Te lo leggo in faccia! Non è più solo un modo di dire. Possiamo realmente leggere sul volto delle persone con le quali ci rapportiamo? E la risposta è microespressioniesattamente positiva. Lo dice Paul Ekman, il padre della mimica facciale, che a partire dagli anni ’70 ha studiato i volti delle persone per cercare di comprendere in che modo si manifestano le emozioni sul viso.

Tutti gli studi e le ricerche fatte da Ekman e dal suo staff ci permettono oggi di aggiungere un tassello importante alla tematica della comunicazione efficace. Ekman ha studiato un po’ in tutto il mondo le espressioni del volto delle persone quando queste provavano una determinata emozione. E così dagli Stati Uniti, all’Argentina, al Brasile, al Cile, al Giappone e fino alle popolazioni incontaminate della Nuova Guinea, è arrivato alla conclusione che le emozioni e le loro espressioni sul volto sono universali, cioè sono uguali per tutti, indipendentemente dal sesso, dalla nazionalità o dal livello di istruzione. Le emozioni e le espressioni facciali sono innate, non si possono quindi imparare ma si generano da un meccanismo automatico del nostro corpo. Infine le microespressioni facciali sono assolutamente spontanee, compaiono sul nostro volto in maniera incontrollabile nell’esatto momento in cui proviamo l’emozione corrispondente. Sono movimenti rapidissimi, quasi impercettibili ad un occhio inesperto. Purtroppo ad oggi non tutte le emozioni e le loro microespressioni sono riconoscibili. Ce ne sono sette che vengono definite primarie e sono: sorpresa, felicità, rabbia, paura, tristezza, disgusto e disprezzo.

Per una efficace decodifica delle microespressioni facciali Ekman ha messo a punto un sistema di decodifica, una sorta di atlante della mimica facciale il FACS – Facial Action Coding System. Il FACS ci consente di individuare in maniera esatta che emozione appare sul volto di una persona. Le action unit, ovvero le unità d’azione ci dicono, quali sono i muscoli del volto coinvolti quando proviamo una determinata emozione e sono contraddistinte da numeri e lettere. La combinazione delle action unit ci permette di capire quale emozione vediamo sul volto del nostro interlocutore.

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