Nell’ambito dello studio del linguaggio del corpo, è ormai diventata di interesse pubblico da un paio d’anni in Italia, l’area riguardante le microespressioniMicroespressioni facciali. Grazie alla serie televisiva “Lie To Me”, un numero sempre più vasto di persone ha iniziato a dimostrare curiosità e interesse sull’argomento. Ma la storia delle Microespressioni ha origini ben più lontane. Ecco come tutto è iniziato! Tutta la conoscenza che abbiamo sulle Microespressioni facciali è dovuta a Paul Ekman, psicologo statunitense, che avvallando alcune teorie di Darwin sul comportamento e sulle espressioni del viso, iniziò le sue ricerche negli anni ’70. Ekman ipotizzo l’esistenza di un legame tra le nostre emozioni e le espressioni del nostro volto. Le sue ricerche, scientificamente provate, lo portarono a capire che ad ogni emozione provata corrisponde una determinata espressione del volto. Ogni espressione è unica e determinata dal movimento di specifici muscoli del volto. Basta che uno dei muscoli coinvolti in una determinata espressione cambi per modificare il tipo di espressione ed esprimere una emozione diversa. Il lavoro di Paul Ekman portò inoltre a determinare una conclusione importantissima. Egli si rese conto che le espressioni facciali e le emozioni non sono determinate dalla cultura di un posto o dalle tradizioni ma sono universali, sono cioè uguali per chiunque. Tale conclusione nacque dal confronto sulle espressioni del volto tra diverse popolazioni e in particolare si concentrò su una tribù della Papa Nuova Guinea isolata dal resto del mondo. Ekman si concentrò sull’analisi delle sei emozioni primarie: rabbia, disgusto,tristezza, felicità, paura e sorpresa. L’espressione che compariva sul volto dei componenti delle tribù quando provavano una delle sei emozioni era esattamente identica a quella di un qualsiasi americano. I suoi studi arrivarono a contare migliaia di combinazioni di movimenti muscolari, alcuni non esprimevano nulla, altri erano l’espressione di una emozione. Ciò che permette a noi oggi di studiare le microespressioni è il F.A.C.S. – Facial Action Coding System. Una sorta di legenda, di codice, che classifica ogni espressione del volto umano. Il F.A.C.S. ci permette di codificare le espressioni del volto e ricondurle con maggiore facilità all’emozione corrispondente.

Vuoi saperne di più sulle Microespressioni e su come poter imparare a riconoscerle? Visita il sito www.formazionepersonale.it e richiedi maggiori informazioni sul seminario in Microespressioni facciali.

Leave a Reply