Nel post precedente sulla Comunicazione avanzata e il linguaggio non verbale, abbiamo visto in che modo i nostri due emisferi cerebrali, quello destro creativo e quello sinistro razionale, influiscano sulla nostra comunicazione. Oggi andremo a vedere alcuni tipi di messaggi non verbali e come è possibile interpretarli quando si presentano in un colloquio con un interlocutore. Innanzitutto dobbiamo ribadire un concetto importante della Programmazione neurolinguistica. Gli studi fatti sulla comunicazione ci riportano questi dati: più del 90% della nostra comunicazione è gestita dall’inconscio quindi dai livelli paraverbale e non verbale, e solo il 7% della nostra comunicazione è gestito dalla nostra parte razionale e quindi agisce sul livello verbale. Conoscere la comunicazione non verbale è un ottimo sistema per decodificare la comunicazione del nostro interlocutore in tempo reale. Ci permette di sapere se chi abbiamo di fronte gradisce o rifiuta i nostri argomenti. È un sistema per capire cosa stimola il nostro interlocutore, quali argomenti lo attraggono, e utilizzarlo per creare un rapporto di empatia e fiducia.

La Pnl individua due principali categorie di segnali: i segnali di gradimento e i segnali di rifiuto. Tra questi segnali abbiamo. Il bacio analogico, si presenta come un arricciamento delle labbra, è un segnale di gradimento, vuol dire che la persona è interessata a ciò che stiamo dicendo o facendo. Spesso è un segnale appena accennato e poco visibile. Un altro segnale di gradimento è quello che viene chiamato “linguino”, ossia una breve esposizione delle lingua sulle labbra, come se si volesse umidificarle, è il segnale più alto di gradimento. Un altro segnale di gradimento, che però è poco usato è il rigonfiamento delle guance. Abbiamo poi l’accarezzamento delle labbra con le dita o con il dorso della mano. Il generale tutti i gesti di accarezzamento esprimono gradimento, apprezzamento, sono insomma segnali positivi.

I segnali di rifiuto invece sono individuabili attraverso gesti di grattamento e allontanamento. Spostarsi indietro con il busto o con il corpo, allontanare un oggetto sul tavolo, come se stessimo spazzando via delle briciole, sono gesti di rifiuto. Ci sono poi i vari grattamenti, ad esempio il grattasi la testa o il naso, sono importanti segnali di rifiuto.

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