Da anni ormai per accedere a molte facoltà universitarie in Italia e non solo, gli studenti devono sottoporsi ad un test d’ingresso. Come è strutturato un test d’ingresso lo abbiamo visto in precedenza. Ma perché il numero programmato? Viene accettato come un dato di fatto ma non sempre ci si chiede il perché di tale scelta. Le ragioni e i principi che hanno portato anche in Italia alla regolamentazione degli accessi all’università sono differenti. L’esperienza maturata da molti atenei italiani consente di affermare che il numero programmato, rappresenta uno strumento efficace per ridimensionare il problema degli abbandoni, un fenomeno che, secondo le statistiche sugli studi universitari, coinvolge in Italia circa la metà degli iscritti all’università. Un test ben studiato e calibrato consente di individuare gli studenti motivati e preparati a frequentare con successo quel corso. I corsi di laurea che hanno istituito a livello nazionale il numero programmato vantano oggi un tasso di abbandono sensibilmente più ridotto. Per esempio, l’intera area medica, dove il numero programmato è stabilito per legge a livello nazionale, presenta un tasso di produttività superiore al 90%, a fronte di un valore medio pari al 53%.

La validità del test come strumento di selezione è dimostrata anche dalla correlazione positiva fra il punteggio conseguito nei test di ammissione e i risultati ottenuti nel corso degli studi universitari. In seguito a numerose statistiche infatti risulta che chi ha superato il test d’ingresso per accedere alle facoltà a numero chiuso, impiega meno tempo per laurearsi, in più se il punteggio ottenuto alla prova di ammissione è elevato. Inoltre chi ottiene un buon punteggio al test di ammissione supera in genere gli esami con votazioni più alte e si laurea con una votazione mediamente più elevata rispetto ai candidati posizionatisi nelle fasce inferiori della graduatoria; inoltre, il numero di esami superati in corso è tanto più elevato quanto maggiore è il punteggio conseguito nel test di ammissione. La regolamentazione attraverso i quiz a risposta multipla consente di indirizzare lo studente verso quel corso di laurea per il quale risulta più idoneo. Insomma il numero programmato è uno strumento di scrematura che permette di selezionare i candidati ai corsi in maniera imparziale e senza favoritismi.

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