Microespressioni. La menzogna “la scelta deliberata e non dichiarata di trarre in inganno il destinatario”, dice Paul Ekman. Ekman, nei menzognasuoi lunghi studi sulle emozioni umane e sulle modalità attraverso le quali vengono espresse sul volto si è occupato anche della menzogna. Tutti abbiamo mentito almeno una volta nella nostra vita, anche a fin di bene. Ma come possiamo scoprire la menzogna sul volto di qualcuno? Come possiamo sapere se quella persona, quell’amico ci sta dicendo la verità o no? Ekman classifica nel suo studio due principali modi di mentire: la dissimulazione e la falsificazione. Entrambi hanno alcuni vantaggi e svantaggi. Chi dissimula non ha bisogno di inventare nulla di nuovo, è una sorta di omissione. Può permettersi quindi di avere un atteggiamento più passivo e può cavarsela facilmente affermando “non ricordo”. Insomma dissimulare fa sentire meno in colpa rispetto al falsificare. Infatti chi falsifica deve invece inventarsi una storia e cercare di renderla il più veritiera possibile, deve coprire le prove di ciò che sta nascondendo comprese le emozioni che la verità comporta. Falsificare, bene, insomma non è un lavoro da tutti.

Ci sono poi altri quattro modi di mentire che sono: sviare i sospetti ammettendo quindi un’emozione ma indicandone una causa differente, mentire dicendo la verità quindi utilizzare toni esagerati e umoristici, dissimulare a metà, ammettendo cioè solo parte della verità sviando così l’interesse da ciò che deve rimanere nascosto, e infine eludere le domande in modo da indurre l’altro ad avere una diverse interpretazione, dire cioè la verità lasciando intendere all’altro il contrario. Il bugiardo in linea di massima può fallire su due livelli, sul livello del pensiero e su quello delle emozioni.

In particolare esistono alcuni errori strategici che il bugiardo può commettere. Prima di tutto abbiamo la tempistica, può succedere che chi mente non sappia quando doverlo fare, soprattutto se colto alla sprovvista. Per capire se qualcuno ci sta mentendo possiamo osservare un’incongruenza tra i livelli verbale, non verbale e paraverbale, inoltre si nota un repentino aumento dei gesti manipolatori dovuti alla tensione. Dal punto di vista del linguaggio invece possiamo notare pause ed errori linguistici.

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