Approfondiamo ancora il tema riguardante la Programmazione neurolinguistica. I processi comunicativi, con noi stessi o con altri individui, avvengono attraverso un sistema complesso. Oggi parleremo di un’area fondamentale della Pnl le rappresentazioni sensoriali. Ognuno di noi comunica con se stesso e con gli altri attraverso diversi canali e possiamo farlo attraverso le parole o i gesti del corpo. Ma la Pnl si occupa anche di come ciascuno di noi percepisce le informazioni provenienti dall’esterno. Ognuno di noi percepisce le informazioni attraverso i cinque sensi ma principalmente ne usiamo solo tre: visivo, uditivo, cinestesico (ossia il tatto), e ciascuno di noi ne utilizza uno più degli altri. Questi tre sensi trasmettono al cervello stimoli esterni. Attraverso i processi di generalizzazione, distorsione e cancellazione, il cervello capta questi segnali, li filtra e li trasforma in rappresentazioni interne. Quindi le nostre rappresentazioni interne, le nostre esperienze degli eventi, non sono quello che è esattamente accaduto, ma una nostra personale ripresentazione.

La mente conscia non è in grado di utilizzare tutti i segnali che le vengono inviati, quindi il cervello filtra e immagazzina le informazioni di cui ha bisogno o si aspetta di avere bisogno più tardi, e permette alla mente conscia di ignorare il resto. Questo processo di filtraggio delle informazioni spiega l’enorme gamma delle percezioni umane. Tutto questo spiega l’affermazione “la mappa non è il territorio”, vale a dire cioè che ogni persona, in base al modo in cui filtra gli stimoli esterni, ne ha una rappresentazione interna diversa e quindi comunicherà in maniera differente la propria esperienza agli altri. La nostra rappresentazione interna non è l’esatta riproduzione dell’evento, ma è solo un’interpretazione filtrata, attraverso specifiche credenze, atteggiamenti e valori personali. Nulla è intrinsecamente buono o cattivo, il valore è come lo rappresentiamo internamente.

La chiave per ottenere i risultati che desideriamo consiste nel rappresentarsi le cose in modo da porsi in uno stato a tal punto produttivo da avere la potenzialità di compiere azioni del tipo e della qualità che assicurano i risultati desiderati.  Siamo noi che diamo al nostro cervello la strategia da seguire, quindi è importante concentrarci su ciò che vogliamo e perseguirlo.

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