Il volto è il luogo dove si concentrano la maggior parte delle informazioni. La capacità di leggere il volto è innata in ognuno di noi. Ci accade spesso di pensare o di avere la sensazione che qualcosa non torni quando una persona ci parla. Queste “sensazioni” che spesso lasciamo cadere perché non riusciamo a capire, o perché preferiamo dare importanza alle parole in realtà sono frutto di una percezione inconscia. Il nostro volto infatti, attraverso le espressioni comunica piuttosto apertamente, soprattutto perché lo fa in maniera inconscia, ciò che proviamo, i nostri sentimenti, i nostri stati d’animo reali. Saper leggere e interpretare le espressioni del volto di una persona ci permette quindi di migliorare le nostre abilità comunicative e migliorare i rapporti interpersonali in tutte le aree della nostra vita, privata e professionale. Al corso di Microespressioni facciali possiamo imparare a riconoscere le espressioni e le microespressioni in relazione all’emozione provata. Paul Ekman con i suoi studi ci indica quattro tipologie differenti di segnali facciali, che sono alla base dello studio delle microespressioni e che ci premettono di comprendere cosa bisogna considerare quando vogliamo decodificare una microespressione. Le quattro classi di segnali individuate da Ekman sono le seguenti.

Segnali facciali statici. Comprendono tutti i tratti permanenti del viso e non mutano nel tempo. Quindi la forma del viso, del naso, la bocca, gli occhi. I segnali facciali statici sono quelli che compongono la morfologia del nostro volto.

Segnali facciali lenti. Sono i segni che compaiono con i passare del tempo sul nostro volto. Come le rughe, la grana della pelle ecc.

Segnali facciali artificiali. Sono quelli modificati artificialmente come occhiali da vista, make up o interventi di chirurgia estetica.
Segnali facciali rapidi. Le microespressioni. Sono quei segnali frutto di un’attività neuromuscolare. Durano meno di un secondo e sono visibili solo ad un occhio esperto. Quindi, muovere le sopracciglia, stirare le labbra, sgranare gli occhi ecc.., secondo determinate combinazioni, sono segnali inequivocabili dell’espressione di una determinata emozione. Tali movimenti compaiono sempre durante una conversazione e possono avvenire anticipatamente o simultaneamente al dialogo.

Attraverso il riconoscimento dei segnali facciali possiamo comprendere le emozioni realmente provate dal nostro interlocutore e capire se ci mente o se dice la verità, se cerca di simulare o nascondere le emozioni provate.

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