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ESEMPI TRATTI DALLA PROVA DI AMMISSIONE AL CORSO DI LAUREA

IN MEDICINA E CHIRURGIA

ANNO ACCADEMICO 2010 / 2011

QUESITO n 22.

Se affermo “nessun elefante ha tre zampe”, allora deduco che:

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Simulare al meglio una prova concorsuale per l’ingresso alle facoltà a indirizzo sanitario come ad esempio MEDICINA E CHIRURGIA, ODONTOIATRIA, VETERINARIA, e varie altre è oggi sempre più fattibile grazie all’utilizzo di alcune strategie linguistiche (che si possono apprendere facilmente grazie ad un mirato corso di Pnl).

Leggendo i 4 brani sotto riportati, potrai verificare la presenza di quelle forme linguistiche che possono aiutare a identificare la risposta corrette tra le opzioni di scelta riportate.

  • BRANO 1  – CASO NON DEDUCIBILE -

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La memoria a breve termine (MBT), detta anche memoria primaria o attiva, è quella parte di memoria che ci permette  di conservare informazioni per un periodo breve.

Si parla spesso delle differenze tra Memoria a breve termine e a lungo termine cerchiamo di capire le caratteristiche della prima delle due.

Vediamo un caso di memoria a breve termine: essa consente ad esempio di memorizzare e gestire una quantità d’informazioni chiamata span tra i 5 e i 9 elementi per una durata di 20 secondi circa. E’ il principio del 7+ – 2, secondo il quale il nostro cervello riesce a percepire e memorizzare contemporaneamente da un minimo di 5 ad un massimo di 9 elementi in simultanea.

Le memorie a breve termine sono legate al fatto che un’esperienza viene mantenuta in un circuito fcomposto da vari neuroni e dai loro assoni sotto forma di una leggera attività elettrica che continua a percorrere questo circuito diverse volte finché questa attività non stimoli la formazione di contatti stabili tra cellula e cellula, e in alcuni casi la produzione di sottili prolungamenti che “chiudono il circuito” in una catena di neuroni.

Attualmente, al posto di memoria a breve termine gli psicologi cognitivi preferiscono parlare di “working memory” (WM) o memoria di lavoro, come tentativo di descrivere con più accuratezza  le dinamiche della memoria a breve termine (MBT).  Questo modello, proposto nel 1974 da  Alan Baddeley e Graham Hitch, è tripartito. Prevede un sistema attenzionale, l’esecutivo centrale che supervisiona due sistemi ausiliari: il ciclo fonologico o loop, che mantiene per breve tempo le informazioni uditive e verbali, e il taccuino visuo-spaziale, impegnato invece nellarappresentazione dello spazio. Nel 2000, Baddeley ha aggiunto un ulteriore sistema chiamato Episodic Buffer.

Il modello tripartito di Baddeley ed Hitch venne teorizzato come alternativa a quello dei magazzini a breve termine formulato da Atkinson e Shiffrin. Attualmente l’ipotesi della tripartizione della memoria di lavoro è stata ulteriormente elaborata da Baddeley stesso e da altri co-autori, ed oggi è la teoria dominante. Esistono comunque una varietà di visioni alternative che forniscono differenti prospettive rispetto alla struttura del sistema di MDL.

Il concetto di working memory sviluppa precedenti idee elaborate a partire dagli anni cinquanta dalla psicologia cognitivista, che inizia ad occuparsi di diverse forme di memoria. In particolare la working memory è legata al concetto di memoria a breve termine, intesa come una parte di informazioni che vengono intrattenute temporaneamente dal sistema memoria, con una portata breve. È quindi un sistema per l’immagazzinamento temporaneo e di manipolazione dell’informazione, costituendo un link tra percezione ed azione controllata. L’architettura multicomponenziale del modello costituisce un superamento del vecchio modello dei “magazzini”di Atkinson e Shiffrin, che descrivevano la memoria di lavoro come un magazzino unitario capace di contenere e manipolare le informazioni e allo stesso tempo di esercitare le funzioni cognitive, senza che i compiti interferissero tra loro. E’ grazie a teorie come i livelli di elaborazione (Craik e Lockhart. 1972) e allo sviluppo di tecniche come l’interferenza selettiva, che  nel 1974  Baddeley e Hitch propongono il modello tripartito di working memory, poi perfezionato e integrato negli anni.

Per capire quali strategie consentano di ottimizzare le risorse naturali della nostra memoria, e consentire il passaggio delle informazioni da una memoria a breve termine nel lavoro ad un ricordo più duraturo nel tempo,

clicca su  ”CORSI DI TECNICHE DI MEMORIA

potrai da solo misurarti con te stesso per capire quanto valore in più ha la tua capacità mnemonica.

