Attraverso l’osservazione dei segnali non verbali del corpo e del volto possiamo essere in grado di scoprire la menzogna. Il nostro corpo, i scoprire_menzognagesti, il nostro viso, trasmettono un’infinità di informazioni quando comunichiamo, e spesso possono non essere allineati con le nostre parole, in particolare quando stiamo dicendo una bugia o tentando di nascondere le nostre reali emozioni.

Gli studi di Paul Ekman sulle microespressioni facciali, ci insegnano come fare a riconoscere la menzogna sul volto del nostro interlocutore se sta mentendo. Ma insieme alla mimica facciale, esistono altre segnali del corpo e fisiologici che possono indicarci che le persona con la quale parliamo non è completamente sincera con noi e sta provando tensione e forte disagio.

Un di questi segnali è il restringimento delle pupille, esse infatti si dilatano quando si è interessati o ci si trova in situazioni piacevoli, al contrario si restringono quando proviamo tensione, spavento o quando mentiamo. Il restringimento delle pupille è un segnale difficile da cogliere in quanto può essere influenzato dalla luce. Un altro segnale che possiamo scorgere osservando gli occhi è l’aumento del battito delle ciglia ma anche lo spostamento dello sguardo in alto a destra, durante il dialogo, è indice di menzogna.
Quando si mente inoltre, il nostro corpo ha una serie di reazioni fisiologiche, dovute alla tensione che l’atto stesso del mentire ci può provocare. Ad esempio quando si mente, si tende ad arrossire, la respirazione e il battito cardiaco accelerano, aumenta la sudorazione in particolare sulla fronte, tra naso e bocca e sui palmi delle mani.

Infine ci sono segnali comportamentali che solitamente sono scarichi tensionali riconducibili anche a reazioni differenti, ma se uniti ad altri segnali indicano che la persona sta mentendo. Alcuni esempi sono lo sfiorarsi il naso, l’improvvisa di munizione dei movimenti delle mani, ma l’aumento dei movimenti del corpo, quindi continui cambi di postura, di posizione dei piedi o spostamenti nello spazio. Infine aumenta il contatto delle mani con il viso. Chi mente tende a toccare frequentemente il mento e le sopracciglia.

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