In seguito ai test d’ingresso per accedere ai corsi di laurea a numero programmato, che si sono svolti nelle ultime due settimane, è interessante fare alcune osservazioni. La scorsa settimana, i test d’ingresso per accedere alle Facoltà di Medicina e Odontoiatria, anche in lingua inglese, e per la Facoltà di Architettura, hanno registrato un numero di partecipanti elevatissimo. Siamo intorno alle 100 mila aspiranti matricole, contro le circa 40mila che hanno concorso questa settimana per accedere ai corsi di laurea in Medicina Veterinaria e per conquistare uno dei posti messi in palio dai corsi di laurea delle Professioni Sanitarie. La curiosa osservazione non sta però nell’enorme numero di studenti volenterosi, con un sogno nel cassetto, che hanno sgomitato per raggiungere il loro obiettivo, quanto nell’evidente strumentalizzazione che sta dietro alla macchina mediatica. Basta aver comprato i giornali tra il 3 e il 6 settembre o fare un giretto su internet, e comprare i giornali della settimana successiva per rendersi conto che dove i numeri sono grossi le voci sono tante. Basta guardare la foto per rendersi conto che ormai lo sport preferito dai media, non è più l’informazione ma la CONTESTAZIONE. Contestazione di azioni volte a premiare la meritocrazia, l’impegno e la volontà.

Domandiamoci se i media si siano chiesti cosa hanno fatto – giusto per citarne alcuni – GIORGIO ARENA (4° in graduatoria per Medicina a Genova, ammesso al San Raffaele di Milano e al Campus Biomedico di Roma), cosa hanno fatto ILARIA MACCHIONE e SANTI MUSCOLINO (ammessi entrambi alla Cattolica di Roma), o cosa ha fatto NICOLETTA BELLUARDO (ammessa al San Raffaele e alla Statale di Messina). Loro sono quelli che mandavano le e-mail all’una di notte chiedendo spiegazioni su un quesito che non riuscivano a risolvere, che hanno preparato la maturità, ma nel frattempo si esercitavano con i quesiti, sono quelli che almeno buona parte dell’estate l’hanno passata sui libri. Ma certo dire che per superare gli esami di ammissione bisogna studiare e tanto, non fa audience, è più facile contestare e puntare il dito contro gli altri, dire che i test d’ingresso non premiano i migliori, che sono una inutile perdita di tempo, e che visto che sono obbligatori per riuscire a superarli ci vuole fortuna. Si, forse è un po’questione di fortuna, la fortuna che creiamo noi stessi compiendo azioni concrete.

Forse, in parte, sarà anche vero che sapere che i Canti di Castelvecchio sono stati scritti da Pascoli non servirà a creare medici migliori, ma sicuramente persone migliori si. Perché i nostri giovani, hanno anche bisogno di questo, di sapere, di saper stare al mondo, di essere in grado di affrontare un qualsiasi tipo di conversazione sentendosi sempre, con umiltà, all’altezza di tutti.

www.formazionepersonale.it

Leave a Reply