Le microespressioni facciali come si imparano? e cosa sono?

sono espressioni che compaiono sul nostro volto per circa  1/5 di secondo,  manifestando le emozioni del momento. Data la loro brevità è praticamente impossibile falsificarle. Il nostro  viso non mente. Una contrazione dei muscoli in un certo modo piuttosto che in un altro è un chiaro segno di una determinata emozione.  Il volto e il corpo, attraverso il loro linguaggio comunicano più di mille parole. Non possiamo “non comunicare” qualcosa attraverso il nostro corpo o la nostra mimica facciale. E’ impossibile controllarle le nostre microespressioni.  Neanche il più abile ed esperto mentitore riuscirebbe a trattenere una microespressione dettata da una determinata emozione in quel preciso istante. Conoscerle le microespressioni facciali ci aprirà un mondo, e ci permetterà di scoprire molte cose sui nostri interlocutori. Se sono sinceri, se cercano di nascondere il loro imbarazzo, se sono indignati,  se sono davvero tristi o felici.

Paul Ekman, il primo studioso di microespressioni facciali, ha individuato 6 emozioni principali che dettano una microespressione: felicità, paura,disprezzo,sorpresa, tristezza, collera.

Quanto è importante “leggere” il volto? Quanto può farci la differenza capire la reale emozione provata da chi ci è accanto? L’abilità particolare non sta soltanto nel riconoscere la microespressione con la relativa emozione, ma nel saperla cogliere nel tempo che dura, cioè una  frazione di secondo. E’ quel piccolo dettaglio a fare la differenza.

Vuoi saperne di più? Le microespressioni facciali sono on line. La tua curiosità sta per essere soddisfatta. Come e dove trovare le microespressioni on line?

  • È stato già svolto un interessantissimo laboratorio tematico a riguardo. Potrai guardarlo consultando il nostro sito www.formazionepersonale.it , accedendo all’archivio della live TV.
  • Scaricando il programma dei laboratori tematici, sempre accedendo al sito, potrai consultare le prossime date nelle quali sarà affrontato questo tema.
  • Puoi ancora documentarti on line sulle microespressioni consultando i vari articoli del nostro blog, sia sulle microespressioni che su Ekman
  • · La notizia straordinaria è che per la prima volta in Italia, sta per prendere il via il corso sulle microespressioni facciali – F.A.C.S. – della nostra società, la Cordua Formazione. Potrai studiarle, apprenderle e iniziare a fare pratica con dei software appositi.

Immagina come sarà una volta che, con un po’ di pratica ,sarai diventato un abile riconoscitore. Con pochi clic, il mondo delle microespressioni facciali è tutto vero e a tua disposizione.

Scarica adesso il programma del corso sulle microepsressioni facciali !

oppure contattaci allo

010 – 589501

Come riconoscere un’espressione facciale come la Rabbia prima che sfoci in un’azione aggressiva ?

Nel video che ti riportiamo potrai apprezzare in maniera molto evidente cosa accade nel volto di una persona che sta per agire sotto effetto della rabbia.

Una volta osservato tutti i particolari, descrivi in maniera dettagliata cosa accade nelle 3 parti del volto.

  1. SOPRACCIGLIA / FRONTE
  2. OCCHI / PALPEBRE
  3. BOCCA

Noterai che quando vengono verificate queste 3 condizioni,

siamo certi di poter concludere che si tratta di Rabbia vera e propria senza alcun dubbio.

Riporta nello spazio riservato ai commenti, qui sulla destra, le tue considerazioni in merito al video appena visionato.

A breve pubblicheremo il post contenente la descrizione esatta di quanto ti stiamo richiedendo.

Buon lavoro

Per informazioni o iscrizioni all’apposito seminario

clicca qui

Come comunica Obama?

Barack Obama, la persona più potente al mondo.

L’essere in grado di trasmettere dei messaggi in maniera incisiva, fa di una persona un leader.

Essere in grado di trasmettere determinati messaggi davanti a milioni di persone, fa di quella persona il leader dei leader.

Ti propongo, qui di seguito, il primo discorso tenuto da Barack Obama come presidente degli Stati Uniti di America.

Lascio a te individuare tutti quegli aspetti linguistici e non, che la Programmazione neuro linguistica mette a disposizione, che rendono questo discorso memorabile, non solo per chi era li presente ad ascoltarlo dal vivo ma anche per chi lo ha ascoltato da casa.

Ti chiedo di annotarti gli spezzoni del discorso, all’interno dei quali hai riconosciuto i seguenti temi didattici:

  • LINGUAGGIO ASPECIFICO (CON IL METAMODELLO)
  • POSTULATI DI CONVERSAZIONE
  • METAFORE •TRUISMI
  • INTERPOSTA PERSONA
  • DOMANDE A COMANDO INCASTRATO
  • ANCORAGGI
  • COMUNICAZ IPOTETICA
  • MESSAGGIO TRA “VIRGOLETTE”
  • SOTTOLINEATURA ANALOGICA
  • COMANDO “NON”

Esercitarsi sulla Pnl è di fondamentale importanza per chi come te ha deciso di approfondire un certo tipo di tematica.

L’abilità nell’acquisire quella scioltezza linguistica che hai notato nel video, sul come comunica Obama, è frutto di un esercizio meticolosissimo, dove nulla viene lasciato al caso, la cura dei dettagli diventa quindi essenziale per elevare i propri standard di incisività nella comunicazione.

Per sapere quale sia la prossima data in calendario, all’interno della quale approfondire il tema in oggetto , clicca nel link riportato.

Microespressioni – L’ EVENTO –
Microespressioni – MILANO
UN CORSO SPETTACOLARE !!!