Nel suo studio sulle Microespressioni facciali Ekman, oltre a indicare come riconoscere le espressioni facciali corrispondenti alle sette menzognaemozioni primarie (felicità, rabbia, disgusto, disprezzo, sorpresa, paura), amplia lo studio della mimica facciale in relazione alla menzogna e alle emozioni ad essa legata. Perché mentiamo? In che modo diciamo le bugie? E come è possibile smascherare la menzogna sul volto del nostro interlocutore? Il pensiero comune è che dire una bugia comporti solo vantaggi se non viene scoperta, ma si tratta di una convinzione errata perché mentire porta alla costruzione di una realtà fittizia da cui non si riuscirà mai a trarre un vero vantaggio, perché da una menzogna nascerà sempre un vantaggio falso che si ripercuoterà nel tempo a nostro danno. Imparare a riconoscere la menzogna sul volto del nostro interlocutore ci permetterà non solo di capire cosa gli altri vogliono farci credere per nascondere ciò che pensano realmente, ma anche di capire cosa genera in noi stessi il bisogno di mentire o di manipolare la realtà. Paul Ekman, nel suo studio sulla menzogna individua diversi elementi per riconoscere la menzogna sul volto di una persona. Tali elementi sono: asimmetria, tempo e collocazione nella conversazione.

- Asimmetria. In una espressione facciale asimmetrica le stesse azioni compaiono nelle due metà del viso, ma sono più intense su una parte anziché nell’altra. Ciò accade perché l’emisfero cerebrale destro è più specializzato del sinistro nel trattamento delle emozioni: dato che l’emisfero destro controlla gran parte dei muscoli della metà sinistra del viso e il sinistro quelli della metà destra, le emozioni si mostrano con maggiore intensità sulla parte sinistra del volto. L’asimmetria è indizio di una emozione poco sentita, un’espressione volontaria della muscolatura.

- Tempo prolungato dell’espressione. Le espressioni di lunga durata, oltre i 10 secondi sono probabilmente false perché le espressioni autentiche non durano così a lungo : la mimica che esprime emozioni davvero sentite non resta sul viso più di qualche secondo.

- Collocazione nella conversazione. Le espressioni del viso non sincronizzate coi movimenti del corpo, e con le emozioni che si dicono di provare costituiscono probabili indizi di falso.

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