Nel post precedente abbiamo introdotto il tema riguardante il metamodello nella Pnl, entrando nello specifico dei filtri attraverso i quali metamodello_sistemarappresentiamo la nostra realtà, generalizzazioni e cancellazioni. Il sistema del metamodello mira ad analizzare la struttura profonda della mappa del mondo di un individuo con l’obiettivo di chiarificare l’esperienza interna dell’individuo stesso. Il terzo elemento è quello delle distorsioni che si riferiscono ad elementi che entrano a far parte della nostra mappa del mondo in maniera distorta rispetto alla realtà. I processi di deformazione sono:
causa – effetto; lettura della mente (affermazione illecita su ciò che un’altra persona pensa o sente);
performativo mancante (viene espresso un giudizio di valore cancellando l’indice referenziale); equivalenza complessa (mettere in relazione due eventi in modo tale che un concetto ne implichi un altro); presupposti (si danno per scontate delle informazioni implicite non verificate che limitano le possibilità di scelta).
Il sistema del metamodello comprende inoltre strumenti come lo sleight of mouth (ossia il gioco di parole) che ci permette di renderci consapevoli delle nostre convinzioni limitanti, le quali vengono generalmente rivelate da espressioni di causa-effetto o equivalenze complesse. Il gioco di parole ci consente di mantenere un’intenzione positiva dietro ad un comportamento poco ecologico modificando il comportamento stesso e non la convinzione di base. Mira a spezzare il legame limitante tra due eventi perché non dà alternative di comportamento. E’ possibile così ridefinire la propria percezione rispetto ad un evento allargando la mappa del mondo attraverso l’utilizzo di domande che hanno come obiettivi: ridefinire comportamento ed equivalenza; cambiare prospettiva, contesto, cornice temporale; ricercare altre cause ed obiettivi; verificare intenzione, conseguenze e strategie; trovare valori alternativi.

Esattamente opposto al metamodello abbiamo il Milton Model, o modello eriksoniano, che permette a chi lo usa di essere abilmente vago e fare asserzioni che sembrano specifiche ma che in realtà sono generiche in modo da costituire un adeguato ricalco dell’esperienza di chi ascolta, qualunque essa sia. Si tratta di un linguaggio di persuasione (è tipico quello usato in politica o ad esempio quello degli oroscopi), in quanto consente di fornire istruzioni, e quindi di convincere e guidare una persona, senza il rischio di entrare in contrasto con la sua specifica esperienza interna.

Molte delle forme linguistiche adoperate dal Milton Model sono l’inverso di quelle del metamodello. Tra queste, particolarmente efficaci sono le nominalizzazioni, le cancellazioni, i verbi e gli indici referenziali non specifici, in quanto tutte inducono l’interlocutore a scegliere il significato che preferisce, ovvero quello che più si avvicina alla sua esperienza soggettiva, quindi alla sua mappa del mondo.

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