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Continuiamo il post sulla pnl e gli ancoraggi

Avendo creato degli ottimi presupposti di ancoraggio,  al termine del discorso, è

possibile che ogni persona intervenuta abbia collegato il bene (e quindi Voi) in una

direzione spaziale ben determinata ed il male in quella opposta.

Utilizzando, quindi, un semplice gesto sarete allora in grado di spostare l’attenzione

su un messaggio per voi rilevante.

E questo messaggio verrà accolto non a livello cosciente bensì subliminalmente.

Badate bene,  in questo modo nessuno potrà rimproverarvi di avere parlato male di

qualcosa o di qualcuno: la vostra correttezza ed imparzialità saranno incontestabili

ma voi riuscirete comunque nel vostro intento!

Giunti a questo punto è opportuno chiederci come sia possibile, più concretamente,

individuare ed utilizzare l’ancora.

Per far ciò possiamo avvalerci di un semplice esercizio che possiamo fare

individualmente o, meglio ancora, assieme ad un’altra persona.

1. Riviviamo un’esperienza significativa (possibilmente positiva,  in

questo caso     specifico) in associato.

2. Individuiamo la risorsa principale che genera in noi sensazioni

piacevoli ed     amplifichiamola (magari aumentando la luce,

ingrandendo l’immagine, ecc.)

3. Raggiungiamo il picco massimo

4. Ripetiamo l’intero esercizio

5. Lanciamo l’ancora (identificabile in un semplice gesto, ad esempio

stringendo con la mano sinistra il polso destro)

6. Verifichiamo l’efficacia dell’ancoraggio, ripetendo il gesto e

verificando se la sensazione amplificata di prima si ripresenta o meno

Questo strumento sarà utilissimo per creare un clima comune di condivisione di certe

sensazioni o percezioni: potrete in tal modo ancorare un’immagine, un concetto,

conferendo ad essi delle accezioni positive o negative in funzione dei vostri obiettivi.

Parliamo oggi di pnl e ancoraggi…

Una tecnica che vi tornerà utile durante tutte le fasi del vostro discorso sarà quella

dell’ancoraggio grazie alla quale sarete in grado di collegare certe percezioni,

sensazioni e reazioni a determinati gesti che voi deciderete di utilizzare a tal fine.

Ricordate l’esempio degli odori, musiche od immagini in grado di evocare in voi,

immediatamente, dei ricordi ben precisi?

E quello della canzone che ha fatto da colonna sonora alla vostra storia d’amore più

importante, ascoltando la quale, dopo parecchi anni, riuscite a rivedere le immagini

per tanto tempo conservate nel cassetto della memoria, riprovando le emozioni di uno

sguardo o di una carezza, riuscendo addirittura ad inalare gli odori tipici di quel

tempo ormai passato?

Ed ancora, ricordate l’esempio relativo degli obiettivi esposti dal formatore

unitamente a quelli delle altre società “concorrenti”?

Con un semplice gesto, ad esempio lo spostamento della vostra mano verso la vostra

destra, sono stati illustrati più volte i vostri obiettivi, i sogni condivisi dalla platea, le

mete che siete riusciti a raggiungere fino a quel momento.

Successivamente, parlando delle altre società, è stata spostata la mano verso sinistra,

analizzando in maniera del tutto imparziale le loro caratteristiche.

Allontanando, poi, l’attenzione del pubblico da quanto detto fino a quel momento da

voi, avete introdotto una metafora sul concetto di bene (spostando nuovamente la

mano verso destra) e su ciò che è male (sinistra).

Reiterando questa gestualità, non avete fatto altro che “ancorare” l’immagine positiva

in una direzione e quella negativa nella direzione opposta.

Infine, asserendo la vostra fiducia relativamente alla lungimiranza delle persone

intervenute al vostro discorso, sottolineando l’importanza della libera scelta di

ognuno e concludendo affermando: “Se sceglierete la nostra società (indicate la

vostra destra) od un’altra (sinistra) non importa. Ciò che è importante è che voi

scegliate la strada migliore da percorrere (rivolgete nuovamente la vostra mano verso

destra)”.

Continueremo a parlare di pnl e ancoraggi nel post di domani…

Continuiamo con l’argomento “metaprogrammi…”

METAPROGRAMMI A SELEZIONE TEMPORALE

TEMPO PREFERENZIALE

(periodo a cui l’individuo presta

maggiormente attenzione)

5. CONCLUSIONI

Se non l’avete fatto prima, provate adesso a prestare maggiore attenzione alla

prossima scambio di idee che avrete con il vostro datore di lavoro con una persona

cara.

Analizzate i filtri utilizzati dal vostro interlocutore: quali metaprogrammi ha

applicato?

Presta maggiore attenzione alle cose, alle persone od alle attività?

E un “verso” od un lontano da?

Ragiona in termini di “necessità” o di “possibilità”?

Ha una referenza interna od esterna?

E’ “urbano” o “rurale”?

Continuate ad interrogarvi sui filtri applicati dagli altri e poi metteteli a confronto con

i vostri: in tal modo riuscirete a trovare i punti di contatto, quelli divergenti, ma

soprattutto darete a voi stessi un’ulteriore strumento per creare SINTONIA,

CONDIVISIONE, MOTIVAZIONE con le persone che vi circondano.

Ciò non significa modificare o, addirittura, rinnegare le vostre priorità, tutt’altro! Se

la vostra percezione fosse questa di sicuro il vostro percorso di crescita sarebbe

minato.

Provate a considerare, invece, l’analisi dei metaprogrammi come uno strumento in

più che vi consentirà di osservare il mondo sotto punti di vista differenti.

