Si sono appena chiuse le iscrizioni ai test per accedere alle facoltà a numero programmato, dalla prossima settimana via ai test d’ingresso. Tra test_ingressopochi giorni le università italiane verranno invase da migliaia di studenti che concorreranno per accedere ai corsi di laurea a numero chiuso. Come è possibile immaginare la facoltà più gettonata è quella di medicina che mette a disposizione in tutta Italia più di 10.000 posti, che restano comunque pochi rispetto al reale numero di studenti che concorre per accedere ai corsi di laurea. Lo stesso discorso vale comunque per i corsi di laurea in medicina veterinaria, odontoiatria, architettura e per le professioni sanitarie.

Ad oggi la maggior parte dei corsi di laurea sono a numero programmato, e comunque molte delle università ancora rimaste ad accesso libero prevedono una prova di autovalutazione da superare prima di iniziare i corsi. Gli studenti che non superano tale prova dovranno frequentare corsi di recupero integrativi per sanare le lacune delle materie sulle quali hanno dimostrato carenze. Insomma, l’estate appena finita per molti ha rappresentato tutt’altro che una vacanza, piuttosto un intenso periodo di studio. C’è chi descrive il test d’ingresso come una guerra all’ultimo sangue. E forse è proprio così se pensiamo ai fattori che influenzano il superamento della prova. Primo tra tutti, come abbiamo già detto, è il rapporto tra candidati e posti disponibili, secondo le statistiche solo il 20% degli iscritti ai test d’ingresso avrà poi la possibilità di frequentare i corsi. Il secondo fattore, sicuramente non per importanza, sono gli argomenti oggetto delle prove. Oltre alla conoscenza di materie specifiche, che saranno poi per buona parte anche argomenti dei corsi di laurea (ad esempio per accedere ai corsi di medicina è richiesta una buona conoscenza di biologia, chimica, fisica e matematica), si aggiungono le abilità di ragionamento logico e le conoscenze sulla cultura generale. Da non sottovalutare è infine il fattore emotivo, in 120 minuti molti giovani si giocano probabilmente l’intero futuro, e non per tutti è facile mantenere la calma e la concentrazione in un momento di stress tanto elevato. Insomma alla fine a vincere saranno i più preparati e forti emotivamente.

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