Parliamo ancora di menzogna nel linguaggio del corpo. Con la conoscenza della mimica facciale e delle microespressioni facciali, possiamo imparare a leggere il volto del nostro interlocutore e capire quali emozioni stia provando in un determinato momento. Anche il linguaggio e i gesti del corpo in generale ci aiutano a capire lo stato d’animo di chi ci sta di fronte. Oggi cercheremo di capire in che modo, il nostro corpo ed in particolare le mani e il nostro viso, se osservati insieme ci permettono di capire se la persona che abbiamo davanti a noi ci sta mentendo o se ci sta dicendo la verità.

Il viso e le mani possono fornirci informazioni molto importanti sul nostro interlocutore. Attraverso l’osservazione delle mani ad esempio possiamo capire se una persona è calma o agitata, in base al tipo di movimenti che sta facendo. Se ne osserviamo il viso invece, possiamo comprendere le sue emozioni, se è triste o arrabbiata o felice.

Le mani possono interagire con il volto di una persona, dandoci informazioni preziose e permetterci di capire se il nostro interlocutore sta mentendo o se si trova in una situazione di conflitto interiore, magari non è sincero sulle emozioni che ci dice di provare.

Un gesti che spesso indica un’incongruenza tra ciò che viene detto e ciò che si pensa, è il gesto di coprire la bocca con le mani. E’ come se il cervello volesse impedire alla bocca di esprimere il suo reale pensiero. I modi di coprirsi la bocca possono essere differenti in base alle abitudini della singola persona. Potremo notare quindi chi si copre totalmente la bocca con la mano, chi sfiora le labbra, chi si strofina il mento o copre la bocca con un pugno come quando si tossisce.

Un’ altra interazione tra mani e volto che possiamo notare ha a che fare con il naso. Il significato è uguale a quello che assume il coprire la bocca, ma appare più discreto. In particolare possiamo notare quando una persona sfrega il naso, lo gratta come se sentisse prurito o lo afferra da entrambi i lati con le dita.

Come sempre, tutti questi gesti devono essere contestualizzati, a seconda della persona che abbiamo davanti, della situazione nella quale ci troviamo e dell’argomento del quale si sta parlando.

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