Test d’ingresso anche al liceo. Così titola un articolo pubblicato su Repubblica qualche giorno fa. “Così avremo gli studenti migliori”, è l’idea test_ingresso_liceodei presidi. Il numero chiuso, che da anni ormai scatena le polemiche degli studenti universitari che si vedono preclusa la possibilità di frequentare alcuni corsi di laurea che a numero programmato, sbarca anche alle scuole superiori. Non esiste alcun provvedimento ufficiale da parte del Ministero in merito, ma sta di fatto che alcuni istituti superiori italiani stiano già adottando questo sistema per sopperire al boom di iscritti. Alcuni licei, linguistici, istituti tecnici, convitti hanno fissato diverse prove tra gennaio e febbraio del 2013. I test consistono in prove scritte di matematica, italiano, inglese, tedesco, di logica e di musica destinati a chi sta frequentando la terza media e con largo anticipo ha già scelto la scuola superiore che desidera frequentare. Il test sarà uno strumento utile ai presidi per fare selezione valutando non solo i meriti ma anche le conoscenze e le attitudini dei futuri liceali e studenti degli istituti superiori.

Repubblica porta esempi di diverse scuole che adottano questo metodo, o altri metodi di selezione. La scelta nasce dalla necessità (come per i corsi di laurea universitari) di evitare il sovraffollamento delle classi, gli istituti superiori che adottano tale sistema sono molti più di quelli che pensiamo. Si apre quindi la polemica su questo punto, il direttore generale del ministero dell’Istruzione, chiede di non selezionare per meritocrazia ma solo dal punto di vista delle conoscenze scolastiche e delle attitudini, per quelle scuole che già utilizzano il sistema di sbarramento al primo anno.

I pareri restano comunque contrastanti. Sta di fatto che in gioco c’è il futuro dei giovani. Il non poter superare un test a tredici anni e studiare nella scuola scelta, quali conseguenze può portare, a livello emotivo ad un ragazzino in piena età di sviluppo? Sull’altro lato della bilancia pesa il fatto di stipare anche 30 e più ragazzi in una classe togliendo l’individualità del rapporto alunno – insegnante, con la conseguente difficoltà di poter dare la giusta attenzione a tutti i ragazzi. In ogni caso, per ora, nessun regolamento ufficiale da parte del ministero. Staremo a vedere cosa accadrà.

 

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