Nel post precedente abbiamo parlati di Microespressioni, oggi approfondiremo il tema legato alle emozioni che possiamo individuare sul emozionivolto del nostro interlocutore. Innanzitutto elenchiamo nuovamente le sette emozioni primarie che possiamo imparare a conoscere anche ad un corso di microespressioni facciali: tristezza, paura, felicità, sorpresa, rabbia, disgusto e disprezzo. Un aspetto importante di queste sette emozioni primarie, cioè che non sono scomponibili in altre emozioni, è che sono universali.

L’universalità delle emozioni venne teorizzata prima da Charles Darwin alla fine dell’800, poi confermata con una sperimentazione fatta da Paul Ekman negli anni ’70. Cosa vuol dire universalità delle emozioni? Per universalità, prima Darwin e poi Ekman, intendono dire che tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla nazionalità, cultura, sesso, età, livello di istruzione ecc, provano gli stessi sentimenti, li provano nello stesso modo e li esprimono attraverso il volto nella stessa maniera, con ovviamente qualche piccola particolarità  individuale dovuta a ragioni principalmente fisionomiche.

Le emozioni possono essere espresse attraverso tutto il nostro copro, attraverso i gesti e la prossemica, ma è il volto più di tutti che esprime le emozioni in maniera istantanea e soprattutto involontaria, infatti non possiamo decidere quando provare un sentimento o quando smettere di provarlo ne di esprimerlo attraverso il piccoli segnali del volto.

E’ proprio per questo motivo, in seguito allo studio sulle emozioni che nascono le microespressioni facciali. Le microespressioni facciali, rappresentano il mezzo attraverso il quale possiamo riuscire a comprendere meglio il nostro interlocutore, capire quali sono le emozioni che prova in un determinato momento, scoprire se ci mente o se invece è sincero con noi.

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