Se parliamo di linguaggio non verbale e di emozioni, oltre ai gesti del corpo, alla postura, alla prossemica dobbiamo tenere in considerazione microespressioniquei segnali che da sempre ci permettono di comprendere meglio le emozioni, il volto e lo sguardo. “Gli occhi (e il volto aggiungiamo) sono lo specchio dell’anima” non è solo un modo di dire, ma rappresenta una realtà provata. Gli studi condotti da Ekman sulle emozioni e sulla loro espressione attraverso le microespressioni facciali, rappresentano per noi oggi uno strumento fondamentale per essere in grado di comunicare in maniera efficace con i nostri interlocutori. Il volto è la parte più espressiva del nostro corpo ed è quella che attira maggiormente l’interesse di chi comunica con noi. Attraverso il volto esprimiamo una grande quantità di informazioni ed emozioni, spesso senza nemmeno rendercene conto.

Ma come possiamo essere in grado di riconoscere le microespressioni facciali sul volto dei nostri interlocutori? E quali sono le dinamiche e le modalità da adottare quando riconosciamo sul volto del nostro interlocutore l’espressione di un’emozione? Per poter riconoscere e decodificare correttamente una microespressione è necessario conoscere prima di tutto le emozioni primarie che il volto esprime attraverso i movimenti muscolari. Ad oggi gli studi sulla mimica facciale ci permettono di individuare sette emozioni fondamentali, e le loro variazioni in base all’intensità: sorpresa, paura, rabbia, tristezza, disprezzo, disgusto e felicità. La difficoltà nel riconoscimento delle microespressioni facciali, e che quindi richiede uno studio approfondito e un certo esercizio, risiede nella loro velocità. Le microespressioni facciali durano meno di un secondo, quindi per poterle individuare è necessario conoscere la materia e fare esercizio nel loro riconoscimento.

Il corso di Microespressioni facciali ha proprio l’obiettivo di guidare i partecipanti nel riconoscimento della mimica del volto, attraverso non solo nozioni teoriche ma attraverso la pratica, con esercizi di riconoscimento e decodifica delle microespressioni con l’utilizzo di immagini e video reali, e di insegnare quali modelli comunicativi adottare al riconoscimento di una emozione.

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