Nel post precedente abbiamo visto come sia possibile capire chi ci mente attraverso l’osservazione del viso ed in particolare della zona degli indicatori_menzognaocchi e della bocca. Ma gli indicatori della menzogna possono essere anche altri. Ad esempio possiamo avere indizi di menzogna osservando i movimenti del corpo del nostro interlocutore, oppure attraverso i cambiamenti del tono di voce.

Rispetto alla mimica facciale il linguaggio del corpo è molto più facile da individuare e interpretare, infatti i gesti del corpo sono molto più visibili rispetto alle microespressioni. In precedenza abbiamo visto che uno degli indicatori della menzogna può essere il portarsi le mani al volto, nascondendo la bocca o toccando diverse parti del volto per scaricare la tensione che inevitabilmente si crea quando si racconta una bugia. Il linguaggio del corpo, i nostri gesti, la nostra postura, ci permettono di esprimere e comprendere con facilità quali sono i nostri stati d’animo. Ad esempio quando siamo arrabbiati tendiamo a sbattere oggetti o a sbuffare, tali gesti se fatti naturalmente precedono l’esternazione verbale della rabbia. Se al contrario, i gesti seguono un’esternazione di rabbia allora molto probabilmente tale stato emotivo non è veritiero. Quindi per capire se una persona ci mente rispetto ad un’emozione provata dobbiamo osservare il rapporto temporale tra gestualità e parole.

Altri indicatori della menzogna possono essere l’enfatizzazione dei gesti, chi è accusato di menzogna tende ad enfatizzare la propria gestualità. Oppure la staticità di mani  e braccia quando si racconta una bugia per poter essere concentrati solo sul proprio racconto. Infine la posizione di gambe e piedi sempre rivolti verso l’esterno come se la persona volesse fuggire.

Anche la voce svolge un ruolo importante nell’individuazione della menzogna. Ad esempio chi racconta una bugia tenderà sempre di più ad abbassare il tono della voce. I bugiardi tendono solitamente a temporeggiare, magari ripetendo le domande che gli vengono poste per avere il tempo di elaborare la bugia. Chi racconta bugie tende a fare giri di parole per rispondere, rispondendo in maniera evasiva.

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