Il nostro volto, grazie all’enorme quantità di muscoli che lo compongono, può veicolare numerose emozioni. Le espressioni delle emozioni sul volto sono riconoscibili grazie alle microespressioni facciali, movimenti muscolari rapidissimi che ci permettono di leggere sul volto della persone che ci sta davanti le emozioni realmente provate.

Paul Ekman, in seguito ai suoi studi e all’analisi condotta su popolazioni di diverse culture ed estrazioni sociali è arrivato a concludere che tutti quanti utilizziamo le medesime mimiche espressive per esprimere le stesse emozioni. Ekman si è concentrato in particolare sulle sette emozioni primarie: rabbia, disgusto, disprezzo, felicità, tristezza, paura e sorpresa. Ciò è possibile in quanto esse hanno radici biologiche e non hanno bisogno di essere apprese.

Inoltre è stato elaborato un sistema attraverso il quale è possibile, osservando il volto di un individuo capire le emozioni che sta provando.

In particolare dall’osservazione del volto si possono dedurre:

a) le emozioni;
b) gli emblemi, simboli che derivano dalla cultura di appartenenza (ad esempio fare l’occhiolino per la nostra cultura ha un certo significato);
c) i segnali manipolatori, ossia i gesti di automanipolazione come ad esempio sfiorarsi o mordersi le labbra;
d) i segnali illustratori, ossia quelli eseguiti per accompagnare il discorso verbale;
e) i segnali regolatori, che sono quei segnali di mediazione rispetto alla comunicazione non verbale come ad esempio annuire con il capo, sorridere…

Il corso di Microespressioni facciali, permette attraverso un’intensa parte pratica di imparare a riconoscere quei movimenti involontari del viso che durano una frazione di secondo e che sono difficilmente controllabili dalle persone.

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