Cosa c’è da sapere sulle microespressioni facciali? Le microespressioni facciali, vengono rese note circa a metà degli anni settanta in seguito agli studi effettuati da Paul Ekman e Wallace Friesen, che riuscirono a creare un collegamento tra emozioni e mimica facciale. Ciò che Ekman e Friesen scoprirono fu che determinate emozioni provocavano dei movimenti facciali ben precisi, confermando così le test di Darwin. Secondo la classificazione stilata le espressioni che compaiono sul nostro volto, in maniera totalmente involontaria, quando proviamo una determinata emozione si verificano attraverso la contrazione dei 49 muscoli facciali. Fino ad ora sono state individuate sette emozioni, che vengono definite emozioni primarie, e che possono essere codificate attraverso l’osservazione sul volto della contrazione dei muscoli quali: rabbia, felicità, disgusti, disprezzo, paura, tristezza e sorpresa.

Dalle combinazioni dei vari muscoli facciali e in base ai livelli di intensità Ekman e Friesen hanno classificato circa 10mila espressioni diverse, ma l’informazione più importante che ci viene data è che le espressioni delle varie emozioni sono universali, sono uguali indipendentemente dalla razza, dal sesso, dalla condizione sociale ecc. Tutte le combinazioni di espressioni facciali vengono raccolte e classificate nel FACS – Facial Action Coding System,che permette di studiare e imparare a riconoscere le diverse espressioni facciali. Ekman inoltre, fece uno studio approfondito sulla menzogna e sulle emozioni ad essa collegate.

Quello sulle microespressioni facciali rappresenta un passo importante nello studio della  comunicazione non verbale, che ci permette di avere una comunicazione più efficiente proprio perché approfondisce quella parte della comunicazione che parte dall’inconscio e quindi maggiormente veritiera.

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