Il volto è la parte del nostro corpo dove si concentrano la maggior parte delle informazioni sensoriali, si per chi le esibisce, sia per chi le legge all’interno di un processo comunicativo. Come abbiamo visto in precedenza lo studio delle Microespressioni facciali, condotto da Ekman e Friesen, si occupa proprio di capire quali siano i segnali del volto e a quale emozione è collegato ciascun segnale. Oggi ci occuperemo di un argomento che rappresenta la base dello studio delle Microespressioni facciali: i segnali facciali. Ekman e Friesen hanno suddiviso il sistema dei segnali facciali in quattro differenti classi. I segnali facciali statici, segnali facciali lenti, segnali facciali artificiali e segnali facciali rapidi. Analizziamoli uno ad uno.

I segnali facciali statici rappresentano tutti i tratti permanenti del volto. Come ad esempio la struttura ossea e le masse di tessuto sottostante, insomma tutto ciò che crea l’apparenza dell’individuo.

I segnali facciali lenti sono costituiti dai cambiamenti del tempo nell’aspetto della persona come le rughe o i cambiamenti della pelle.

I segnali artificiali sono quelli che contribuiscono all’apparenza del volto esternamente come occhiali o cosmetici.

I segnali facciali rapidi rappresentano, infine, i cambi di fase nell’attività neuromuscolare che può portare a visibili cambi nell’apparenza facciale. I segnali facciali combinati insieme possono produrre diciotto differenti tipi di messaggi.

Le quattro classi di segnali facciali contribuiscono, quindi,  al riconoscimento facciale. Lo studio delle Microespressioni facciali si concentra in particolare sui segnali facciali rapidi in quando modificano l’aspetto del volto solo per tempi brevissimi. Questi movimenti dei muscoli facciali tirano la pelle, distorcendo per un certo periodo di tempo la forma degli occhi, delle sopracciglia, delle labbra e la sembianza delle pieghe, le rughe e i rigonfiamenti facciali in differenti parti della pelle. Questi cambi nell’attività dei muscoli facciali sono brevi in quanto durano pochi secondi, raramente superano i cinque secondi, di solito durano meno duecentocinquanta millisecondi.

Ekman e Friesen danno un nome specifico al sistema di movimenti muscolari: Unità di Azione. Mentre il sistema di codifica delle combinazioni di Unità di Azione è il FACS – Facial Action Coding System.

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