La comunicazione non verbale è un aspetto fondamentale della comunicazione. Per comunicare in maniera efficace con i nostri interlocutori, anche nelle situazioni ad alto carico emotivo, dobbiamo essere in grado non solo di ascoltare ciò che ci viene detto, ma anche di interpretare il messaggi che arrivano attraverso i gesti del corpo, la postura, i segnali paraverbali della voce e i segnali provenienti dalla mimica facciale. Quando ci occupiamo di interpretare i segnali non verbali dobbiamo porre la nostra attenzione sul contesto. Nei post precedenti abbiamo accennato spesso al termine “contestualizzare”, oggi vedremo alcuni esempi per capire l’importanza della contestualizzazione ogni volta che interagiamo con gli altri. Le incomprensioni che si possono verificare nella comunicazione, possono essere originate dalla non conoscenza della comunicazione non verbale, ma anche dalla mancanza della contestualizzazione nel momento in cui si interpreta un gesto o un’espressione del viso.

Ovviamente la stessa attenzione alla contestualizzazione deve essere posta anche nel momento in cui siamo noi ad effettuare dei gesti volontari nei confronti del nostro interlocutore. Può succedere spesso che alcuni comportamenti che in passato ci sono risultati efficaci per il raggiungimento di un obiettivo, vengano catalogati come universali, ossia sempre validi per qualsiasi contesto. In realtà uno stesso gesto come ad esempio toccare il braccio di una persona, in alcuni casi può risultare inefficace ed essere percepito dall’altro come invasivo del proprio spazio personale.

Ogni comportamento risulta efficace o meno a seconda del contesto nel quale ci troviamo, dalla persona che abbiamo di fronte e dal tipo di rapporto che abbiamo con il nostro interlocutore. Allo stesso modo, i gesti e le espressioni che notiamo nei comportamenti del nostro interlocutore possono essere influenzati da diversi fattori, come ad esempio l’umore. Oppure, molto più semplicemente, se il nostro interlocutore tiene le braccia incrociate e fa una smorfia infastidita e nel posto dove ci troviamo fa molto freddo, molto probabilmente non sta assumendo una posizione di chiusura nei nostri confronti, ma sta cercando di proteggersi dal freddo. Il dovere di un abile comunicatore è quindi essere in grado di interpretare ed utilizzare i gesti del corpo sempre tenendo conto del contesto nel quale avviene la relazione con il proprio interlocutore.

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