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Cordua Formazione va in trasferta! Dove? Nella capitale!! Ebbene ecco la grande novità di quest’anno il corso di Microespressioni Facciali microespressionia Roma. La data di inizio prevista  per il 20 aprile 2012. Si tratterà di una tre giorni molto intensa. La sede presso la quale si terrà il corso è ancora da decidersi. Il docente del seminario sarà il Dott. Francesco Cordua. Il corso viene organizzato con la gentile collaborazione dell’IIMA – L’Istituto Internazionale di Mediazione ed Arbitrato. L’IIMA è un Organismo creato da team di professionisti in ADR per la promozione della cultura e delle pratiche di risoluzione alternativa delle controversie civili, commerciali, familiari e penali nell’ambito internazionale, comunitario e nazionale. E quindi per un mediatore quale formazione se non una sul linguaggio del nostro volto? Ovviamente il seminario è aperto a chiunque abbia la curiosità e l’interesse di approfondire un tema come quello delle microespressioni. E’ aperto a chiunque abbia voglia di avventurarsi in questo mondo ricco di novità e curiosità, ma anche e soprattutto ricco di strumenti utili per poter migliorare la propria comunicazione, ad ogni livello.
Che si tratti di rapporti lavorativi, scolastici, personali, studiando e conoscendo le microespressioni facciali e quindi in che modo noi comunichiamo i nostri sentimenti, le nostre sensazioni e le nostre emozioni attraverso i movimenti del nostro volto, possiamo davvero provare e riuscire con il giusto esercizio a comprendere realmente il nostro interlocutore. Per chi non avesse mai o poco sentito parlare di Microespressioni facciali è possibile accedere alla pagina dedicata del nostro blog. E’ importante sapere che rappresentano una novità formativa, almeno qui in Italia, ma nascono dagli studi del professor Paul Ekman che a partire dagli anni ’70 cominciò ad analizzare la relazione tra le nostre emozioni e le espressioni del nostro volto.
Se sei di Roma o dintorni non perdere l’opportunità di partecipare a questo evento, la data è unica!
Se vuoi saperne di più sulle modalità di partecipazione e la struttura del corso, visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi maggiori informazioni!

Quante volte ci sarà capitato parlando con un interlocutore conosciuto o sconosciuto di chiederci se sta dicendo la verità o meno? Ci sarà capitato sicuramente ci voler conoscere il reale stato d’animo della persona che abbiamo di fronte, e ancora più spesso saremo stati curiosi di sapere cosa, la persona che abbiamo davanti, pensi di noi. Nel campo del linguaggio del corpo, inteso nel senso più ampio del termine, si aggiunge la lettura e l’interpretazione delle microespressioni facciali. Eh si perché, se anche i più bravi simulatori, possono controllare il proprio corpo cercando di non far trapelare nulla, le microespressioni sono impossibili da controllare. Come già accennato precedentemente le microespressioni facciali, consistono in tutti quei movimenti muscolari involontari del nostro volto, che lasciano trapelare le nostre vere emozioni, il nostro stato d’animo. Read the rest of this entry »

Nel video che ti riportiamo potrai apprezzare in maniera molto evidente cosa accade nel volto di una persona davanti a domande del genere più svariato

Una volta osservato tutti i particolari, descrivi in maniera dettagliata cosa accade nelle 3 parti del volto.

  1. SOPRACCIGLIA / FRONTE
  2. OCCHI / PALPEBRE
  3. BOCCA

Ricordati di segnalare il secondo preciso in cui avviene una determinata espressione.

Riporta nello spazio riservato ai commenti, qui sulla destra, le tue considerazioni in merito al video appena visionato.

A breve pubblicheremo il post contenente la descrizione esatta di quanto ti stiamo richiedendo.

Buon lavoro

Per informazioni o iscrizioni all’apposito seminario

clicca qui

Imparare a studiare…detta così sembra un po’ una contraddizione, in fondo chi si è già laureato o è già ad un buon punto nel suo percorso di studi potrà pensare che ormai è praticamente fatta..

Si ma con quanta fatica? E quante delle cose che abbiamo imparato fino ad ora sono veramente rimaste impresse nella nostra memoria?                                                                                                                                                                 Per affrontare il proprio percorso di studi o per ricominciare a studiare senza stress, ansia, con poca fatica e soprattutto in maniera efficace riuscendo a mantenere un ricordo forte e duraturo, possiamo ricorrere alle tecniche di apprendimento efficace. (vedi anche Corso di memoria completo C.I.A.O.).

Ma cosa vuol dire? Come si fa ad impare a studiare? Esiste un metodo universale valido per tutti?                             Con un corso di apprendimento efficace possiamo imparare tecniche utili, non esite un metodo di studio universale e valido per tutti perchè le tecniche di memoria sono personalizzabili in quanto possiamo applicarle ad ogni materia a senconda delle nostre esigenze.

Quindi per poter imparare a studiare basta seguire alcune semplici regole.

Avere un buon metodo di studio vuol dire ottenere risultati soddisfacenti con facilità e in tempi ottimali. Spesso ci troviamo a studiare materie o ad affrontare argomenti che non ci entusiasmano è anche vero che tutto quello che impariamo potrebbe essere una risorse utile in futro. Quante volte ci è capitato di pensare: “se avessi studiato bene quell’argomento ora…”. La soluzione è cambiare l’approccio iniziale. Eliminiamo il pensiero che quella materia è inutile e noisa e cominciamo, prima di iniziare a studiare è utile farsi delle domande produttive, che stimolino l’interesse. Ad esempio proviamo a chiederci cosa sappiamo e cosa vogliamo approfondire su quel determinato argomento. In questo cominciamo ad approcciarci alla materia in maniera “attiva” e non “subendo” lo studio.

