Parliamo ancora di Microespressioni facciali. Approfondiamo l’argomento introdotto nel precedente post Microespressioni facciali: i segnali facciali. Abbiamo visto che Ekman e Friesen nel loro studio sulle Microespressioni hanno individuato una serie di segnali facciali e li hanno organizzati in quattro differenti classi. I segnali facciali statici, segnali facciali lenti, segnali facciali artificiali e segnali facciali rapidi. I segnali facciali rapidi sono quei movimenti muscolari che mescolati insieme possono produrre differenti tipi di messaggi. Oggi andremo a vedere quali sono nelle Microespressioni, alcuni tipi di messaggi veicolati dai segnali facciali rapidi.

Prima di tutto abbiamo le emozioni. Determinate combinazioni di segnali facciali rapidi rappresentano l’emozione provata. In particolare è stato approfondito lo studio sulle sei emozioni primarie: sorpresa, paura, felicità, tristezza, rabbia, disgusto/disprezzo, e sulle emozioni legate alla menzogna.

Ci sono poi gli emblemi, che possiamo definire come segnali specifici di una determinata cultura, come ad esempio fare l’occhiolino.

Abbiamo poi i segnali manipolatori. Di questa categoria fanno parte tutti quei movimenti di auto manipolazione come mordersi le labbra.

Ci sono poi i segnali illustratori. Sono tutti quei segnali che accompagnano il parlato e che utilizziamo per sottolineare concetti, ne sono un esempio l’alzare le sopracciglia.

Infine ci sono i segnali regolatori che sono quelli che utilizziamo come simbolo di mediazione non verbale durante una conversazione come ad esempio il sorridere o l’assentire.

I segnali facciali rapidi possono anche esprimere a livello comportamentale fisiologico:

azioni riflesse;

azioni impulsive;

azioni adattabili;

azioni volontarie.

I segnali facciali rapidi agiscono spesso indipendentemente dalla volontà dell’individuo. Proprio per questo lo studio delle Microespressioni facciali ci permette di leggere e comprendere sul volto le emozioni realmente provate a prescindere dalle espressioni verbali e dalle parole usate. Ad un corso di Microespressioni facciali è possibile comprendere la complessità delle espressioni del volto e di ricondurle ad una data emozione e riuscire a rendere così più semplice e più efficace la nostra comunicazione.

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