Emozioni vere o false? E’ possibile capire quale emozione stia provando il nostro interlocutore e soprattutto è possibile capire se quella emozioniemozione espressa sul suo volto è veramente sentita o no? Per rispondere a queste domande in maniera positiva ci vengono in aiuto le Microespressioni facciali. Frutto degli studi iniziati negli anni ’70 da Paul Ekman (che si è ispirato a precedenti teorie di Darwin), le Microespressioni facciali ci permettono di comprendere le emozioni provate dal nostri interlocutore attraverso l’osservazione della mimica del volto.

Ekman con i suoi studi è riuscito a provare che ad ogni emozione provata corrisponde un’espressione del volto. Ogni espressione del volto è data dal movimento combinato di determinati muscoli facciali individuabili in tre precise zone del volto. Perché Microespressioni? Perché sono quasi impercettibili ad un occhio non esperto e durano meno di un secondo. Ekman quindi ci insegna, oltre al riconoscimento delle emozioni attraverso le Microespressioni anche a distinguere quali espressioni del volto sono vere e quali no e lo fa attraverso tre criteri principali.

L’asimmetria delle espressioni: le emozioni false risultano leggermente asimmetriche con le due parti del volto che non mostrano la stessa intensità espressiva. In particolare, essendo l’emisfero destro quello deputato a elaborare le emozioni e che esso coordina la parte sinistra del viso, quando l’espressione è più intensa su questo lato, quindi sulla parte sinistra, essa è veritiera. In caso contrario, cioè più intensa sul lato destro del volto essa può considerarsi non sincera.

I tempi di reazione: le espressioni si verificano in seguito allo stimolo emozionale, hanno una durata breve, e un termine. In genere le espressioni autentiche durano pochi secondi per ciascuna fase, quelle non veritiere invece restano sul volto anche per più di dieci secondi.

La collocazione nel discorso: le reazioni non verbali si manifestano sempre prima delle parole in caso contrario potremmo essere di fronte a un caso di simulazione. Le reazioni del viso inoltre dovrebbero essere in sintonia con il linguaggio del resto del corpo e con il linguaggio paraverbale.

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