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Come memorizzare la geografia?
La posizione geografica delle nazioni, i loro nomi, le loro capitali, le lingue parlate, i popoli che ci vivono, i continenti a cui appartengono: nozioni con cui tutti noi, prima o poi, ci troviamo a fare i conti.
La geografia, un po’ come la storia (vedi come memorizzare la storia) è una materia di sfondo di molti altri argomenti: e soprattutto è una materia prettamente mnemonica. Per conoscerla è necessario imparare a memoria molti nomi astratti e spesso molto strani! E c’è bisogno di tutta la nostra capacità associativa.
In questo, le tecniche di memoria sono la miglior soluzione: un connubio perfetto fra pura memorizzazione, fra associazione e creatività!
Usando un po’ di fantasia si possono unire la posizione geografica e il nome della nazione, e poi aggiungere magari altri dettagli, come le informazioni che dicevamo prima.
E’ essenziale usare i colori! Nella memoria l’attività visiva conta circa l’83%!
Poi, una volta memorizzate, occorre una verifica: e qui entra in gioco un’idea decisamente geniale avuta da una corsista del Corso Ciao.
La ragazza in questione ha disegnato un mappamondo completamente bianco su un grosso foglio A3. Poi ha colorato le nazioni del mondo con un suo criterio e infine ha circondato il mappamondo di Post-it, uno per ogni nazione, sul quale ha scritto il loro nome.
Per capire come memorizzare la geografia, qual è l’obiettivo? Quello di divertirsi!
La sfida di questo metodo un po’ inusuale è quella di trasformare lo studio della geografia in una sorta di quiz! Dove si troverà l’Ungheria? E dove il Borneo? E con cosa confina Montevideo?
Immagini per questi nomi non è difficile trovarne: sono molto creativi! E potete esserlo anche voi (vedi creatività, scopri il tuo punto E), immaginando un’unghia gigante, piuttosto che un posto dove tutti si prendono una sbornia, e un monte dove tutti guardano dei video su YouTube!
L’obiettivo del mettere i Post-it nel posto giusto serve anche come ancora visiva: d’ora in poi non dimenticherete più dove si trovava un luogo piuttosto che un altro! Suggerirei inoltre di scegliere 5 colorazioni di Post-it differenti, una per ogni continente, così sarà ancora più semplice ricordarli!
Se poi desiderate entrare più nel dettaglio, avete un intero mondo in grado di sfornare idee, ovvero la vostra mente: quale modo migliore per stimolare le vostre doti mnemoniche del cercare soluzioni originali per divertirsi e imparare contemporaneamente?
Per sapere come diventare più creativi e capire meglio come memorizzare la geografia, leggete un nostro articolo sulla creatività (vedi memorizzare velocemente, il ruolo della creatività).
La parola “storia” deriva dal termine latino “historia”, che a sua volta deriva dal greco ἱστορία (istoría). La radice di questo termine ha origine da un verbo che ha come significato “vedere”.
Si, perché la storia, oggi materia “barbosamente” insegnata a scuola con ben pochi richiami all’immagine, era in origine una disciplina che racchiudeva in sé principalmente le fonti visive.
Il vero storico, oltre ad aver “sentito dire”, doveva sicuramente aver “visto”. La storia era ciò che la memoria acquisisce tramite l’indagine, la ricerca e colui che faceva ciò era quindi un testimone degli eventi.
Gli antichi non avevano tutti i torti.
Il vivere le cose, vederle con i propri occhi, sicuramente aiuta anche la memorizzazione: ecco perché molte fonti dell’epoca erano soprattutto orali.
Come poter applicare questa caratteristica “visiva” anche alla storia che studiamo oggi? Bisogna avere un metodo appropriato.
Innanzitutto possiamo ricordarci che tutto quello che leggiamo in un libro di storia è realmente accaduto. E se fosse accaduto a noi, alla nostra famiglia?
Molti studiosi ritengono che la memoria emotiva sia una delle nostre memorie più potenti. Ecco perché il coinvolgimento emotivo è un arma che possiamo utilizzare con un po’ di fantasia!
Un altro particolare da tenere a mente, nello studio della storia, è la sequenza degli avvenimenti. Si possono usare metodi diversi a seconda delle esigenze.
Esiste il Corso In Apprendimento Organizzato, o meglio, Corso Ciao, che ti permette di acquisire il metodo di studio organico.