Ciò non porterà altro che ad un ulteriore arricchimento della vostra persona.

Non è affatto detto che i nuovi elementi ai quali presterete attenzione riscontreranno

il vostro gradimento, ma sarete almeno in grado di aumentare il vostro spirito critico,

le vostre abilità di osservatori, la vostra capacità di comprensione delle diversità.

Come un fotografo – che “viviseziona” la realtà attraverso il suo obbiettivo – potremo

registrare ed elaborare ciò che ci sta di fronte con nuove lenti, filtri, luci e posizioni.

Continua nel prossimo post sui metaprogrammi

Continuiamo il post di ieri “metaprogrammi

Domande di estrazione:

Mi parli di un tuo obiettivo?”

Come ti poni di fronte ad un progetto?”

CHUNKS:

indicano come l’individuo analizza le informazioni. Infatti, ognuno di

noi, in riferimento a contesti particolari, utilizza chunks:

PICCOLI

(presta attenzione prima ai piccoli pezzi

d’informazione per poi arrivare al “tutto”)

Es. Oggi ho cucinato, ho apparecchiato la

tavola, mi sono seduto ed infine ho

mangiato la zuppa)

GRANDI

(presta attenzione principalmente ai grandi

pezzi d’informazione per poi scendere nei

dettagli)

Es. Oggi ho mangiato la zuppa.

Domande di estrazione:

Cosa hai fatto oggi?” “Cosa hai mangiato ieri?”

Dove sei andato in vacanza e che cosa hai visto?”

INDICE DI RIFERIMENTO:

indica “per chi” facciamo le cose.

SE’

(presta attenzione a ciò che lui stesso

vuole, fa le cose per sé)

Es. Ho deciso di prendere la laurea

per me stesso

ALTRI

(presta maggiore attenzione a ciò

che gli altri vogliono o si

aspettano da lui)

Es. Ho deciso di laurearmi perché

questo era ciò che i miei genitori si

aspettavano da me

Domande di estrazione:

Perché hai compiuto questa scelta?”

Perché lo fai?”

Continua nel prossimo post …

Continuiamo l’ultimo post sulla programmzione neuro linguistica e i metaprogrammi…

AFFILIAZIONE:

indica la percezione che un individuo ha in relazione agli altri. Ogni individuo potrà, infatti, essere:

Domande di estrazione:

“Parlami del tuo ambiente di lavoro” “Parlami del tuo gruppo di amici”

“Mi parli della riunione?”

Dalle risposte sarà possibile evincere se il nostro interlocutore è aggregante o disaggregante.

AGGREGANTE

(presta maggiore attenzione al NOI, tende sostanzialmente

a CONDIVIDERE con il gruppo)

Es. Siamo andati tutti assieme in pizzeria, il nostro gruppo è molto unito.

DISAGGREGANTE

(Tende a prestare maggiore attenzione all’”IO”, a se stesso, tende a creare uno spartiacque tra sé ed il resto. Preferisce l’indipendenza)

Es. Sono andato in pizzeria assieme al mio gruppo, io ed il mio gruppo siamo molto uniti.

ATTENZIONE A: identifica l’approccio di ogni individuo agli obiettivi, ossia il modo od il fine che si prefigge per raggiungere un risultato. Pertanto ognuno di noi, a seconda del contesto, potrà prestare attenzione a:

Domande di estrazione:

“Mi parli di un tuo obiettivo?” “Come ti poni di fronte ad un progetto?”

OBIETTIVO

(presta attenzione al raggiungimento dell’obiettivo piuttosto che al “come” tale obiettivo viene raggiunto)

Es. Quando realizzerò questo progetto….

PROCESSO

(presta attenzione a “come” raggiungere l’obiettivo. Ha bisogno di programmare)

Es. Per realizzare questo progetto dovrò necessariamente fare.

Continua nel prossimo post sulla pnl e metaprogrammi

Continuiamo il post di ieri “gli 8 stili delle microespressioni facciali“…

6) Espressione congelata: alcune persone per diversi

motivi hanno sempre disegnata sul volto una specifica

emozione…alla Joker per intenderci ;-) ) Questo può essere

dipeso da 2 fattori…il primo è per motivi fisiognomici (sei

nato così) oppure per incidenti. Mentre la seconda può

dipendere da abitudini a restare con il viso in quella

determinata smorfia (anche questo fattore ha mille

cause diverse).

7) Espressione pronta all’uso: ci sono persone che,

per motivi sociali, rispondono sempre con una certa

espressività. Questa emozione prende il posto di quella

reale, nel senso che quella vera appare subito dopo

questa. Solitamente sono emozioni di sorpresa oppure

di gioia… spesso questa è una emozione imparziale,

cioè solo alcune parti del viso la esprimono.

8) Espressione pervasiva: questa è molto simile alla

“espressione congelata” ma diversamente da questa,

l’espressione pervasiva è davvero una caratteristica del

carattere della persona. Qualunque tipo di emozioni

presenti c’è sempre questa emozione a colorarla. Ti

sembrerà assurdo ma ci sono davvero persone che

mostrano sempre (es.) la gioia…e anche quando sono

tristi sembrano sorridere.

Bene, questi 8 sitili espressivi sono stati osservati da

Ekman e Fiesen durante i loro studi, e la cosa più

interessante è cercare di capire quale stile “sei tu”…

tenendo sempre a mente che potresti avere uno o più

combinazioni di questi stili…ecco la semplice procedura

descritta dai due studiosi: scattati alcune foto mentre

mostri le emozioni di base e poi confrontati allo

specchio.

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