Le Microespressioni sono espressioni del viso, brevissime ed involontarie che manifestiamo quando proviamo un’emozione. Il viso è la parte http://www.memorizzare.eu/wp-content/uploads/2012/12/microespressioni.jpgdel nostro corpo maggiormente espressiva, osservando la mimica facciale del nostro interlocutore possiamo scoprire importanti indizi sulle sue emozioni e su i suoi stati d’animo. La bocca, gli occhi e le sopracciglia sono i principali indicatori delle emozioni che si esprimono sul viso. Le microespressioni facciali, esprimono principalmente le sette emozioni primarie che sono: rabbia, felicità, disprezzo, disgusto, paura, sorpresa e tristezza. Data la loro estrema velocità, cin genere durano  1/25 di secondo, sono difficilissime da simulare e altrettanto difficili da individuare.

La storia delle Microespressioni risale agli anni ’60, e Paul Ekman con il collega Wallace Friesen, rappresentano i maggiori studiose della mimica facciale. Gli studi fatti per arrivare a comprendere quali emozioni si possono leggere sul volto e quali combinazioni di movimenti muscolari corrispondessero a ciascuna emozione furono moltissimi accompagnati da una serie lunghissima di esperimenti, condotti in parti diverse del mondo con popolazioni di culture talvolta molto differenti tra loro. Gli studi condotti da Ekman e Friesen ci permettono oggi, anche con il supporto del Facs – Facial Action Coding System – di poter studiare con precisione il volto umano e attraverso le differenti combinazioni dei movimenti muscolari, individuare l’emozione espressa.

Lo studio delle emozioni si ferma a queste sette primarie. Ekman però, ha approfondito i suoi studi in particolare sul tema della menzogna, e sulle emozioni secondarie ad essa legate. Nel complesso quindi della mimica facciale, del linguaggio del corpo e della comunicazione paraverbale, possiamo essere in grado di individuare principalmente tre emozioni legate alla menzogna: la paura di essere scoperti, il piacere della beffa e la vergogna. Ekman ci spiega che è possibile smascherare un bugiardo, confrontando il parlato, il paraverbale ossia il tono, il volume, il timbro della voce e le eventuali pause nell’interlocuzione, il gesti del corpo e la mimica facciale. Quando troviamo un’incongruenza tra questi canali, allora la persona che abbiamo di fronte ci sta mentendo o cerca di nascondere qualcosa.

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