Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, il volto è lo specchio delle nostre emozioni! Ebbene si, le nostre emozioni non solo possono esserericonoscere_microespressioni_facciali espresse con le parole ma anche e soprattutto attraverso il nostro viso, e noi possiamo essere in grado di riconoscerle attraverso alcuni piccoli ma significativi segnali: le microespressioni facciali.

Come si fa a riconoscere le microespressioni facciali? Se non fosse per la loro estrema rapidità, durano meno di un secondo, sarebbe facilissimo, ma con un po’ di pratica ed aumentando la nostra sensibilità nel cogliere i dettagli è possibile farlo con una certa praticità.  Le microespressioni facciali si compongono, lo dice appunto il nome, di micro movimenti dei muscoli del volto che si attivano nel momento in cui proviamo una determinata emozione. A ciascuna delle emozioni, che vengono classificate come primarie e che ad oggi sono le uniche che siamo in grado di codificare con certezza, corrisponde una determinata combinazione di movimenti muscolari.

I primi studi e le prime intuizioni sulle emozioni umane ci arrivano da Darwin, la sua teoria sull’universalità delle emozioni arriva fino ai giorni nostri e viene confermata e sviluppata da Paul Ekman e Wallace Friesen, che negli anni ’70, a seguito di numerosi studi, ricerche ed esperimenti, creano il FACS, Facial Action Coding System. Il Facs, si rivela ad oggi il più efficace e completo strumento per poter imparare ad individuare e riconoscere le mimiche delle emozioni.  Le microespressioni facciali presentano alcune caratteristiche importanti: prima di tutto sono universali, cioè sono uguali per tutti, poi sono innate, non si imparano così come le emozioni, infine si verificano inconsapevolmente, è cioè impossibile o molto difficile creare volontariamente la mimica delle emozioni che siano effettivamente corrispondete a quelle che compaiono naturalmente.

Le microespressioni facciali rappresentano, nell’ambito della comunicazione efficace e dei rapporti interpersonali, quel tassello fondamentale per imparare a riconoscere le emozioni provate dai nostri interlocutori ed essere in grado di comprenderli meglio, comunicare con loro in maniera efficace assumendo un certo tipo di comportamento al riconoscimento di una determinata emozione o essere in grado di difenderci quando la situazione lo richiede, ad esempio di fronte ad una menzogna.

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