Nel post precedente abbiamo analizzato alcuni segnali utili da osservare per riuscire a capire se il nostro interlocutore ci sta mentendo. Abbiamo menzognaprincipalmente parlato di comportamenti. Tutte le variazioni comportamentali, rispetto a quelle che si hanno in una situazione di rilassamento e normalità, possono indurci a capire che ci sia qualcosa che non va, in particolare se in una condizione di pressione o di stress. Per carpire questi segnali è utile conoscere il meglio possibile la persona di fronte a noi.

Oltre ai segnali di stress, possiamo osservare alcuni segnali fisici, non verbali, che variano quando una persona racconta una bugia o cerca di nascondere la verità. Innanzitutto sfatiamo il mito del contatto fisso degli occhi. Normalmente siamo portati a credere che quando una persona dice la verità non abbia alcun problema a guardarci negli occhi. In realtà, è molto più probabile che un bugiardo abbia la tendenza a fissare la propria vittima negli occhi per dare un’impressione di sicurezza, mantenere il controllo della situazione e capire se rischia di essere scoperto o meno. Anche in questo caso dobbiamo comunque valutare il comportamento nella complessità della situazione e osservare quali sono i momenti in cui il contatto visivo aumenta o diminuisce. Sempre in relazione alla parte alta del volto, quindi agli occhi, possiamo osservare una forma di tensione, ne battito delle ciglia. In media, una persona in un minuto batte le palpebre tra le 8 e le 10 volte. Spesso chi mente, essendo sotto stress, tende automaticamente, ad aumentare la frequenza del battito delle ciglia, una reazione creata dall’inconscio per creare un blocco interno alla tensione. In alcuni casi può però accadere il fenomeno inverso, cioè che il battito delle ciglia si riduca quasi a zero. Questo accade quando si fa uno sforzo cognitivo per raccontare alla lettera una bugia già preparata. Infatti cercando di apparire il più sincero possibile il bugiardo tende ad aprire gli occhi al massimo per dare enfasi e credibilità a ciò che sta raccontando. Quindi è più probabile che quando una persona mente aumenti il battito delle palpebre se la bugia è inventata al momento, mentre il battito diminuirà se la bugia é stata preparata e studiata precedentemente. Anche in questo caso, il miglior modo per capire davanti a quale caso ci troviamo è capire il comportamento della persona in una situazione di normalità.

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