Studiare a pappagallo non serve a niente. E’ utile prendere appunti durante le lezioni e svillupparli successivamente a casa integrandoli con I concetti che troviamo sui libri. Questo ci aiuterà a stimolare il ragionamento e sarà più facile dopo memorizzare l’argomento rendendo tutto più interessante.

Riprenderemo in seguito l’argomento su come imparare e studiare.

Richiedi informazioni sul semiinario “C.I.A.O. Corso In Apprendimento Organizzato”.

Continuiamo il post di ieri sull’emozione del disgusto.

L’espressione del disgusto ha una stretta parente, quella del disprezzo.

Come anticipato nel post precedente (Riconoscere le emozioni. Il disgusto), la mimica dell’emozione del disprezzo è molto simile a quella del disgusto. A differenza del disgusto che viene provato per sensazioni, odori ecc. il diprezzo si prova per le persone e per le loro azioni.

Anche il disprezzo si accompagna ad altre emozioni come la rabbia se una persona compie delle azioni che ci infastidiscono o anche la felicità, si può godere del disprezzo verso gli altri.

La mimica del disprezzo presenta una variazione del movimento delle labbra.

Come nel caso del disgusto sono serrate ma presentano le seguenti varianti:

  1. labbra lievemente serrate con un angolo della bocca leggermente sollevato;
  2. labbra lievemente serrate con un lato del labbro superiore sollevato fino a scoprire i denti;
  3. labbra lievemente serrate con il sollevamento appena percettibile del labbro superiore.

Mescolanze.

Come già detto l’emozione del disgusto può mescolarsi ad altre emozioni:

a) Disgusto – Sorpresa: la fronte e le palpebre mostrano sorpresa, mentre la parte inferiore del volto mostra disgusto, quidi gli occhi sono spalancati, si formano delle rughe orizzontali sulla fronte, il naso è arricciato. Un’espressione del genere può verificarsi quando siamo disgustati da qualcosa di inatteso e la sopresa non è ancora stata cancellata. Molto più spesso tale espressione è utilizzata come emblema per sottolineare l’espressione di disgusto.

b) Disgusto – Paura: la parte bassa del volto, quindi la bocca, il naso e la palpebra inferiore indicano disgusto, mentre la parte superiore, quindi le sopracciglia e la fronte sono tipiche dell’emozione della paura. Tale espressione può indicare il timore di un qualcosa di disgustoso.

In seguito analizzeremo le altre escolanze del disgusto con le emozioni della rabbia, della gioia e della tristezza.

Visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi informazioni sulle microespressioni facciali.

La cinesica è una degli aspetti della comunicazione non verbale riguardante i movimenti, i gesti, le posizioni. Abbraccia dunque lo studio della mimica del corpo, volontaria e non, con particolare riferimento ai codici comunicativi antropologici culturali o artificiali, come i gesti di cortesia o di disprezzo, la gestualità nelle varie tradizioni teatrali, la gestualità oratoria, il mimo, il linguaggio gestuale muto.

ll termine cinesica deriva dal greco Kinesis, che significa movimento. Venne ideato dall’antropologo americano Ray Birdwhistell negli anni cinquanta del secolo scorso. Possiamo definire il gesto come una qualunque azione capace di inviare un segnale visivo ad un osservatore e di comunicargli una qualsiasi informazione.

Non è possibile falsificare il linguaggio del corpo, in quanto bisognerebbe avere la consapevolezza di tutti i nostri muscoli in ogni singolo istante. Un osservatore attento noterà infatti una discordanza se il linguaggio del corpo e le parole pronunciate non sono sulla stessa linea d’onda, cioè in accordo. Il linguaggio corporeo è stato studiato approfonditamente solo dagli anni sessanta, ma potremmo dire che è antico quasi come il mondo. Studiosi di antropologia sociale ritengano infatti che fosse già presente nella preistoria, ove la comunicazione attraverso i gesti e la mimica facciale era l’unica possibile, data l’assenza del linguaggio verbale. Già Charles Darwin aveva intuito l’importanza di questo tipo di comunicazione. Nel 1872 pubblicò ‘L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali’. Quest’opera diede il via alle moderne ricerche sulle espressioni facciali. Nel corso degli anni, tutte le teorie proposte da Darwin furono confermate mediante studi scientifici. I gesti, i movimenti del corpo sono universali. Ogni cultura adotta ad esempio la stessa mimica facciale per comunicare; da ciò si pensa che siano gesti geneticamente prestabiliti.

L’origine evolutiva risale al nostro passato animale. Facciamo alcuni esempi. Scoprire i denti e dilatare le narici sono gesti universali per avvertire che siamo pronti ad attaccare o a difenderci; la dilatazione delle narici ci porta ad iperossigenare prima dello scatto. Un altro esempio è il gesto dell’alzare le spalle, normalmente tradotto con l’ignorare ciò che l’interlocutore sta domandando.

Questo gesto può essere diviso in tre componenti:

1) l’alzata di spalle, per proteggere la gola da eventuali attacchi;

2) i palmi aperti, per mostrare che non si hanno armi in mano;

3) la fronte corrugata, gesto universale di sottomissione.

Oltre ai movimenti e ai gesti universali, la cinesica studia anche i movimenti particolari, i codici propri di una singola cultura. Ad esempio per noi è un gesto di cortesia stringere la mano, o sorridere mentre salutiamo una persona con un “buongiorno” o un “salve”. In molte parti del mondo orientale, il gesto di cortesia al momento del saluto avviene chinando leggermente il capo e unendo le mani.

Visita in nostro sito e richiedi informazioni sul linguaggio del corpo e sulla mimica facciale.