Parliamo ancora di tecniche di memoria. Nei post precedenti abbiamo affrontato l’argomento concentrandoci sulle singole strategie come le tecniche_memoriamappe mentali o il metodo di studio organico ma c’è qualcosa in più da sapere che riguarda la storia e l’origine delle tecniche di memorizzazione. Innanzitutto dobbiamo dire che sono dei metodi scientifici studiati per immagazzinare qualsiasi tipo di informazione. Non sono un’invenzione recente ma il loro primo utilizzo risale all’epoca di Cicerone, per questo una delle tecniche viene chiamata “dei loci ciceroniani”, che inventò uno stratagemma per ricordare a memoria le sue lunghe orazioni. Cicerone per ricordare le numerose informazioni abbinava ogni concetto ad un luogo conosciuto. A partire da Cicerone le tecniche di memoria si sono evolute nel tempo, fino ad arrivare a quelle utilizzare oggi al corso di memoria, grazie soprattutto al contributo della scienza, che ha studiato in profondità il funzionamento del nostro cervello e delle sue diverse aree.
Per ogni tipologia di testo o informazione che vogliamo acquisire esiste una tecnica specifica. Ma è importante sapere prima di tutto che prima di utilizzare una tecnica è fondamentale comprendere il funzionamento dell’attrezzo principale, ossia il nostro cervello.

Quando studiamo con il metodo tradizionale che si sviluppa nelle fasi di lettura, sottolineatura e ripetizione,  sfruttiamo le aree cerebrali dove risiede la memoria ripetitiva a breve termine, quella che ci permette di ricordare un concetto o un’informazione per un breve periodo. Dobbiamo sapere invece che la nostra memoria a lungo termine risiede in quella parte di cervello che poco esercitiamo, perché così ci hanno sempre insegnato. E’ l’area dove risiede la memoria emotiva, quella che ci permette di ricordare anche a distanza di tanti anni dettagli che fondamentalmente non sono importanti ma che emotivamente ci hanno colpito. Quindi la differenza tra ricordare e non ricorda la fa, non la quantità di volte che ripetiamo, ma l’impatto emotivo che quella informazione ha su di noi. Ma se una formula matematica non ha nessun impatto emotivo, oltre la noia, su di me come faccio a ricordarla? E’ proprio per rispondere a questa domanda che intervengono le tecniche di memoria

Continua nel prossimo post…

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