La maggior parte dei messaggi che le persone si scambiano sono rappresentati dal livello non verbale della comunicazione. Attraverso i gesti involontari del corpo, delle mani, espressioni del volto forniamo e riceviamo molte più informazioni di quanto non si possa fare attraverso le parole. Ci sono segnali fisici che spesso individuiamo in maniera chiara ed inequivocabile, altri invece che necessitano di un livello di attenzione e di conoscenza decisamente più specifici. Se il nostro interlocutore incrocia le braccia o le allarga, se si gratta il naso, se allontana il suo corpo da noi, siamo in grado di vedere con facilità questi gesti e se ne conosciamo il significato possiamo essere in grado, sempre attraverso la corretta contestualizzazione, di interpretarli ed agire di conseguenza. Ciò non sempre accade per quanto riguarda il nostro volto.

Tutte le nostre emozioni vengono espresse in particolare sul nostro volto attraverso le microespressioni facciali. Possiamo dire che il volto è lo specchio delle nostre emozioni. Gli studi decennali di Paul Ekman sulle emozioni e sul loro modo di esprimersi attraverso il volto, ci portano oggi a poter conoscere quest’area della comunicazione non verbale importantissima, utile non solo per i professionisti ma anche per migliorare qualunque tipo di relazione personale. Essere in grado di decodificare e riconoscere le microespressioni facciali ci permette di poter comprendere le reali emozioni dei nostri interlocutori anche quando questi tentano di nasconderle per i più svariati motivi. Le microespressioni facciali sono universali, cioè sono le stesse a prescindere dai vari tipi di cultura, dal sesso, dall’età o dal tipo di istruzione. Rabbia, felicità, tristezza, paura, sorpresa, disgusto e disprezzo, vengono espresse in tutto il mondo nelle stesso modo.
Ekman ha costruito una sorta di codice, il FACS (Facial Action Coding System), che permette di decodificare le emozioni attraverso l’osservazione delle combinazioni dei movimenti dei musco facciale. Ogni emozione quindi ha una propria espressione, unica ed inequivocabile. Quando sopracciglia, occhi e bocca si muovono contemporaneamente in un certo modo, quella espressione più indicare una sola ed unica emozione. Tutte le espressioni che non sono riconducibili ad una mimica specifica, rappresentano una mimica parziale o il tentativo di nascondere un’emozione. La difficoltà nel riconoscere le microespressioni facciali sta nella velocità con la quale si verificano, durano infatti meno di un secondo e per essere in grado di riconoscerle dobbiamo essere molto allenati.

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