Abbiamo spesso nei post precedenti accennato al FACS, Facial Action Coding System. Ma che cosa è il FACS, come funziona? Prima di parlarne è necessario fare una breve introduzione sulle diverse tipologie di segnali che possiamo riscontrare sul volto. Come sappiamo, il volto è la parte del nostro corpo in cui si concentra la maggior parte degli input sensoriali e degli output comunicativi. E’ un sistema microespressivo, contraddistinto dalle molteplici risposte e capace di estrema flessibilità e specificità allo stesso tempo.

Ekman, studiando i movimenti del volto ha individuato quattro classi di segnali. La prima è quella dei segnali facciali statici, che rappresentano la forma relativamente permanente del nostro volto (struttura ossea, tessuti) che contribuiscono alla fisionomia del volto. Ci sono poi i segnale facciali lenti i quali dimostrano i cambiamenti fisiologici dovuti al trascorrere del tempo (ad esempio le rughe). La terza è quella dei segnali artificiali che modificano l’aspetto del volto per motivi non naturali (lenti a contatto, cosmetici ecc). Infine i segnali facciali rapidi, che sono i cambiamenti repentini che avvengono a livello muscolare e che possono modificare visibilmente l’aspetto del volto.

I movimenti dovuti ai segnali facciali rapidi tendono a tirare la pelle del volto, a distorcere la forma degli occhi, della fronte, delle labbra, modificano le pieghe della pelle, creano solchi e rigonfiamenti su diverse aree del volto. L’insieme di questi cambiamenti è estremamente breve e dura appena pochi secondi. Le espressioni facciali forniscono informazioni sullo stato affettivo della persona, incluse emozioni come paura, rabbia, gioia, sorpresa, tristezza e disgusto.

Il Sistema di Decodificazione dei Movimenti Facciali, Facs, fornisce un metodo di misurazione oggettivo della contrazione dei muscoli facciali coinvolti in tutte le differenti espressioni del volto. Nasce con l’intento di determinare come la contrazione di ogni muscolo, o di combinazione di muscoli, possa cambiare l’aspetto del nostro volto. Le singole espressioni vengono sezionate e scomposte nelle singole unità di azione che generano il movimento.

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