1) ORGANIZZARE PER SECOLI/ANNI:
Se ci interessa ricordare gli avvenimenti principali anno per anno o secolo per secolo, la tecnica più utile è quella che permette di memorizzare velocemente con le mappe mentali, che abbiamo già nominato molte volte. E’ opportuno fare una mappa per ogni periodo (es: “gli anni ‘80” dove ci saranno in sintesi nei rami principali le cose più importanti) e poi delle mappe più specifiche per gli anni singoli (es: “1989”, dove uno dei rami sarà per esempio “Caduta del Muro di Berlino”).
Ecco come memorizzare la storia.
2) ORGANIZZARE PER TEMI:
Potrebbe capitare che ci interessi ricordare solo un tema principale di un periodo. Ad esempio: Grecia Arcaica, ci interessa l’economia, la società, la cultura. Grecia classica ed Ellenismo, idem. Invece che fare tante mappe mentali o mille tabelle, si può fare un’unica mappa mentale dove il centro sarà GRECIA, i tre rami principali saranno ECONOMIA, SOCIETA’, CULTURA, da cui si dirameranno per ognuno di questi i tre rami ARCAICA, CLASSICA, ELLENISMO, dove si andranno ad aggiungere quindi analogie e differenze tra i vari periodi. In una sola pagina si avrà tutto l’argomento, ed essendo il metodo attivo al 60% grazie all’uso dei visual, oltre a risparmiare tempo si memorizza già creando!
3) LE DATE. Come memorizzare le date storiche?
La disperazione di ogni studioso/studente di storia. Finchè sono due date va bene, ma quando diventano una trentina (se non di più) come poterle ricordare tutte con velocità, sicurezza, e soprattutto senza noia? Il metodo più adatto è senz’altro quello che prevede la conversione dei numeri nei suoni fonetici di Leibniz. Grazie a questi e con un po’ di cretività, si possono creare immagini concrete ed inconfondibili! La tecnica, oltre ad essere efficace, è estremamente divertente!
In conclusione, amanti e non della storia, suggerirei di farvi qualche domanda su quello che state studiando. Di chi si parla? Cosa ha fatto di così importante da finire su quel libro? Dove si trovava, a che periodo apparteneva?
Grazie alle domande, nasce spontaneo l’interesse per quest’argomento.
Così riuscirete a memorizzare parole chiave e concetti e le risposte diventeranno automaticamente parte della vostra memoria!
Le tecniche di memoria aiutano molto in questo campo, perché proprio come dicevamo all’inizio, lavorano con le immagini e la creatività.
Se vuoi capire meglio come memorizzare la storia richiedi informazioni sul Corso CIAO!
Oggi capiamo un po’ come funziona la lettura veloce.
Innanzi tutto, l’’imperativo è categorico: risparmiare tempo.
Ogni giorno c’è una mole impressionante di materiale scritto con cui bisogna fare i conti per essere informati ed aggiornati.
Ma come riuscire ad utilizzare, con il massimo rendimento, libri e giornali senza perdersi in letture lunghe e dispersive?
Una delle risposte è sicuramente data dall’acquisizione di strategie e metodi più efficaci, così come ne abbiamo parlato per il metodo di studio organico, dinamica analoga alla lettura veloce oggi, di cui abbiamo già parlato in precedenza.
Può sembrare incredibile, ma è stato scientificamente dimostrato che, rispetto al semplice ascolto di un argomento, la lettura – anche se non esercitata- consente comunque un tempo di acquisizione pari a un terzo di quello dell’ascolto.
Ma se il lettore utilizza tecniche di apprendimento veloce, può apprendere i temi affrontati ad una velocità addirittura venti volte superiore.
Proprio per questo esistono i corsi di Speed Reading: accelerare i ritmi di lettura senza penalizzare la comprensione anzi, migliorandola!
Gli obiettivi di questi corsi sono principalmente due:
- Consentire l’ottenimento di strategie di lettura diverse da quelle apprese a scuola
- Fornire al lettore la possibilità di impiegare il proprio tempo in modo più efficace, ottimizzando i processi di entrata delle informazioni.
In particolar modo, la lettura veloce è utile a chi ha la necessità di avere un costante aggiornamento professionale. Tutto ciò naturalmente non reca danni alle già presenti capacità di comprensione e di assimilazione, che anzi tenderanno a migliorare grazie alle nuove abitudini di lettura.
