Comunicare le emozioni con il volto. Lo facciamo sempre, in continuazione e soprattutto in maniera inconscia. Noi viviamo di emozioni, che possono essere positive, negative più o meno intense. E il volto comunica le emozioni molto più chiaramente di qualsiasi parte del nostro corpo anche se spesso riusciamo a percepirle solo attraverso un’osservazione attenta. Primo di tutti ad interessarsi dell’espressione delle emozioni fu Charles Darwin che si concentrò sulla selezione di alcune espressioni facciali come veicoli di emozioni utili all’adattamento. Per Darwin ogni emozione è il risultato di un’interpretazione da parte di un individuo di ciò che osserva all’esterno, una reazione che risponde ad uno stimolo esterno.

Il nostro volto rappresenta un mezzo utile per comunicare con gli altri. La comunicazione delle emozioni attraverso il volto è quindi importantissimo. Il volto rappresenta uno strumento primario ai fini comunicativi. Non si limita quindi ad essere un sistema di supporto a quanto viene comunicato verbalmente, ma veicola messaggi che possono essere indipendenti, intenzionali e carichi di significato emotivo. 

Sulla base degli studi di Darwin, sull’espressione delle emozioni e sull’universalità delle stesse, viene sviluppato quindi lo studio delle Microespressioni facciali. Ekman e Friesen quindi sostengono fortemente la teoria di Darwin sull’universalità delle emozioni primarie: rabbia, sorpresa, disgusto, gioia, tristezza e paura. Ekamn e Friesen completano lo studio di Darwin concentrandosi sui movimenti muscolari del volto legati ad ognuna delle sei emozioni introducendo l’utilizzo del Facial Action Coding System – F.A.C.S. Ekman oltre ad aver studiato le espressioni e le microespressioni facciali relative alle sei emozioni primarie si è successivamente concentrato sulla menzogna e sulle emozioni ad essa legate: senso di colpa, paura di essere scoperti e il piacere della beffa. In particolare ha determinato tre indicatori principali per riconoscere la menzogna e che si differenziano dall’espressione pura delle emozioni. I tre indicatori sono: l’asimmetria dell’espressione, il tempo prolungato della mimica (le microespressioni reali e inconsce durano meno di un secondo), la collocazione dell’espressione durante la conversazione.

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