare delusioni o dolori si esprimerà in termini di “lontano da” (“Voglio

lavorare bene perché non voglio essere licenziato e perché voglio evitare che i miei

colleghi mi discriminino”).

Continua nel prossimo post sui metaprogrammi a selezione funzionale

Continuiamo il post di ieri “I metaprogrammi in pnl“…Ci troviamo di fronte ad un manager rampante il quale, durante l’intervista, non fa altro che prestare attenzione a tutto ciò che si riferisce al tempo,  ai luoghi ed alle attività.

Persona puntuale e precisa, conosce alla perfezione il territorio e tutti i quartieri “a rischio”; parla in continuazione di tutte le precedenti esperienze lavorative che hanno arricchito il suo curriculum e si dimostra molto motivato ad intraprendere questa

attività in quanto – a suo avviso – essa rappresenta un trampolino di lancio per la sua carriera.

Ed i bambini a rischio?

Nessun riferimento.

Non parla di persone, né di esperienze vissute al fianco dei piccoli più sfortunati.

Conclusione?

Nonostante la preparazione tecnica molto probabilmente scarterete il candidato, in quanto il suo metaprogramma “persone” è del tutto inesistente e pertanto le sue caratteristiche non sono quelle richieste dall’ente che vi ha commissionato la selezione.

Ma la conoscenza di questi metaprogrammi può esservi utile anche in altri contesti, ad esempio per persuadere un amico ad accompagnarvi in una vacanza.

Sapendo, infatti, che egli applica i metaprogrammi “attività”, “persone” e “tempo”, ovviamente dovrete sforzarvi di prescindere da riferimenti inerenti “il perché” della vostra richiesta (voglio che tu venga con me perché sono sicuro che ci divertiremo),

dai luoghi che visiterete (in quella zona ci sono delle città incantevoli) e dalle cose che utilizzerete (durante il viaggio, se senti nostalgia di casa, potremo portare con noi le fotografie delle nostre famiglie).

Fate piuttosto riferimento a cosa farete durante la vacanza (potremo fare meravigliose escursioni, andare a mare,  fare trekking, giocare a tennis, divertirci in discoteca), alle persone (pensa a tutti gli stranieri che incontreremo, a tutte le persone con le quali ci

relazioneremo), al  tempo che trascorrerete assieme (ci vogliono solo due ore per arrivare a destinazione e poi immagina quanto ci divertiremo per una settimana intera, io e te, 24 ore su 24!).

Pertanto, indipendentemente dalle persone con le quali vi relazionerete e dal perché, pensate soltanto che avrete uno strumento in più per osservare, analizzare ed utilizzare queste informazioni (le quali vi daranno utili indicazioni sulle competenze,

predisposizioni e potenzialità del vostro interlocutore) al fine di raggiungere in maniera efficace i vostri obiettivi!

Continueremo a parlare di pnl nel prossimo post…

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