Grazie a queste tecniche, capendo come funziona la lettura veloce ed iniziando ad applicarla è possibile ridurre quel “gap” esistente tra la quantità virtuale di informazioni che il nostro cervello può elaborare in ogni unità di tempo e quella che effettivamente gli occhi inviano attraverso la lettura.
Tale scarto può finire per essere riutilizzato dal nostro cervello , che si trova in una sorta di impercettibile stand-by, per scopi diversi da quelli che il lettore si prefigge: quante volte infatti ci si sorprende completamente assorti in altri pensieri mentre i nostri occhi continuano a “leggere”, completamente indipendenti dalla nostra mente?
Questo lasso temporale, definito “tempo differenziale”, diviene ancora più insidioso quando l’argomento che stiamo leggendo non è di nostro gradimento né genera alcun tipo di emozione. In tal caso le informazioni in entrata sono talmente lente e noiose che la mente ha tutto il tempo di formulare altri pensieri emotivamente più vicini a noi, e quindi di distrarsi!
Aumentando invece il numero di informazioni che la nostra mente deve elaborare per ogni unità di tempo, attraverso la lettura veloce, le possibilità di distrazione diminuiscono, perché diminuisce lo scarto temporale inutilizzato.
C’è un esempio che viene spesso usato per far comprendere meglio che cosa accade aumentando in maniera considerevole la velocità di lettura.
Pensate per un attimo alla differenza esistente tra una guida a velocità moderata e una guida ad alta velocità. Il guidatore lento avrà tutto il tempo di guardare il panorama che li circonda e perfino il tempo di leggere la segnaletica stradale mentre il guidatore più veloce dovrà necessariamente concentrasi di più sulla strada e sulla guida.
Quindi, l’aumento della concentrazione e l’impiego di tutte le potenzialità mentali nella lettura veloce fanno sì che il tempo di distrazione sia ridotto al minimo, con una crescita esponenziale della capacità di comprensione.
A questo quadro meraviglioso e sgargiante va aggiunta la cornice: cioè bisogna ricordare che per ottenere questi risultati è richiesto un apprendimento sistematico e graduale, per fornire ai nostri occhi e alla nostra mente nuove strategie di lettura che possano ampliare le risorse a disposizione del lettore.
Informati per capire meglio cosa si intende per leggere velocemente così da valutare meglio la possibilità di seguire un appropriato seminario, come ad esempio il Ciao Speed.
In che modo questo strumento, il Freenoting, di cui si sente spesso parlare negli ultimi anni ha influenza sul nostro istinto geniale?
Se fossimo dei geni e non lo fossimo consapevoli?
Suona il telefono. Rispondi, e immediatamente afferri la penna accanto a quella pila di fogli in disordine.
E inizi, spesso senza un senso, a scarabocchiare qualunque cosa ti passi per la testa. Cerchi, righe, curve, disegnini incomprensibili. Forme che avrebbero fatto impazzire perfino lo stesso Rorschac, l’inventore del test delle macchie per l’indagine della personalità!
Ogni tanto, fra quelle opere d’arte non comprese, salta anche fuori qualche parolina o qualche appunto.
Inconsapevolmente, stai applicando una tecnica che vive da secoli nelle menti dei più grandi geni:
- Che cos’è il freenoting?
Già in un articolo precedente abbiamo parlato dell’importanza del “memorizzare in modo alternativo… il freenoting!”.
Ora vediamo lo stesso argomento da un altro punto di vista: come sfruttarlo in concomitanza con il nostro istinto geniale.
Innanzitutto, c’è da dire che ognuno di noi ha un genio interiore, che purtroppo spesso sopprimiamo. Esso è il nostro ipocentro, da dove nascono idee e intuizioni. Il miglior modo per lasciarle fluire fuori e sfruttarle al meglio è appunto il freenoting!
Molti studiosi sostengono il fatto che il nostro inconscio abbia dei poteri latenti e inauditi, come un gigantesco iceberg immerso nell’acqua al 90% che mostra ingenuamente solo il proprio vertice.
Ma è niente in confronto a ciò che si nasconde sotto.
