menzogne_microespressioniLe microespressioni facciali sono di piccoli e rapidissimi cambiamenti spontanei nelle espressioni del volto, esse sono tanto rapide e impercettibili a livello conscio, soprattutto agli occhi di un osservatore poco allenato, quanto sono incisive a livello inconscio. Quando si parla di mimica facciale, non si fa riferimento solo alle sette emozioni primarie e al modo in cui vengono espresse sul nostro volto, ma anche e soprattutto alla menzogna. Menzogna e microespressioni facciali in che modo sono legate? Come possiamo fare a riconoscere le menzogne attraverso l’osservazione del volto del nostro interlocutore?

Le microespressioni facciali sono uno strumento utilissimo per aiutarci a scoprire le menzogne. Ovviamente non si tratta di lettura della mente, non potremo mai sapere in questo modo quale bugia ci sta raccontando il nostro interlocutore, ma possiamo sicuramente  capire, attraverso l’interpretazione dei segnali facciali se il nostro interlocutore mente sui suoi sentimenti o se ci sta nascondendo qualcosa. Le microespressioni facciali quindi possono mostrarci ciò che prova realmente una persona indipendentemente da ciò che ci comunica con le parole.

Esistono delle regole che ci permettono di capire quando un’espressione è reale o finta. Colui che ci mente, o che cerca di nasconderci i propri sentimenti o che cerca di simulare emozioni che non prova realmente, non sarà mai in grado di creare una mimica fedele al sentimento non provato, e sarà comunque tradito dal proprio corpo. Il nostro inconscio è strettamente legato alla mimica facciale e a quella del resto del corpo. Quindi per quanto ci sforziamo il nostro corpo comunicherà sempre qualche segnale che esprime le nostre reali emozioni. Ci sono tre regole principali che ci permettono di capire quando un’espressione è finta, e sono: il tempo, la collocazione e l’asimmetria. Una microespressione facciale, per essere reale deve durare pochissimo (una frazione di secondo), deve essere collocata correttamente nel discorso (se si comunica l’emozione provata, l’espressione deve essere precedente o contemporanea all’espressione verbale), infine deve comparire in maniera simmetrica sulle due metà del volto.

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