Oggi parleremo di Pnl e del linguaggio non verbale delle mani. Come già anticipato in precedenza, sappiamo che oltre il 90% delle nostre linguaggio_non_verbalecomunicazioni avviene attraverso il linguaggio paraverbale e non verbale. Quindi anche attraverso i movimenti del corpo, le espressioni del volto, la postura, la gestione dello spazio e i movimenti delle nostre mani. Se osserviamo con attenzione la gestualità del nostro interlocutore possiamo comprendere il suo linguaggio non verbale del corpo e capire cosa vuole comunicarci con i suoi gesti inconsci. Gli studi sul linguaggio non verbale delle mani ci indicano principalmente tre modalità di movimenti che possiamo apprendere e utilizzare nelle nostre relazioni interpersonali per comprendere meglio il  nostro interlocutore.

La prima possiamo definirla una modalità indicatoria, possiamo individuarla quando una persona tende ad indicare o a puntare il dito, se tende a tenere il pugno chiuso o la mano rigida muovendola come se volesse tagliare qualcosa. Quando si utilizza questo tipo di gestualità la tendenza è quella ad esprimersi in modo sicuro e preciso, a dare istruzione dettagliate su come si deve agire, spesso utilizza insieme ad un tono accusatorio la parola no. Difficilmente ascolta ciò che il suo interlocutore dice, e tende ad imporre il suo punto di vista. Utilizza frequentemente quantificatori universale come tutto, ogni volta, ogni ecc..
La seconda è una modalità che possiamo definire logica. Le dita fanno dei micromovimenti o si muovono circolarmente. La persona che utilizza questa modalità tende a mantenere una postura rigida ed esprime un certo controllo di se stesso adottando un comportamento freddo e distaccato. E’ tipico di chi analizza le questioni in maniera logica e razionale, utilizza con frequenza il perché, sia con se stesso che con gli altri esprimendosi per categorie.

La terza modalità individuata è quella propiziatoria. Una persona che utilizza questa modalità si esprime attraverso gesti ampi e aperti, i palmi sono rivolti verso l’alto, le mani disposte a triangolo.

Chi utilizza questa gestualità vive le relazioni affidandosi alla proprie emozioni e alla propria emotività. Cerca spesso un contatto fisico con in proprio interlocutore, usa frequentemente il si. I termini utilizzati più frequentemente sono: se, solo, proprio, perfino ecc. Ha una forte capacità ad empatizzare con l’altro.

Una gestualità fissa e ripetuta rappresenta il carattere di una persona, altre volte la gestualità è contestuale e congruente al messaggio verbale che si vuole trasmettere.

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