Le idee geniali provengono dal nostro inconscio. C’è bisogno di riportarle in superficie per poterle comprendere e usare. Il freenoting è un ottimo strumento: si tratta di scrivere qualsiasi appunto ci venga in mente in seguito ad una chiacchierata o ad una discussione, durante la lettura di un libro o la visione di un film, mentre si è per strada o seduti comodamente sul divano; anche mentre siamo annoiati alla fermata dell’autobus oppure mentre cerchiamo di memorizzare dei vocaboli di inglese, come sono scritti e quale sia la loro pronuncia.
Qualunque momento è buono perché nasca in noi l’intuizione geniale che cercavamo.
Che cosa può scaturire dal freenoting?
Di tutto. La soluzione al problema che ci affliggeva da tempo, la risposta a domande insolute, la decisione da prendere, un’idea creativa per il lavoro o, più in piccolo, pensieri utili per il miglioramento della propria giornata. Idee su come aggiustare una situazione, creare un evento, un nome da dare ad una cosa.
Quando cerchiamo qualcosa, anche inconsapevolmente, il nostro inconscio lavora per noi anche quando non ci pensiamo. E nel momento più impensato, può far emergere l’intuizione a galla nella nostra mente, come se fosse una bolla più grossa delle altre.
Scriverla è il modo migliore per ricordarla e in seguito rielaborarla, completarla, riassettarla. E’ darsi l’opportunità di non ignorare i messaggi della nostra mente, troppo spesso repressa dal giudizio e da quelle che noi chiamiamo priorità.
Il genio che vive in noi ha bisogno del suo spazio: la creatività è il suo modo per esprimersi e darsi valore.
Provare per credere: munitevi di taccuino o blocchetto tascabile e annotate, scrivete, disegnate, scarabocchiate. Tutto ciò che scaturisce sarà sicuramente uno spunto per qualcosa di fantastico per il vostro futuro!
I grandi geni della storia facevano così, e oggi ci restano le loro invenzioni e i loro appunti creativi. Sono sicura che se Newton avesse avuto una penna mentre gli cadeva la mela un testa avrebbe scarabocchiato anche su quella!
Chissà che cosa sarete capaci di creare voi con le vostre intuizioni?
Un’idea tira l’altra: una volta dato il via a questo processo il freenoting diventerà automatico e l’inchiostro inciderà sulla carta quello che il vostro pensiero ha creato per far si che la vostra vita migliori!
“Spesso le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille elettriche.“ Friedrich Engels
Per saperne di più:
“Ad oggi più del 50% delle aziende richiede la conoscenza della lingua inglese e diversi studi dimostrano come una persona che conosca bene l’inglese abbia circa il 30% in più di possibilità di trovare lavoro e percepisce una remunerazione economica molto maggiore rispetto a chi non sa comunicare con questa lingua…”
Questa frase ci fa toccare con mano quanto la nostra ignoranza in materia possa arrecare danno ai nostri obiettivi professionali e personali.
- Quanto è importante saper memorizzare vocaboli in inglese ?
Tutti noi conosciamo l’importanza della lingua inglese per le opportunità che ci dà nei vari ambiti, eppure solo pochi decidono di approfondire il suo studio e padroneggiarla davvero. L’obiettivo infatti di ogni audio corso di inglese è proprio questo.
- Quante volte ci siamo trovati nella situazione di voler comunicare in modo completo in questo linguaggio e abbiamo provato sensazioni sgradevoli?
Molti di noi infatti, studiano l’inglese alle scuole medie, alle superiori e anche negli anni universitari.
Al giorno d’oggi sono dedicati circa 7-10 anni di studio a questa lingua ma purtroppo sono in pochi a sentirsi a proprio agio.
Non viene dedicato alcuna parentesi temporale nè didattica all’atto di memorizzare vocaboli, parole o verbi che siano.
Il tutto viene lasciato alla sola competenza dell’individuo.
Forse anche tu hai conosciuto la frustrazione nel non riuscire a esprimerti con fluidità in questa lingua così importante!
- Da cosa dipende questo?
Molte persone si approcciano ad una lingua pensandola come un rebus, più che come l’espressione verbale di un popolo. E così studiano la grammatica alla perfezione, dimenticando che dietro un linguaggio ci sta una storia, un pensiero, un’ evoluzione.
Fondamentale in una lingua è pensare in lingua: solo così si possono cogliere le sfumature essenziali ad entrare nel sistema dell’altro. Chi se ne intende sa bene che la comunicazione non è composta dalle parole.
