Per distinguere la felicità sentita da una felicità finta, non basta guardare il sorriso. Anche se è socialmente riconosciuto che l’aspetto caratteristico, l’espressione che ci fa capire quando una persona è felice sia il sorriso, quando parliamo di microespressioni facciali e di mimica del volto, l’elemento sorriso passa in secondo piano.

La mimica della felicità, presenta alcuni aspetti particolari quando viene provata realmente ed espressa attraverso il volto. Nell’espressione della felicità sentita intervengono in particolare due aree del volto, gli occhi e la bocca. L’area della fronte e delle sopracciglia invece non necessariamente interviene. Nella mimica della felicità gli angoli della bocca appaiono tirati indietro e leggermente sollevati. Il sorriso può mostrarsi con le unite, oppure possono dischiudersi leggermente scoprendo i denti, oppure discostarsi insieme ai denti, mostrando un ampio sorriso a bocca larga. Il movimento della bocca fa sollevare le guance che creano delle pieghe che scendono dal naso oltrepassando gli angoli della bocca stessi. Più il sorriso è accentuato, più le guance si sollevano, rendendo maggiormente marcate le pieghe rino-labiali. La pelle sotto la palpebra inferiore viene spinta verso l’alto e forma piccole rughe sotto l’occhio e negli angoli esterni degli occhi compaiono le cosiddette “zampe di gallina”. Quanto più il sorriso è accentuato, tanto più saranno visibili le rughe sotto l’occhio, le “zampe di gallina”. Sono proprio le rughe intorno agli occhi che ci permettono di capire quando un sorriso esprime una felicità sentita o quando siamo davanti ad un sorriso di circostanza e quindi davanti ad una espressione di felicità finta.

Possiamo confrontare le due espressioni attraverso due video estratti dal canale YouTube Microespressioni:

 

Al secondo ‘21 del primo video ecco un’espressione di felicità sentita, completamente diversa da quella al secondo ‘36 che è chiaramente un’espressione di felicità assolutamente finta.

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