E’ anche vero che le parole ci servono! Per testare la tua conoscenza d’inglese puoi fare un semplicissimo test:
Se ti chiedessi di dirmi in inglese il nome di tutte le cose che ci sono nella stanza in cui sei ora, sapresti farlo?
E tutte le cose che vedi fuori dalla tua finestra?
C’è da ammettere che qualche vocabolo sfugge a tutti!
Ma non solo! La vera piaga dell’inglese sono sempre stati per tutti gli aspiranti linguisti i famosi verbi irregolari.
Ma da oggi, se voi vorrete, non sarà più così!
Se esistesse un metodo per saperli memorizzare alla perfezione, studiarli in modo divertente e veloce, e riuscire a superare questo scoglio che finora vi ha bloccato nella conoscenza dell’inglese, come sarebbe?
Prova a immaginarti nell’esprimerti con estrema sicurezza, scioltezza nel ricordare i verbi di questa lingua, nota solo come il pensare a questo ti permette di avere una visione più chiara delle tue qualità e risorse che fin ora hai tenuto nascoste.
- Quali vantaggi ti darà avere questo genere di competenza ?
- Quanto il saper parlare in inglese, ti aiuterà a raggiungere i tuoi obiettivi nel tempo che tu desideri?
Parlare l’inglese oggi è di vitale importanza, sia nella vita, sia nel lavoro.
Non conoscere bene l’inglese e sinonimo di ignoranza!
Se desideri provare a memorizzare i primi verbi inglesi con le mnemotecniche,
vedrai da subito la facilità e la velocità dell’apprendimento!
Come già argomentato nell’articolo precedente “Memorizzare velocemente per i quiz della patente“,
in questo nuovo post continuiamo nell’approfondire la tematica che riguarda il come memorizzare i dettagli nozionistici di questo genere di argomento.
Ritornando alle dinamiche da tenere in considerazione nel metodo per la memorizzazione, così come già fatto per memorizzare le formule scientifiche piuttosto che nel memorizzare parole chiave e concetti, applicare lo schedario alfanumerico diventa un’esigenza e non una scelta.
vediamo in che modo.
L’associazione mentale va fatta tra immagine della parte di motore e il suo nome, comprese anche altre informazioni, tipo: a cosa serve, cosa fare se si rompe, ecc.
Immaginiamo la parte del motore che ci interessa come se fosse qualcosa di concreto.
A cosa assomiglia? Ad esempio, l’albero motore assomiglia moltissimo ad un pollo sullo spiedo, mentre il nome è già di per sé un’immagine. Possiamo quindi immaginare che per accendere il nostro motore sia necessario arrostire un pollo infilzandolo nel ramo di un albero!
L’esempio è per rendere l’idea, ovviamente bisogna provare per credere!
Non dimentichiamo poi i vari nomi delle assicurazioni e polizze auto: come ricordare a cosa si collegano?
Anche qui, basterà semplicemente usare un po’ di immaginazione: le parole astratte sono scomponibili, da esse si possono ricavare immagini o altre parole che con un po’ di paradosso e di azione porteranno ad un sicuro e duraturo ricordo.
Capita a volte però, che nonostante un accurato studio della teoria, le simulazioni d’esame risultino un disastro, nel senso che non riusciamo a ricordare le informazioni nell’ ordine che vorremmo:
- come mai accade questo?
Esse sono impostate apposta in modo da confondere l’esaminato: esistono dei termini, detti “quantificatori universali”, che messi nella domanda o nelle risposte creano dubbi ed errori.
Eccone alcuni esempi: tutto, sempre, solo, ogni volta, mai, in ogni caso, nessuno.
La lettura di uno di questi termini dovrebbe accendere subito una lampadina nella vostra mente con tanto di sonoro: eccolo lì, non mi freghi!
Il 90% delle volte che c’è una di queste parole nella frase la risposta è FALSA.
Quindi, per concludere: durante la vostra memorizzazione utilizzate a pieno la vostra memoria visiva per la segnaletica, usate la vostra creatività per le cose più noiose da ricordare, e attivate il vostro focus in fase di lettura delle domande e delle opzioni di risposta:
il vostro risultato parlerà per voi!
E presto ci saranno nuovi pericoli per le strade….

